Accadeva ad Ovalia: quelle semifinali iridate entrate nella storia del rugby…

Nel 1999 le cartoline sono per Larkham e per i Bleus. E poi l’Italia tricolore a Twickenham nel 1958 e Paul Ackford il pungiball

francia rugby world cup

ph. Action Images

Nuova settimana e nuovo viaggio alla scoperta del calendario ovale e della storia del rugby.

 

29 ottobre

1996: Mike Catt, attualmente nello staff tecnico della nazionale italiana di rugby, riesce a compiere un full-house nella partita fra Bath e Bristol che finisce 76-7 a favore dei padroni di casa. L’inglese negli ottanta minuti riesce a realizzare due mete, tre conversioni, un piazzato e un drop per un totale di 22 punti.

2003: l’argentino Roberto Grau viene squalificato per nove settimane durante la Coppa del Mondo per aver messo le mani in faccia al capitano dell’Irlanda Keith Wood stabilendo così il record di squalifica della competizione iridata. Per un placcaggio pericoloso nella stessa partita anche il compagno Mauricio Reggiardo viene sospeso per sei settimane dopo aver caricato un altro irlandese, Reggie Corrigan.

 

30 ottobre

1946: nasce a Leeds Ian Robert McGeechan, che in carriera collezionerà 32 caps con la Scozia e 8 con i Lions.

1976: al Parco dei Principi una Francia impressionante batte 34-6 l’Australia (sei mete a zero), trascinata dalla classe di Jean-Pierre Rivers, in quella che rimane la più larga vittoria dei Bleus sui Wallabies. E’ il primo vero avvertimento alle potenze britanniche che i transalpini possano essere in grado di vincere il Cinque Nazioni realizzando il Grande Slam.

1976: nel primo match della storia del rugby fra Argentina e Nuova Zelanda, gli All Blacks vincono 9-21 a Buenos Aires. Di Peter Sloane e Stu Wilson le mete dei tutti neri.

1999: l’Australia si qualifica alla finale della Coppa del Mondo edizione n°4 al termine di una semifinale emozionante contro i detentori del titolo del Sudafrica. Il risultato conclusivo, dopo i tempi supplementari, sarà quello di 27-21 a favore dei Wallabies che riusciranno a passare il turno, e poi a salire sul tetto del mondo, grazie al drop decisivo e lunghissimo di Larkham e ai piazzato di Burke.

 

31 ottobre

1972: in una delle partite della storia del club rugby gallese, Llanelli allenato da Carwyn James e guidato da Phil Bennett batte gli All Blacks 9-3 allo Stradey Park. “Quel giorno l’intera città chiuse”, ricorderà il terza linea gallese Gareth Jenkins.

1978: altra sconfitta contro un club per gli All Blacks, la prima e unica sul suolo irlandese. A Limerick la Nuova Zelanda è battuta 12-0 da Munster

1999: nella seconda seconda semifinale della Coppa del Mondo la Francia batte la Nuova Zelanda a Twickenham con il punteggio di 43-31. Bernat-Salles-Dourthe, Dominici e Lamaison trascinano i “Galletti” davanti a 73.000 spettatori in una delle partite passate alla storia della palla ovale.

1995: si disputata il primo match di Heineken Cup della storia: Tolosa va in trasferta in Romania per affrontare e battere i Farul Constanta 54-10.

2015: la Nuova Zelanda batte 34-17 l’Australia e solleva la terza Coppa del Mondo della sua storia, la prima vinta lontano da casa. Nell’ultimo atto di uno dei Mondiali più belli, vanno a segno Milner-Skudder, Nonu e Barrett.

 

1 novembre

1923: per celebrare il centenario dalla nascita del rugby, fissato per leggenda nel 1823, la Rugby School ospita la sfida Inghilterra/Galles contro Scozia/Irlanda, vinta 21-16 dalla prima selezione.

1927: al Velodromo di Bologna si affrontano una squadra italiana e una francese, sconfitta 27-18. L’organizzazione della sfida si deve a Stefano Bellandi, tra le animi ispiratrici e portatrici della palla ovale in Italia.

1958: la nazionale italiana con un’inusuale divisa composta da una maglia verde, dei pantaloncini bianchi e dei calzettoni rossi perde 9-3 contro i London Counties a Twickenham il quarto ed ultimo match del tour in Gran Bretagna.

2003: nello scontro decisivo per il passaggio ai quarti di finale, la Scozia batte 22-20 le isole Fiji di Rupeni Caucau, autore di un grande Mondiale. Nella Poule A invece si gioca Australia-Irlanda, decisiva per il primo posto: la spuntano i Wallabies 17-16 grazie alla meta di Smith e al piede di Flatley e al drop di Gregan, mentre ai verdi non basta la splendida meta di O’Driscoll a segno anche con il calcio di rimbalzo.

2007: inizia l’era di Nick Mallett sulla panchina azzurra. L’ex coach Springboks prese il posto di Berbizier e venne sostituito da Brunel.

2008: per la prima volta un match di Bledisloe Cup fra Nuova Zelanda e Australia si gioca in campo neutro, ad Hong Kong. Davanti a 37,000 persone i tutti neri si impongono 19-14 rimontando l’Australia grazie alle mete di Richie McCaw e Sitiveni Sivivatu.

 

2 novembre

1927: il giorno dopo la sfida di Bologna, al Vigorelli di Milano va in scena la rivincita della sfida emiliana. Vince ancora la squadra francese, con il punteggio di 46-35.

1946: si gioca il primo incontro ufficiale del Galles del dopo guerra. A Pontypridd i “Probables” battono 9-0 i “‘Possibles”.

1991: nella finale della seconda edizione della Rugby World Cup, a Twickenham l’Australia batte 12-6 l’Inghilterra.

2003: Josh Lewsey segna cinque mete nella sfida dei Gironi iridati vinta dall’Inghilterra per 111-13 contro l’uruguay a Brisbane.

 

3 novembre

1984: nel primo Test Match del Grand Slam tour, l’Australia batte 19-3 l’Inghilterra. Arriveranno poi le vittorie contro le altre Home Unions.

1990: Paul Ackford è messo ko dal vigliacco pugno del Pumas Federico Mendez, poi espulso per il gesto. L’Inghilterra vincerà 51-0 con hat-trick di Rory Underwood. Il giovane Mendez era al secondo cap: in tutto ne collezionerà 75, mentre a livello di club vincerà un’Heineken Cup con Northampton e una con Bath.

 

4 novembre

1989: il Daily Express definisce i giocatori delle Fiji “selvaggi” dopo che due di loro sono espulsi nel corso del match contro l’Inghilterra. A farne le spese ancora Ackford  (vedi 3 novembre 1990 contro l’Argentina) per pugno e Jeremy Guscott per placcaggio in ritardo. Vincerà l’Inghilterra 58-23.

1999: nella finale iridata del terzo posto il Sudafrica batte 22-18 la Nuova Zelanda, con i tutti neri a segno solo con il piede di Merthens. Per gli Springboks arriva invece la meta con Paulse.

2000: gli Stati Uniti vengono battuti 53-6 dalla Scozia a Murrayfield. Una curiosità? Gli Eagles giocano tutti gli ottanta minuti con la stessa squadra, senza utilizzare i cambi.

 

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