Accadeva ad Ovalia: imprese sfiorate e storiche battaglie

Il 31 maggio 1995, alla RWC, gli Azzurri per poco non battono l’Inghilterra. E Sudafrica-Canada di quell’edizione…

ph. Action Images

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Nuova settimana e nuovo appuntamento con la rubrica che vi porta alla scoperta del calendario ovale.

 

28 maggio

2000: la Nuova Zelanda batte il Sudafrica nella finale dell’ultima tappa della prima storica edizione delle Sevens World Series. Gli All Blacks Seven si aggiudicheranno la classifica, finale, al secondo posto le Fiji.

2006: i Crusaders battono gli Hurricanes 19-12 in una finale di Super14 che sarà ricordata per la fittissima nebbia che quasi impedisce alle squadre di giocare, tanto che alcuni spettatori abbandonano gli spalti per vedere la partita in TV.

2011: i Saracens vincono la loro prima Premiership grazie al successo in finale per 22-18 contro Leicetser. Protagonista il diciannovenne Owen Farrell, che infila cinque punizioni e una trasformazione. Gli highlights della finale.

 

29 maggio

1977: Phil Bennett protesta contro la durata dei tour dei Lions, chiudendo una riduzione da 25 a 15 partite. “E’ un onore indossare questa maglia, ma i giocatori moderni sono sotto terribile pressione e in più necessitano di 14 settimane di pausa dal lavoro”.

1987: problemi extra sportivi alla prima edizione della Rugby World Cup. Lo staff del Mon Desir (Nomen omen) dove alloggia la Francia chiede ai galletti di lasciare l’hotel…per il troppo via vai di ragazze che disturba gli altri ospiti.

2002: John Kirwan inaugura il ciclo alla guida dell’Italia con una vittoria per 37-13 in suolo neozelandese contro Manawatu, nel primo match del tour in Nuova Zelanda. In meta due volte Matteo Barbini.

 

30 maggio

1928: la Nuova Zelanda gioca il suo primo match di sempre in suolo sudafricano, battendo 11-3 Western Province Country XV a Cape Town.

1981: per la prima volta l’Inghilterra assegna il cap per un match giocato non contro una delle grandi otto squadre (Cinque Nazioni+Sanzar). In Argentina tra il quindici della rosa e i Pumas finisce 19-19. Le due squadre non si incontreranno per i prossimi nove anni a causa della questione Malvinas.

1995: David Campese non va per il leggero commentando il gioco dell’Inghilterra e del suo capitano Will Carling. “Ha velocità e fisico ma gioca come un toro castrato…Evidenzia la mancanza di skills di tutta la sua squadra. Se fossi nato inglese, non avrei mai voluto giocare un rugby così conservativo. Mi sarei preso solo un gran freddo”.

 

31 maggio

1975: Mike Burton è il primo giocatore internazionale inglese espulso di sempre. Motivo del cartellino rosso un placcaggio in ritardo contro l’ala australiana Doug Osborne al quarto minuto. Il gesto incriminato.

1987: alla prima edizione della RWC l’Italia batte 18-15 le Isole Fiji ma ciò non basterà per qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta.

1995: in una delle sue più belle partite della sua storia l’Italia esce sconfitta 27-20 dalla sfida iridata contro l’Inghilterra. Per gli Azzurri vanno a referto Massimo Cuttitta e Paolo Vaccari (a questo LINK il racconto di quell’edizione con le parole dei protagonisti).

 

1 giugno

1977: lo scozzese Andy Irvine segna ben cinque mete nella vittoria dei Lions per 60-9 contro la selezione King Country/Wanganui.

 

2 giugno

1971: i Lions battono 23-12 i New Zealand Maori ad Eden Park in un match passato alla storia per i 29 calci di punizione che spezzarono completamente il ritmo della partita, descritta come un’autentica battaglia.

 

3 giugno

1995: nel corso dei Mondiali il Sudafrica batte 20-0 il Canada in una partita che farà registrare tre cartellini rossi per una mega rissa scoppiata nel secondo tempo. Pieter Hendricks e Scott Stewart saranno citati e squalificati rispettivamente per 90 e 60 giorni. Quella giornata sarà ricordata come Battle of Boet Erasmus. Gli highlights della sfida.

1995: tragedia alla RWC. Dopo pochi minuti dall’inizio del match Costa d’Avorio-Tonga, l’ala ivoriana Max Brito sguscia tra la difesa fino al placcaggio di Ionke Afeaki, flanker isolano. Il giocatore resta a terra coperto di giocatori, incapace di muoversi, e subito si intuisce la gravità della situazione. Viene ricoverato e operato d’urgenza a Pretoria, ma l’equipe medica riesce solamente a stabilizzare quarta e quinta vertebra. Brito resta paralizzato dal collo in giù.

 

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