Cosa fanno oggi gli azzurri del XV ideale dell’epoca Sei Nazioni?

Solo 5 sono ancora in attività. Per gli altri una nuova carriera

Italia – Marco Bortolami (ph. Sebastiano Pessina)

Nella giornata di ieri, la Federugby ha reso noto il XV ideale della nazionale azzurra, prendendo in considerazione solamente l’epoca del Sei Nazioni, iniziata nel febbraio del 2000, con la storica vittoria al Flaminio ai danni della Scozia campione in carica (vinse l’ultimo 5 Nazioni, del 1999).

Dei quindici atleti selezionati, solamente cinque sono ancora in attività, impegnati nei più disparati tornei in giro per Ovalia. Gli altri dieci, invece, hanno appeso gli scarpini al chiodo, intraprendendo nuove carriere, talvolta anche lontano dal Mondo ovale.

Abbiamo dato così uno sguardo a cosa combinano, oggi, gli azzurri più apprezzati dal pubblico negli ultimi 20 anni.

Leggi anche: Biografie degli Azzurri: ecco le schede degli atleti della nazionale maschile, femminile e under20

La formazione ideale dell’Italia nell’epoca Sei Nazioni (1263 caps)

15 Andrea Masi (95 caps)
L’ex estremo di Biarritz e Racing 92, dopo aver chiuso la carriera agonistica nel 2016 alla Ricoh Arena in maglia Wasps, oggi fa parte dello staff dell’Academy delle Vespe, in quel di Coventry.

14 Matteo Minozzi (19 caps)
Il trequarti patavino ex Valsugana e Calvisano, dopo il biennio con le Zebre (’17/’19), ha iniziato un’esperienza in UK con la maglia dei Wasps, dove ha idealmente raccolto l’eredità proprio di Andrea Masi.

13 Michele Campagnaro (36 caps)
Il centro azzurro nativo di Mirano ex Benetton Rugby, infortunatosi al ginocchio lo scorso dicembre, sta vivendo la terza esperienza diversa in terra inglese, tra le fila degli Harlequins, dopo i passaggi con Exeter e Wasps.

12 Mirco Bergamasco (89 caps)
L’ex Stade Francais e Racing, ritiratosi dal rugby giocato da un paio di stagioni, ha rivestito, nel corso di questa annata agonistica, i panni dell’assistente allenatore (dei trequarti) del Soyaux Angouleme, club di ProD2, seconda divisione transalpina. In Francia, Bergamasco sta anche seguendo corsi di formazione per diventare allenatore a tutti gli effetti, come ha spiegato in una recente intervista a Rugbymeet.

11 Giovanbattista Venditti (44 caps)
Lasciate le Zebre a fine 2019, l’ex Newcastle aveva accettato la proposta di tornare a giocare per l’Avezzano Rugby, club in terza serie della sua città natale, in questo finale di stagione, in cui si sarebbe verosimilmente giocato la promozione in Serie A.

Annata agonistica, però, che non si è mai potuta concludere, impedendo all’ala abruzzese di indossare in questi mesi una delle maglie del suo cuore.

10 Diego Dominguez (74 caps)
L’apertura più forte ad aver mai indossato la maglia della selezione azzurra, chiusa l’attività da giocatore, con alcuni passaggi da dirigente/allenatore nel corso dell’ultima decade, ha intrapreso, tra le altre cose, una carriera imprenditoriale, tra la fazenda di famiglia nella terra natale ed alcuni progetti in Italia. Segue, inoltre, i progetti INSIEME con Mediobanca e collabora con il CUS Milano.

9 Alessandro Troncon (101 caps)
Il leggendario mediano di mischia azzurro, ex Benetton Rugby, negli ultimi anni ha fatto parte dello staff tecnico delle Zebre, in qualità di assistente allenatore dei trequarti. E’ in procinto di rientrare, dal ’20/’21, in Nazionale, nello staff di Franco Smith.

8 Sergio Parisse (142 caps)
Recentemente inserito da Planet Rugby nel XV ideale dell’epoca Pro, il numero 8 ex Stade Francais ha disputato una stagione convincente tra le fila del Tolone, club francese con cui dovrebbe proseguire l’esperienza da giocatore anche per quanto concerne il campionato ’20/’21.
Sergio Parisse: una straordinaria carriera raccontata in un quiz

7 Simone Favaro (36 caps)
Dopo la brillante esperienza scozzese con la maglia di Glasgow, tra il 2015 ed il 2017, l’ex Benetton Rugby ha chiuso la propria carriera ovale con le Fiamme Oro, giocando l’ultima partita della carriera lo scorso aprile, prima di dedicarsi integralmente all’attività di poliziotto.

6 Mauro Bergamasco (106 caps)
L’ex flanker di Stade Francais e Zebre, mandata in archivio la superba carriera pro nel 2015, lavora, tra le altre cose, come commentatore tecnico di DAZN, collabora con le giovanili del Petrarca, tiene discorsi motivazionali per aziende ed organizza campus estivi per ragazzini, a forte tinte ovali.

5 Marco Bortolami (112 caps)
Appesi gli scarpini al chiodo nel 2016, al termine di una carriera gloriosa tra Italia (Petrarca in giovane età, Aironi e Zebre dal 2010 al 2016), Francia (Narbonne) ed Inghilterra (Gloucester), l’ex seconda linea, nonché capitano azzurro, è entrato a far parte dello staff tecnico del Benetton Rugby, in qualità di assistente (avanti/touche) di Kieran Crowley, e ha recentemente rinnovato il proprio contratto con i Leoni.

4 Carlo Checchinato (83 caps)
Il seconda linea ex Rovigo e Benetton Rugby, ritiratosi nel 2005, è attualmente il direttore commerciale della Federazione Italiana Rugby.

3 Martin Castrogiovanni (119 caps)
L’ex pilone destro, nonché leggenda dei Leicester Tigers lavora in tv, prendendo parte a diversi prodotti televisivi, e gestisce la Castro Rugby Academy.

2 Leonardo Ghiraldini (104 caps)
Chiuso il biennio con Tolosa la scorsa estate, prima della Rugby World Cup 2019, l’ex capitano azzurro ha firmato un contratto come Joker Medical con l’Union Bordeaux-Bègles, squadra che era al comando del Top14, non ha potuto nemmeno debuttare in campionato, vista la sospensione definitiva del torneo.

1 Andrea Lo Cicero (103 caps)
Il Barone, tra le altre cose, nel corso degli ultimi anni si è imposto come presentatore di programmi televisivi di vario genere, con macrotemi estremamente diversi l’uno dall’altro, dalla cucina alla vela, passando per il giardinaggio.

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