La stagione degli italiani all’estero

Come erano andati i primi mesi dell’annata agonistica degli azzurri oltre confine

Matteo Minozzi (ph. Sebastiano Pessina)

Da qualche parte, in giro per Ovalia, si è ancora in attesa di capire che ne sarà della stagione in corso, altrove, invece, si è già decisa la cancellazione in risposta all’emergenza sanitaria posta in essere dall’epidemia di Coronavirus. Dappertutto, in ogni caso, l’annata agonistica ovale è ferma ai box a tempo indefinito. Quale momento migliore, dunque, per dare uno sguardo a come stava andando la stagione degli italiani all’estero?

USA

Joashua Furno – dopo una prima parte della stagione agonistica “europea” trascorsa in Nuova Zelanda, con la maglia di Wellington, con cui ha raggiunto la finale di Mitre 10 Cup – persa ad ottobre contro Tasman 31-14, con l’ex seconda linea azzurra che è entrata dalla panchina – Joshua Furno ha iniziato alla grandissima la sua seconda stagione a stelle e strisce con la maglia dei San Diego Legion. Cinque partite, tutte giocate da titolare (con tanto di riconoscimento di man of the match nell’ultima), e cinque vittorie per i californiani, primi in classifica nella Western Conference al momento della cancellazione della stagione 2020 di MLR.

Presenze totali: 5, da titolare: 5 – 364′ complessivi. Mete: 1

Scozia

Pietro Ceccarelli – Il pilone laziale, dalla prossima stagione a Brive in Top 14, stava vivendo una stagione decisamente positiva con la maglia di Edimburgo. Nella capitale scozzese, sotto la guida di Richard Cockerill, l’ex prima linea delle Zebre Rugby aveva trovato una continuità tecnica importante, guadagnandosi con pieno merito la convocazione nel gruppone azzurro per il Sei Nazioni 2020, pur senza entrare mai in distinta gara.

Presenze totali: 14, da titolare: 9 – 683′ complessivi

Francia

Edoardo Gori – il mediano di mischia toscano ha impattato alla grande con il ProD2, la seconda divisione francese, ergendosi a grande protagonista della stagione e guidando il suo Colomiers, dalla cabina di regia, sino alla posizione numero 1 della graduatoria, prima della sospensione – per ora temporanea – dei campionati transalpini. L’ex numero 9 di Benetton Rugby e nazionale azzurra ci ha raccontato in una recente intervista tutti le sfaccettature della sua esperienza oltralpe, svelandoci i segreti che hanno portato la sua squadra da una salvezza a fatica, lo scorso anno, ad una competizione di assoluto vertice.

Presenze totali: 22, da titolare: 15 – complessivi 1174′. Mete: 3

Leonardo Ghiraldini – il tallonatore ex Benetton Rugby, inserito nel miglior XV del decennio in Pro14, dopo aver pienamente recuperato dall’infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare la parte finale della passata stagione, ha firmato un contratto in qualità di Joker Medical – nelle scorse settimane – con l’Union Bordeaux Bègles, poco prima della sospensione dei tornei transalpini in risposta alla diffusione della pandemia di Coronavirus, non riuscendo così ad archiviare, almeno per ora, alcuna presenza con ‘les Girondins‘.

Sergio Parissechiuso il lungo e glorioso capitolo con la maglia dello Stade Francais, Sergio Parisse – una volta rientrato in Europa dopo l’esperienza della Rugby World Cup 2019 – ha iniziato una nuova intrigante avventura in terra di Francia, con Tolone, uno dei club più rappresentativi ed importanti del Top 14 nell’ultima decade. Il fuoriclasse azzurro è stato uno dei fiori all’occhiello, assieme al seconda linea sudafrica Eben Etzebeth – laureatosi campione del Mondo in Giappone lo scorso novembre -, nel mercato, al solito sfarzoso, di Mourad Boudjellal. Allo Stade Mayol, il numero 8 italiano ha trovato immediatamente grande feeling con i compagni di reparto, diventando quasi immediatamente un’opzione di grande rilievo in terza linea per l’head coach Collazo, che lo ha utilizzato sette volte (sempre da titolare) nel massimo campionato transalpino, venendo ripagato con prestazioni di valore e con la meta decisiva nella vittoria di Pau, a fine novembre.
Leggi anche: Sergio Parisse: “saggia” la decisione FIR di interrompere la stagione

Presenze totali: 10 (7 in Top 14, 3 in Challenge Cup), da titolare: 9 (7 in Top14, 2 in Challenge Cup) – complessivi 725′. Mete: 1

Inghilterra

Michele Campagnaro – torneo ’19/’20 sfortunato, il primo in maglia Harlequins, per il centro azzurro di Mirano, che, a fine dicembre, proprio nel momento migliore della sua annata agonistica, in cui stava trovando ritmo con il team londinese ed era una delle opzioni primarie per Paul Gustard in mezzo al campo, si è rotto il menisco nella sfida contro di campionato contro i Leicester Tigers, chiudendo così anticipatamente la propria stagione.

Presenze totali: 7 (4 in Premiership, 3 in Champions Cup), da titolare: 5 (3 in Premiership, 2 in Champions Cup) – complessivi 325′

Matteo Minozzi – l’elettrico estremo della nazionale italiana, rientrato dall’esperienza Mondiale in Giappone e pienamente recuperato dopo il lungo stop per il problema al ginocchio patito nell’estate 2018, ha impattato in modo positivo con la realtà allenata, inizialmente da Dai Young (il coach gallese ha lasciato il club a metà febbraio) e poi dal coach ad interim Lee Blackett, guadagnandosi immediatamente un posto da titolare nel triangolo allargato del club di Coventry e consolidando la propria posizione grazie a prestazioni consistenti, anche se – a detta di grandi colleghi del recente passato – ancora migliorabili, anche nel breve termine. Una presenza fissa in squadra, quella di Minozzi con le vespe, rimasta tale fino al periodo del Sei Nazioni, quando gli impegni internazionali ed il successivo impatto del Coronavirus in Italia gli hanno impedito di tornare ad indossare la maglia giallonera.

Presenze totali: 9 (7 in Premiership, 2 in Challenge Cup), da titolare: 9 (7 in Premiership, 2 in Challenge Cup)  – complessivi 680′. Mete: 2

Jake Polledri – il terza linea italiano, che resterà in maglia ‘Cherry & Whites’ anche nelle prossime stagioni, sotto la guida di Johan Ackermann ha ribadito di essere un elemento tanto importante quanto in crescita, in un reparto, quello della terza linea di Gloucester, di grande qualità e profondità (assieme all’azzurro ci sono giocatori del calibro di Ludlow, Ackermann figlio, Morgan, Clarke e Kriel), con la corsa al posto da titolare sempre oltremodo tirata. Polledri – tra i migliori nel Sei Nazioni dell’Italia – ha sfoggiato anche con il club diverse performance da stropicciarsi gli occhi sui campi britannici, trovando parecchio spazio anche in Champions Cup.

Presenze totali: 13 (9 in Premiership, 4 in Champions Cup), da titolare: 7 (4 in Premiership, 3 in Champions Cup) – complessivi 666′. Mete: 2

Callum Braley – all’ultima stagione al Kingsholm Stadium, prima di approdare – dalla prossima estate – in Ghirada, Braley si è confermato un’ottima pedina di rotazione nella mediana di Ackermann, che ha utilizzato il numero 9 azzurro con buona frequenza, sia in campionato che in coppa Europa.

Presenze totali: 12 (8 in Premiership, 4 in Champions Cup), da titolare: 5 (4 in Premiership, 1 in Champions Cup) – complessivi 443′. Mete: 1

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