Andrea Masi: continuo a lavorare (da casa) per i miei ragazzi e per i prossimi obbiettivi

La nostra firma eccellente ci racconta come sta gestendo i giovani dell’Academy U18 e ci dà un’anticipazione sul suo futuro

Andrea Masi

Andrea Masi (ph. Sebastiano Pessina)

Come nel resto d’Europa e in tanti altri paesi del mondo, anche in Inghilterra è arrivato il lockdown. Lo scorso 23 marzo il governo ha deciso di chiudere le attività non essenziali, ma ha lasciato alle famiglie la possibilità di uscire di casa, mantenendo le misure di sicurezza, per un passeggiata breve o per svolgere attività fisica. Un piccolo ma prezioso svago per chi, come me, ha due figli.

Qualche giorno prima della decisione governativa, la federazione inglese aveva già deciso di cancellare il resto della stagione 2019/2020, dopo aver inizialmente sospeso ogni competizione fino al 14 aprile. Il destino della Premiership, che è un campionato non gestito direttamente dalla Rugby Football Union, è invece ancora in sospeso: non si sa se e quando riprenderà.

Tuttavia, per far fronte alla situazione, quasi tutti i club del massimo campionato, compresi i Wasps dove lavoro, hanno messo i loro dipendenti in una condizione più o meno equivalente alla cassa integrazione italiana, chiamata furlough. Per farla breve, da una settimana circa, i club hanno tagliato gli stipendi di giocatori e staff del 25% fino alla conclusione di questa situazione, periodo dopo il quale torneranno a pieno regime. La ricezione di queste misure è stata accettata senza polemiche: ognuno si è reso conto della grandezza del problema e si è messo a disposizione per supportare i propri club e le persone che ci lavorano anche negli ambiti extrasportivi.

Continuare ad essere presenti

Questa particolare condizione, sulla carta, impedisce ai dipendenti l’utilizzo di tutto ciò che è legato al proprio posto di lavoro, come ad esempio l’indirizzo email del club, laptop professionali e qualsiasi tipo di rapporto lavorativo.

Tuttavia noi tecnici dell’Academy ci stiamo comunque adoperando per mantenere un contatto con i giocatori. Niente che contravvenga alle disposizioni: ci sentiamo telefonicamente, per informarci sulla loro situazione e farci sentire presenti in un periodo così complicato. In più, per tenerli collegati al rugby, ma anche per dar loro un momento di svago, abbiamo dato loro alcuni compiti.

Siamo partiti dall’analizzare la partita fra Crusaders e Sunwolves del Super Rugby. I ragazzi hanno dovuto studiare nei dettagli l’attacco e la difesa di ciascuna delle due squadre e poi hanno provato a sviluppare un game plan come se avessero dovuto affrontare una delle due nel fine settimana, sottolineando i punti deboli da attaccare e una serie di giocate da utilizzare. Il compito per questa settimana, dopo aver creato il game plan, è quello di progettare un’intera settimana di allenamento con lo scopo di preparare al meglio la squadra, sia tecnicamente che tatticamente, in vista della partita contro Crusaders o Sunwolves.

L’obiettivo è quello di stimolare i nostri giocatori, di dar loro l’occasione di staccare un po’ dalla monotonia nella quale sono costretti. Anche perché parliamo di atleti che sono abituati ad avere una routine molto piena, giornate in cui quasi tutto quello che fanno è prestabilito.

La stagione della Academy dei Wasps

La stagione della Academy under 18 si è conclusa a fine febbraio. Adesso noi dello staff siamo focalizzati sui giocatori in transizione dall’under 18 alla Senior Academy e da quest’ultima alla prima squadra.

Per la under 18 è stata una stagione molto soddisfacente, anche se per un paio di sconfitte arrivate in maniera un po’ sciocca non siamo riusciti a qualificarci per la finale del campionato. Ciononostante, anche quest’anno siamo stati il miglior attacco della competizione, la squadra che ha segnato più punti, più mete e più linebreaks durante la regular season.

Nella Senior Academy ci sono alcuni giocatori che passeranno in prima squadra, altri che ci rimarranno per un altro po’ (alcuni giocatori possono rimanere anche 3-4 anni) e altri ancora che verranno rilasciati. Mentre per la under 18 la stagione è ormai chiusa, per la Senior Academy tutto è congelato per le prossime tre, forse quattro settimane. L’eventuale ripresa della stagione di Premiership, infatti, implicherebbe una ripresa anche delle attività dei più giovani in supporto alla prima squadra.

Fra i tanti profili interessanti emersi ce ne sono due che vi suggerisco di appuntarvi per il prossimo futuro: uno è Alfie Barbeary, tallonatore, uno dei migliori giocatori che ci sono a livello giovanile in Inghilterra. Credo che abbia davvero le possibilità per diventare un giocatore internazionale. Non solo perché ha delle grandi abilità e potenzialità fisiche, ma anche perché ha la testa giusta per poter essere un giocatore di altissimo livello.

Nella under 18, invece, quest’anno è emerso Charlie Atkinson, un mediano di apertura che ho avuto la fortuna di seguire da quando aveva 15 anni. Ha delle doti davvero impressionanti, tanto che potrebbe essere direttamente messo sotto contratto dalla prima squadra, saltando la Senior Academy, una cosa più unica che rara.

Sfruttare il tempo a casa: pianificazione e miglioramento

Per me, quest’anno, è arrivata una soddisfazione personale: dalla prossima stagione passerò ad essere il responsabile della Senior Academy. Una promozione che mi consentirà, fra le altre cose, di avere a che fare almeno due volte a settimana con gli allenamenti della prima squadra.

Ecco che allora sto sfruttando questo periodo di stallo utilizzando il mio tempo per pianificare il prossimo futuro lavorativo e pensare allo sviluppo personale. Per quanto riguarda il lavoro mi sono già messo all’opera per impostare tutte quelle attività che rientrano nella struttura della prestazione, quindi, ad esempio, un calendario di massima con i focus tecnici degli allenamenti, le varie attività, le riunioni da organizzare con staff, giocatori e personale, i corsi formativi che offriamo ai nostri giocatori, le attività social e di team building. Tutto questo nonostante una situazione ancora un po’ incerta, visto che non sappiamo chi sarà il prossimo director of rugby del club. A metà stagione, infatti, Dai Young ha lasciato l’incarico. Dai è una persona che rispetto tantissimo e con la quale mi sono sempre trovato benissimo, ma probabilmente il suo tempo ai Wasps era finito. Si è chiuso così un ciclo, e in tutto il club si respira l’aria di un nuovo inizio. Lee Blackett, l’ex allenatore dell’attacco che è subentrato nel ruolo ad interim, ha subito tenuto a rafforzare la collaborazione con la Academy, ma la sua conferma non è ancora certa.

A fianco della pianificazione del prossimo anno mi sto dedicando a cercare di migliorare il mio bagaglio di competenze. Prima di tutto mi sono iscritto a un paio di corsi online tenuti dalla Yale University, uno di comunicazione e uno di scienza del benessere. Poi, cerco di guardare almeno una partita al giorno analizzando nel dettaglio la filosofia delle squadre in campo, i loro sistemi di attacco e difesa, il breakdown, l’attacco da fasi statiche, l’utilizzo del gioco al piede, le exit strategies. Mi sono concentrato in particolare sul Pro14, un campionato che non conosco bene, dove giocano squadre che, senza l’assillo di evitare la retrocessione, predicano un rugby nel quale si prendono qualche rischio in più dal punto di vista del gioco. Inoltre, se andiamo a vedere le statistiche, il campionato celtico è la competizione europea con il minutaggio più alto in termini di ball in play, il tempo in cui il pallone è effettivamente in gioco, si segnano tante mete, ci sono tanti linebreaks. Insomma, è un campionato molto interessante da studiare.

Mi sto anche dedicando ad interagire con altri allenatori che occupano il mio stesso ruolo, confrontandoci sui metodi di lavoro. In questo senso, poi, una cosa molto positiva di cui si deve dar merito alla RFU è l’aver messo a disposizione degli allenatori delle conferenze live di circa un’ora tenute dai tecnici della nazionale maggiore. La settimana scorsa, ad esempio, il coach dell’attacco Simon Amor, che prima di aggregarsi allo staff di Eddie Jones è stato allenatore della nazionale di rugby a sette britannica che ha vinto l’argento alle Olimpiadi di Rio, ha parlato del passaggio dal sevens al rugby union. Steve Borthwick, attualmente skills coach, ma ex grande seconda linea del Bath e dei Saracens, ha parlato proprio di come sviluppare giovani seconde linee. Poi sarà la volta di John Mitchell, che da allenatore della difesa dell’Inghilterra parlerà per l’appunto di sistemi difensivi.

Nel tempo libero mi dedico anche ad ascoltare dei podcast. Ascolto The Talent Equation, che riflette sui modi in cui genitori, allenatori e contesti possono dare il loro apporto per sviluppare un talento, e poi ascolto ovviamente anche podcast legati alla palla ovale. Ce ne sono tanti in lingua inglese dedicati al rugby, spesso anche con ospiti di grande spessore. Il mio preferito è Off the ball, prodotto dall’omonimo sito irlandese. Fra le voci che è possibile ascoltare compaiono spesso quelle di Ronan O’Gara e Brian O’Driscoll, ad esempio, ma anche di Stuart Lancaster, un personaggio che non mi stanco mai di sentir parlare.

In definitiva, cerco di imparare il più possibile per farmi trovare pronto alle prossime sfide e per migliorare come allenatore. Senza nessuna pretesa, visto che ognuno di noi è quotidianamente bombardato di consigli su come passare il tempo, tenersi in forma o fare qualsiasi attività, ho voluto condividere il mio modo personale di mettere a frutto positivamente il periodo complicato che stiamo attraversando.

Andrea Masi

E’ attivo il canale Telegram di OnRugby. Iscriviti per essere sempre aggiornato sulle nostre news.

onrugby.it © riproduzione riservata
item-thumbnail

Come i Wasps hanno costruito la loro straordinaria stagione

Andrea Masi racconta la trasformazione della squadra più in forma del momento: da due vittorie nelle prime otto alla finale di Premiership

19 Ottobre 2020 I nostri esperti / A bordo campo
item-thumbnail

Il rugby alle sue radici: Andrea Masi ripercorre il Mondiale

Nuovo appuntamento con la rubrica dell'ex azzurro, che ci offre il suo punto di vista sulla Rugby World Cup conclusa da poco

14 Novembre 2019 I nostri esperti / A bordo campo
item-thumbnail

La testa, le mani, i piedi: con Andrea Masi analizziamo la costruzione di un giocatore professionista

Come lavora la Academy under 18 degli Wasps con i propri giovani prospetti

28 Gennaio 2019 I nostri esperti / A bordo campo
item-thumbnail

Moduli e schemi nel rugby: le tattiche più usate nella palla ovale

Andrea Masi apre una finestra sulle strutture di gioco più comuni al giorno d'oggi nel nostro sport, tra opportunità e rischi

13 Luglio 2018 I nostri esperti / A bordo campo
item-thumbnail

Andrea Masi ci riporta a Edimburgo: cosa resta di Scozia-Inghilterra

Le scelte criticate di Jones, una panchina inglese meno efficace del solito e la bravura scozzese nei punti d'incontro

4 Marzo 2018 I nostri esperti / A bordo campo
item-thumbnail

La cultura di squadra: a lezione da Andrea Masi

L'allenatore dell'Academy Wasps ci parla dei valori da sviluppare all'interno di un gruppo e del loro impatto in campo

11 Gennaio 2018 I nostri esperti / A bordo campo