Opportunità è responsabilità: inizia il nuovo ciclo degli Azzurri

A Parma incomincia il primo raduno della nuova stagione: un’Italia di giovani con l’occasione di prendere in mano il proprio futuro

Ph. Sebastiano Pessina

Opportunità è responsabilità. Un’equazione di primo grado, piuttosto semplice – ma non sempre decriptabile per chi di ‘possibilità’ non ne ha, nei più svariati ambiti – divenuta assioma, in questi mesi, per milioni di lavoratori italiani, che hanno scoperto improvvisamente lo smart working.

La possibilità di lavorare in remoto – senza l’assillo del manager o del collega più navigato e gestendo tempi e spazi a piacimento – è un qualcosa di potenzialmente meraviglioso. Ma, in maniera anche abbastanza subdola, porta con sé un’altra faccia della medaglia: quella della responsabilità.

Se non si ha una forza speciale ed una motivazione interiore di un certo livello, tali che consentano un’autodisciplina ed un rispetto delle regole e di sé stessi, senza che ci sia il check costante dei “superiori”, tutti i vantaggi e le comodità rischiano di trasformarsi in qualcosa di oltremodo negativo.

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In un contesto diverso, ma con dinamiche tutto sommato simili, inizia quest’oggi a Parma l’avventura dell’Italia di Franco Smith, la prima con l’ex Cheetahs e Benetton Rugby realmente al timone di controllo delle operazioni, dopo il Sei Nazioni 2020 vissuto da CT ad interim.

Con gli addii al rugby e l’uscita di scena – più o meno definitiva, ma comunque sostanziale – dal rugby internazionale di giocatori come capitan Sergio Parisse, Leonardo Ghiraldini, Alessandro Zanni – 3 dei primi 6 giocatori per presenze in azzurro nella storia – e di altre figure di peso dell’epoca recente come Tito Tebaldi e Dean Budd tra gli altri, per la “nuova generazione” ovale italiana (9 su 28 convocati sono nati dal ’97 in avanti, solo 3 sono over 30), che nelle ultime finestre internazionali, più o meno ad intermittenza, ha iniziato a calcare palcoscenici lussuosi come Test Match e Sei Nazioni, si spalanca una grande finestra d’opportunità.

Senza alcune figure iconiche, leader anche e soprattutto carismatici del gruppo per lustri, si apre – furiosa – la battaglia per determinate posizioni, rimaste più o meno “scoperte”, sicuramente più libere. C’è spazio sia per assurgere al ruolo di figure apicali dal punto di vista tecnico, sia per emergere come punti di riferimento, come nuovi ‘comandanti by example‘.

Per Matteo Minozzi, Jake Polledri (oggi entrambi assenti, giocando all’estero), Marco Riccioni, Giovanni Licata, Marco Zanon, Danilo Fischetti, Niccolò Cannone e, perché no, anche per l’invitato Michele Lamaro, i ragazzi, tra gli altri, della Nazionale di oggi, ma verosimilmente anche quella del domani e del dopodomani, questo “nuovo inizio”, in uscita dalla fase emergenziale – idealmente non solo sanitaria, ma anche azzurra, in termini di meri risultati, negli ultimi tempi -, tuttavia, come nella suddetta equazione, si colora anche di responsabilità.

D’ora in poi, non ci saranno più i grandi vecchi a caricarsi sulle spalle determinati oneri, a prendersi le responsabilità qualora le cose non dovessero funzionare. A mettere voce e faccia anche al cospetto delle sconfitte più dure, a tenere dritte le barre del gruppo nei momenti più complessi. E’ il momento, per questi giovani – con corposa e produttiva esperienza in Pro14 da protagonisti – di fare un passo avanti anche caratterialmente, di prendere in mano la compagine azzurra e traghettarla verso nuovi lidi, dentro e fuori dal campo.

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La sensazione è che se questo gruppo di giovani rampante, sul quale si innesteranno presto altri talenti dei primi anni del ’00 – e sempre corroborato da elementi di esperienza di valore -, dovesse riuscire a definire le giuste soluzioni all’equazione opportunità uguale responsabilità, nei prossimi anni – sotto la guida di Franco Smith -, la Nazionale azzurra potrebbe risolvere molti problemi con più facilità.

La lista dei convocati di Franco Smith per il raduno di Parma – 6/9 luglio

Piloni:
Danilo Fischetti (Zebre Rugby, 3 Caps) – classe ’98
Andrea Lovotti (Zebre Rugby, 43 Caps) – classe ’89
Marco Riccioni (Benetton Rugby, 10 caps) – classe ’97
Giosuè Zilocchi (Zebre Rugby, 5 Caps) – classe ’97

Tallonatori:
Luca Bigi (Zebre Rugby, 27 Caps) – classe ’91
Federico Zani (Benetton Rugby, 16 Caps) – classe ’89

Seconde linee:
Niccolò Cannone (Benetton Rugby, 3 Caps) – classe ’98
Marco Lazzaroni (Benetton Rugby, 6 Caps) – classe ’95
Federico Ruzza (Benetton Rugby, 19 Caps) – classe ’94
David Sisi (Zebre Rugby, 9 Caps) – classe ’93

Flanker/n.8:
Giovanni Licata (Zebre Rugby, 11 Caps) – classe ’97
Maxime Mbandà (Zebre Rugby, 20 Caps) – classe ’93
Johan Meyer (Zebre Rugby, 4 Caps) – classe ’93
Sebastian Negri (Benetton Rugby, 25 Caps) – classe ’94
Giovanni Pettinelli (Benetton Rugby)* – classe ’96
Bram Steyn (Benetton Rugby, 39 Caps) – classe ’92

Mediani di mischia:
Callum Braley (Benetton Rugby, 8 Caps) – classe ’94
Marcello Violi (Zebre Rugby, 15 Caps) – classe ’93

Aperture:
Tommaso Allan (Benetton Rugby, 57 Caps) – classe ’93
Carlo Canna (Zebre Rugby, 42 Caps) – classe ’92
Antonio Rizzi (Zebre Rugby)* – classe ’98

Centri/Ali/Estremi:
Mattia Bellini (Zebre Rugby, 25 Caps) – classe ’94
Tommaso Benvenuti (Benetton Rugby, 62 Caps) – classe’ 90
Michelangelo Biondelli (Zebre Rugby)* – classe ’98
Giulio Bisegni (Zebre Rugby, 15 Caps) – classe ’92
Jayden Hayward (Benetton Rugby, 26 Caps) – classe ’87
Luca Morisi (Benetton Rugby, 32 Caps) – classe ’91
Marco Zanon (Benetton Rugby, 1 Cap) – classe ’97

Giocatori invitati
Gianmarco Lucchesi (Benetton Rugby)* – classe ’00
Michele Lamaro (Benetton Rugby)* – classe ’98
Nicolò Casilio (Zebre Rugby)* – classe ’98
Alessandro Fusco (Zebre Rugby/Fiamme Oro)* – classe ’99
Paolo Garbisi (Benetton Rugby/Petrarca)* – classe ’00
Federico Mori (Zebre Rugby/Calvisano)* – classe ’00
Monty Ioane (Benetton Rugby)* – classe ’94
Jacopo Trulla (Zebre Rugby/Calvisano)* – classe ’00

NB: * – giocatori esordienti

Per conoscere meglio tutti gli azzurri, entra nella pagina dedicata alle loro schede biografiche. Ci sono anche azzurrini e Italdonne

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