Speciale Rugby World Cup 2015: le città – Leicester

La città più cosmopolita del Regno Unito è nel cuore dell’East Midlands

ph VisitBritain | Rod Edwards

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Leicester, capoluogo dell’omonima contea, è una cittadina delle Midlands Orientali che conta poco meno di 340.000 abitanti che salgono a circa 510.000 se si considera l’intera area urbana.
È lambita dal fiume Soar e si trova al limitare della National Forest (un ambizioso progetto di riqualificazione ambientale promosso dalla National Forest Company). Il piano coinvolge un’area di ben 520 chilometri quadrati (dal nord del Leicestershire, al sud del Derbyshire, al sud-est dello Staffordshire) e si pone l’obiettivo di creare una grande foresta nazionale fondendo antichi bellissimi boschi (quello di Needwood e Charnwood) con nuove piantumazioni.
Leicester è anche il luogo di sepoltura di re Riccardo III (come non ricordare il dramma di William Shakespeare… che lo dipingeva gobbo, zoppo e storpio per accentuarne gli aspetti negativi). Luogo di sepoltura dicevamo, invero, le spoglie dell’ultimo sovrano appartenuto alla dinastia dei Plantageneti, scomparso alla fine della Guerra delle Due Rose, sono avvolti nel mistero. La leggenda racconta che furono gettate nel fiume, secondo alcuni studiosi invece andarono distrutte quando Enrico VIII rase al suolo i monasteri. Cosa che sembra confermata dal ritrovamento di resti umani nel 2012, in occasione degli scavi per la costruzione di un parcheggio cittadino, nel luogo dove storicamente si ergeva un convento francescano (Greyfriars Church) nel quale la salma sarebbe stata esposta per l’ultima volta nel lontano 1485. E checché ne dicesse il grande William, ispirandosi alle maldicenze di Tommaso Moro, biografo del re, questi era tutt’altro che deforme. Nel 2015 Riccardo III ha trovato la sua eterna dimora vicino all’altare maggiore della Cattedrale.

 

Come avrete inteso, Leicester è ricca di storia e di archeologia.
In epoca romana (i legionari conquistarono il sud dell’isola intorno al 47 a.C.) si chiamava Ratae Coritanorum e fu un’importante e florida cittadella imperiale. Fortificata dai Britanni, al tempo dei Sassoni divenne sede vescovile (all’incirca dal 680 e sino al 874). I ferocissimi Vichinghi Danesi la occuparono nel 9°secolo e la città divenne uno dei Burghs del Danelaw (ovvero una delle cinque città principali della Mercia – l’attuale East Midlands —, ricordiamo le altre: Derby, Lincoln, Nottingham e Stamford). Ma fu una breve parentesi perché i normanni la conquistarono nell’11° secolo e la città perse lo status di civitas a causa delle terribili faide che si consumarono fra l’aristocrazia e il clero. Tornò legalmente una città solo nel 1919 e a essere sede vescovile solo nel 1927.

Va ricordato che nella Historia Regum Britanniae, scritta da Goffredo di Monmouth, e datata intorno al 1136, viene citata la città e il suo sovrano: Re Lear. Ed ecco riapparire William Shakespeare che a questa epica e straordinaria opera s’ispirò componendo il suo King Lear. Presso il Watermead Country Park c’è una statua dedicata al protagonista di questa celeberrima tragedia.

Siamo arrivati al 16° secolo, a quel tempo la città si schierò con i repubblicani di Cromwell e subì un duro attacco da parte del principe Rupert che la saccheggiò decimando la popolazione.

Ma avviciniamoci a noi. Durante la Rivoluzione Industriale la città crebbe a ritmi esponenziali inurbando aree sempre più vaste della campagna circostante. A dirla tutta, nonostante l’evoluzione strutturale che portò alla costruzione di un grande canale e alla realizzazione di una efficiente rete ferroviaria che la collegavano al resto del Paese, ma soprattutto a Londra, Leicester conobbe un’urbanizzazione piuttosto disordinata. Il Grand Union Canal nel 1790 la allacciava a Birmingham e alla Capitale. La ferrovia Leicester-Swannington, nel 1832, trasportava carbone in città dalle miniere delle contee del Midland. Nel 1840 si congiungeva alla rete nazionale, nel 1860 la Midland Main Line raggiungeva direttamente Londra (Kings Cross). Al di là dell’industria estrattiva, fiorirono quella calzaturiera e tessile.

La diversificazione delle attività produttive fu la salvezza della città che subì molto meno di altre la Grande Depressione degli anni ’30. Nel 1936 Leicester era una delle città più ricche d’Europa e una delle più evolute dal punto di vista della composizione dei conflitti sociali, molto peso ebbero in questo le associazioni sindacali e il fiorire delle cooperative.

La Seconda Guerra Mondiale segnò orribilmente tutta l’Inghilterra centrale provocando morte e devastazione. Ferite parzialmente rimarginate, ma mai completamente guarite. La ricostruzione post-bellica fu avviata immediatamente nel tentativo di ridare impulso all’economia e ripristinare un senso di stabilità nei cittadini. Cionondimeno fu causa di una sorta di “disordine urbanistico”, ancora più avvertibile in luoghi, come questo, caratterizzati da una natura romantica e distintisi secolarmente per la composta sobrietà edilizia.

Gli anni ’60 del secolo scorso segnarono un nuovo passo. Iniziarono i flussi immigratori. Dapprima giunsero gli asiatici (per lo più Indiani e Pachistani). Manodopera per le aziende del tessile. A questi si aggiunsero, negli anni Settanta, i rifugiati africani provenienti dall’Uganda e cittadini kenioti. Negli anni ’90 fu la volta degli olandesi di origine somala che si aggiunsero ai tanti irlandesi. Inoltre va ricordato che molti profughi polacchi rimasero nella zona dopo la fine della guerra, raggiunti da una seconda ondata migratoria dall’est Europa all’inizio dagli anni Duemila.
Oggi Leicester è una delle città più multietniche del Regno Unito, il 40% della popolazione è costituito da immigrati.
Grandi quartieri residenziali si svilupparono progressivamente nelle zone periferiche della città sino agli anni ’70 quando fu costruito il Beaumont Leys (a nord) che accoglie alloggi privati e case polari.

Gli ultimi trent’anni del secolo scorso coincidono anche con il progressivo declino della produzione industriale. La vetusta Leicester-Swannington – una delle prime linee ferroviarie d’Inghilterra – venne definitivamente chiusa e il Grand Union Canal praticamente dismesso. La nuova economia della città si è via via orientata verso il commercio, dal 1971 in poi i grandi mall/shopping center hanno cominciato a spuntare come funghi (per citarne alcuni: Haymarket,1971; St Martin’s, 1984; Shire, 1992 ampliato nel settembre del 2008 e ribattezzato Highcross). Il terziario prese piede, ma la città non ha mai perso la sua vocazione nel campo della ricerca e della produzione ingegneristica. Nella zona si contano ancora diverse aziende che realizzano utensili, sistemi di controllo e di misurazione, componenti, attrezzature e applicazioni industriali… Inoltre, la sua posizione assolutamente strategica, che la vede sulla direttrice dell’autostrada M1, ne ha fatto un importante hub per lo smistamento delle merci e oggi si assiste alla rinascita dell’industria tessile.
La città è tutt’altro che disprezzabile. Il centro, protagonista di una grande opera di riqualificazione (che, fra il 2007 e il 2009, le ha procurato diversi premi e riconoscimenti), è il cuore commerciale della città con i tanti negozi, i centri commerciali (Highcross e Haymarket), i ristoranti e racchiude la maggior parte dei monumenti storici, come la cattedrale e il Leicester Market. La zona dei campus universitari, come quella che ospita l’ospedale, The Royal Infirmary, il Welford Road Stadium (tana dei Tigers), il Leicester City Stadium (casa dei locale club di football teatro dei 3 match della prossima RWC che si disputeranno in città) e quella del Golden Mile (a nord) sono una sorta di sua estensione.

Da non perdere il Newarke Houses Museum che, accolto in due edifici storici del XVI secolo (Wygston Chantry House e Skeffington House), racconta l’avvincente storia della città e include il Royal Regiment Leicestershire Museum. Fra la ricostruzione di una trincea della Prima Guerra Mondiale e tanti cimeli è impossibile non notare una bizzarra tabacchiera ricavata dalla testa di una tigre… Immaginate un po’ qual è il simbolo del reggimento? Nei pressi del museo si trovano le rovine del castello medievale. I resti più significativi sono il Newarke Magazine Gateway (costruito nel 1410, era un deposito munizioni), la Great Hall e St Mary de Castro. Nel 2013, subito fuori dalle antiche mura è stato ritrovato una cimitero romano risalente al 300 d.C., mentre le rovine delle terme sono visibili fuori dal Jewry Wall Museum  che accoglie strepitosi reperti archeologici di epoca romana (manufatti, mosaici e affreschi). La cattedrale di epoca medioevale, come abbiamo detto, ospita le spoglie di Riccardo III e un monumento equestre intitolato all’ultimo dei Plantageneti mentre era diretto alla fatale battaglia di Bosworth. Non perdetevi una visita alla trecentesca Guildhall. Assolutamente da vedere Abbey Park, situato a nord del centro. I suoi 57 ettari custodiscono diversi tesori. Le rovine della Leicester Abbey (un’abbazia agostiniana risalente al 12° secolo), quelle di Cavendish House (edificata nel 17° secolo dal Primo Conte del Devonshire, William Cavendish, eletta a residenza di Carlo I ai tempi dell’assedio della città durante la guerra civile inglese nel 1645).

Se avete passione per i viaggi spaziali e soprattutto viaggiate con i vostri bambini, non lasciatevi sfuggire il National Space Center  (a circa 3

ph VisitBritain | Andy Ward

ph VisitBritain | Andy Ward

chilometri dal centro, nelle vicinanze della M6). Sappiate che proprio da qui venne monitorata la missione Beagle 2.

Come abbiamo detto la città si trova su una serie di importanti direttrici, le autostrade M1, M69, M6 e all’intersezione di grandi strade nazionali A6, A46, A47, A607. Da Londra impiegherete più o meno 2 ore (circa 165 km).
La stazione si trova a ovest della città. Da Londra St Pancras International con la East Midlands Trains il viaggio dura circa 1 ora (con partenze regolari, quasi ogni 30 minuti). La Midland Main Line allaccia la città al nord (Lincoln, Sheffield, Leeds e York), al sud (Bedford, Luton e Londra), all’est (Cambridge, l’aeroporto di Stansted e Norwich) e all’ovest (Nuneaton e Birmingham).
L’aeroporto internazionale più vicino è quello di Nottingham, l’East Midlands Airport, a 30 minuti di macchina (circa 35 km); quello di Birmingham è a circa 60 km, 1 ora in auto, lo stesso tempo che impiegherete da Londra, Luton Airport.

 

In ogni città toccata dal Torneo (oltre che in quella di Rugby) saranno allestite delle Fanzones, aree superattrezzate per accogliere al meglio appassionati e tifosi. Ogni Fanzone avrà le sue peculiarità, secondo le tipicità del territorio. Vi si svolgeranno eventi e attività di animazione (musica e giochi), si potrà acquistare il merchandising ufficiale, mangiare e, c’è da scommetterci, scorreranno fiumi di birra. Per saperne di più.

 

Per saperne di più visitbritain.com

 

Francesca Lupoli

 

Scopri le altre mete della RWC 2015: Londra, parte 1 – Londra, parte 2 – Londra, parte 3 – Leeds – Exeter – Cardiff – Birmingham – Manchester – Newcastle  – Gloucester – Milton Keynes – Brighton

 

 

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