Speciale Rugby World Cup: cartoline mondiali – Shane Williams

Il folletto gallese dai piedi di dinamite e dal grande grande cuore

Action Images / James Benwell Livepic

Action Images / James Benwell Livepic

Nome: Shane
Cognome: Williams
Ruolo: Ala
Edizioni RWC disputate: 2003- 2007 – 2011
Presenze RWC: 11
Punti RWC: 50

 

La Coppa del Mondo di Rugby è stata per molti giocatori un’esperienza incredibile: per qualcuno il punto più alto della carriera sportiva, per altri un momento di gloria che si è spento nel giro di pochi mesi. C’è chi l’ha vissuta come una grande delusione, chi la ricorda non senza qualche rimpianto. A Shane Williams la RWC ha cambiato la vita.

 

2002, vigilia del mondiale 2003 in Australia: Shane Williams è nel giro della nazionale gallese da un paio di anni lanciato da Graham Henry. Ha già segnato qualche meta (la prima contro l’Italia), ma il fisico non lo aiuta, gli infortuni al bicipite femorale lo fermano a lungo e Steve Hansen non lo tiene in molta considerazione nelle convocazioni per i Dragoni. La frustrazione è forte, la tentazione di mollare ancora di più; ma chi lo conosce non ci crede, la sua dedizione al lavoro e al miglioramento sono sempre state massime, gettare così la spugna non è da lui. E, infatti, decide di darsi un’ultima possibilità: la RWC 2003.
La squadra che andò in Australia non era decisamente fra le favorite, a malapena una outsider: il Six Nations 2003 si era chiuso con il cucchiaio di legno, sembrava poco probabile una campagna mondiale ricca di soddisfazioni. Shane Williams rientrò nella rosa dei convocati, ma come terzo mediano di mischia della squadra.

Nel match di apertura contro il Canada, vinto 41 a 10, il 26enne gallese non era nemmeno in panchina, nella risicata vittoria per 27 a 20 contro Tonga indossò la maglia numero 21, senza però entrare in campo. Il 15 ottobre i Dragoni si presero la rivincita contro l’Italia, superando gli Azzurri 27 a 15 in quel di Canberra, ma ancora una volta Shane non era tra i 22.

2 novembre 2003, Sydney, ultima partita del girone D, Galles e Nuova Zelanda si fronteggiano entrambe sicure della presenza ai quarti di finale. Hansen cambia diversi giocatori nel I XV e il piccolo Shane inizia il match con il numero 14: la sua velocità è ben conosciuta dall’allenatore che decide di schierarlo all’ala. Tutti si aspettavano una facile vittoria degli All Blacks, l’ennesima della cavalcata trionfale in un mondiale che li vedeva come favoriti.

Rokocoko marcò la prima meta dopo nemmeno due minuti e la seconda solo 10 più tardi, in risposta alla segnatura di Taylor. Il Galles era vivo e vegeto e stava facendo vedere un rugby davvero spettacolare. Alla mezz’ora i tuttineri erano avanti 28 a 10: la strada per i Dragoni si faceva in salita. 33esimo minuto, i giocatori in maglia rossa mantengono un pallone difficile, Gareth Cooper si guarda attorno e vede alla propria sinistra Shane che riceve palla esattamente sulla linea di metà campo. Brad Thorn lo fronteggia, la differenza di mole fra i due giocatori è quantomeno schiacciante, ma il folletto gallese fa esplodere tutta la sua velocità e, prima ancora che la seconda linea neozelandese possa accorgersene, è oltre la linea di difesa degli All Balcks. Muliaina è l’unico dietro, cerca di chiudergli il passo, ma con un altro splendido cambio di direzione Shane è già più in là lasciando all’estremo solo la possibilità di sfiorargli la maglietta. La sua corsa procede a gran velocità verso sinistra, la difesa tuttanera sta rientrando velocemente, evita il ritorno di Richie McCaw, attira su di sè Ali WIlliams e Leon MacDonald e scarica la palla per l’altra ala Tom Shanklin, il quale (appena prima di essere placcato) passa l’ovale a Sonny Parker che può schiacciare e dare il via alla rimonta gallese.

Esattamente 12 minuti dopo succede l’impensabile: i gallesi conducono 34 a 28. La meta del vantaggio? 44esimo, i giocatori in maglia rossa rubano una touche sulla propria linea dei 10 metri. Palla a Ceri Sweeney che, al centro del campo, evita sull’esterno Jerry Collins e rompe il tentativo di placcaggio di Carlos Spencer: di fronte a lui una prateria. Sweeney fissa l’avversario e scarica per il capitano Colin Charvis (autore della terza meta) placcato da dietro da Richie McCaw. L’azione però non si spegne, Sweeney è ancora li, Charvis lo vede e con un offload mantiene viva la palla. Manca pochissimo alla linea di meta neozelandese, ma dopo 60 metri di corsa gli All Blacks riescono a fermare l’avanzata dei Dragoni. La difesa della Nuova Zelanda è mal disposta, troppi i giocatori sul punto d’incontro: Gareth Cooper se ne accorge e sventaglia verso sinistra per il nuovo entrato Gareth Thomas.
3 contro 2, il giocatore gallese decide di saltare l’uomo e con esso Doug Howlett che prova una difesa disperata. Da là in fondo, vicino alla linea di touche, arriva Shane Williams che afferra la palla e festeggiando entra in area di meta mettendo a referto la segnatura che porta i Dragoni a un insperato vantaggio. Il primo ad abbracciare Shane è proprio Gareth Thomas ed è un’immagine che parla da sola: 191 cm e 103 kg per il centro, 170 cm e 80 kg per la piccola ma agile ala.

Gli All Blacks vinceranno poi il match 53 a 37 e la corsa dei gallesi nell’edizione 2003 della RWC si fermerà ai quarti contro l’Inghilterra, futura vincitrice del Torneo. Anche in questa partita Shane Williams metterà in mostra incredibili doti atletiche e rugbistiche. Da terzo mediano difficilmente schierato diventa quell’ala irrinunciabile, da quel momento al suo ritiro, per qualunque allenatore dei Dragoni.

Negli anni precedenti al 2003 il folletto gallese dai piedi di dinamite e dal cuore qualche taglia più grande rispetto al suo metro e 70 si era sentito dire di tutto: che non era abbastanza grosso, che non era abbastanza forte, che non aveva la taglia e la stazza per giocare a rugby. 87 caps e 58 mete dopo, Shane ha dimostrato che il rugby non è solo forza fisica e, al contrario di altri, lo ha fatto in un momento in cui il professionismo e l’esasperazione della ricerca della massima prestazione fisica erano già realtà.

 

Oggi il Galles ha delle ali di grande valore fisico e rugbistico come George North o Alex Cuthbert, ma se vi capitasse di andare a Cardiff, di entrare in uno dei tanti pub a ridosso del Millennium Stadium e di domandare ai tifosi chi, secondo loro, è stata la più grande ala della storia del Galles… La risposta sarà sempre la stessa!

 

Nel filmato il break vincente di Shane Williams contro gli All Blacks al Mondiale 2003

 

Matteo Zardini

 

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