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	<title>Maori Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Una danza di guerra così non l&#8217;avete mai vista nel rugby</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2020 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[aborigeni]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[NRL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'All Star Game della NRL due esecuzioni incredibili da parte degli aborigeni e dei maori. Una forza espressiva difficilmente raggiungibile altrove</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tante volte su queste pagine abbiamo raccontato o mostrato dei video di danze di guerra (in particolare la haka) che vengono eseguite prima dei match dai giocatori neozelandesi o del Pacifico. Quanto successo in Australia nello scorso febbraio è però assolutamente incredibile e non può non essere raccontato. Partiamo dal contesto: era il 22 febbraio e al Cbus Super Stadium di Gold Coast, nel Queensland si è giocato l’All Star Match della NRL, la massima lega australiana (e anche mondiale) di rugby a XIII. La sfida, come da nove anni a questa parte, metteva di fronte le Indigenous All Star, dunque giocatori di origine aborigena, e i Maori All Star, ed è facile intuire da dove arrivano.</p>
<p>Già prima della sfida c’era stata grande maretta riguardo l’esecuzione dell’inno australiano Advance Australia Fair. Diversi giocatori aborigeni avevano infatti avviato una battaglia contro l’inno ufficiale australiano, dicendo di non riconoscersi in esso per tutto quello che nei secoli è stato perpetrato ai danni della popolazione indigena. Prima della partita infatti è stato rispettato un minuto di silenzio per ricordare la “stolen generation”, cioè quella terribile pratica di allontanare i bambini aborigeni dalle loro famiglie d’origine, durata oltre un secolo a cavallo tra 1870 e 1970.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/07/30/sonny-bill-williams-cambia-squadra-e-continente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sonny Bill Williams torna a giocare in NRL con i Sydney Roosters</a></strong></p>
<p>Latrell Mitchell, una star assoluta della NRL, si è fatto capofila delle richieste alla federazione aussie per non eseguire Advance Australia Fair prima del match, e lui ed altri compagni già in precedenti occasioni non avevano cantato l’inno, ad esempio durante le sfide dello State of Origin degli anni precedenti. Non sentendosi rappresentati, gli aborigeni hanno così ottenuto che l’inno australiano non venisse eseguito, e lo stesso hanno raccolto i Maori All Star, che per solidarietà con i compagni di gioco hanno scelto di non far suonare God Defend New Zealand.</p>
<p>La cosa incredibile è quello che è successo prima del match, quando Maori e aborigeni hanno eseguito due danze di guerra semplicemente mai viste. Guardare per credere, ecco cos’è successo  all’AllStar Match della NRL lo scorso febbraio:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ov5M8nXeBaA" width="800" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Vi proponiamo anche gli highlights della partita, senza anticipare il risultato per chi volesse gustarsi le giocate più belle:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/mvCCPB56-Zg" width="800" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
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		<title>Ovale Internazionale: Lions, domattina non calciate quella palla</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/06/16/maori-all-blacks-v-lions/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 12:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[damian mckenzie]]></category>
		<category><![CDATA[declan o'donnell]]></category>
		<category><![CDATA[Lions]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[Maori All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Nehe Milner-Skudder]]></category>
		<category><![CDATA[New Zealand]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[te toiroa tahuriorangi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giocatori da tenere d'occhio sabato contro i Maori: Milner-Skudder, Damian McKenzie e James Lowe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-143030" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori.jpeg?x57026" alt="onrugby maori" width="850" height="425" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori.jpeg 1400w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori-120x60.jpeg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori-230x115.jpeg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori-1024x512.jpeg 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/onrugby-maori-400x200.jpeg 400w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Sabato i Lions affronteranno i Maori All Blacks (kick off ore 9.35, diretta Sky Sport), a sette giorni dal primo contatto con l’avversario vero e proprio della serie, la nazionale neozelandese. <strong>La selezione maori rappresenta un test di altissimo livello</strong>, e le convocazioni di coach Colin Cooper lasciano intendere che l’intenzione è quella di dare battaglia vera, in una battaglia campale che promette notevoli fuochi d’artificio.</p>
<p>La squadra maori potrà contare su alcuni giocatori di esperienza internazionale, su tutti l’ex All Black Liam Messam e il mediano di mischia Tawera Kerr-Barlow, al quale è stato dato il via libera dallo staff degli All Blacks per unirsi al team. Allo stesso modo, Hansen e soci hanno consentito ai fratelli Ioane, Akira e Reiko, di aggregarsi al gruppo, <strong>con la concreta possibilità di vedere almeno uno dei due figurare contro i Lions con tre maglie diverse (Blues, Maori All Blacks, Nuova Zelanda)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Rotorua, dove si terrà la partita, si intrecciano molte storie: <strong>Messam e il numero nove di belle speranze degli Hurricanes Te Toiroa Tahuriorangi (non a caso detto Triple T) sono di casa a Rotorua</strong>, essendoci nati e cresciuti; Charlie Ngatai è stato incluso nel gruppo, nonostante il talentuoso giocatore continui ad accusare sintomi riconducibili alla concussion che lo ha tenuto fuori per un anno e che sono tornati a manifestarsi dopo il suo recente ritorno in campo; il mediano Bryn Hall, il già citato Te Toiroa Tahuriorangi e il centro Rob Thompson sono i selezionati in attesa di vincere il primo cap per i Maori All Blacks.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per questo sabato, però, l’attenzione si sofferma su tre giocatori in particolare</strong>, quelli che l’head coach Cooper ha segnato nella lista dei convocati come outside backs, e che potrebbero comporre un letale triangolo allargato: <strong>si tratta del redivivo Milner-Skudder, dell’astro nascente Damian McKenzie e del futuro <em>oversea</em> James Lowe</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
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<p class="wp-caption-text">Lo stile di gioco dei Maori All Blacks è fatto di corse pericolose, offload e contrattacchi. Ammirate la seconda meta nel match dello scorso novembre con il Munster (poi vittorioso). I Lions troppo spesso sono stati imperfetti nel loro gioco al piede, che sabato dovrà essere chirurgico per non essere fatti a fette così</p>
</div>
<p><strong>Nehe Milner-Skudder</strong></p>
<p>Solamente qualche manciata di giorni fa Nehe Milner-Skudder, stella degli All Blacks campioni del mondo 2015, ritornava finalmente al Super Rugby dopo una lunga pausa forzata, dovuta ad una serie di infortuni che gli hanno consentito di disputare solo poche partite.</p>
<p>Fuori da marzo per una frattura al piede, ultimo degli incidenti occorsi al brillante trequarti ala, Milner-Skudder ha giocato 26 minuti nello scontro fra i suoi Hurricanes contro Western Force, impressionando<strong> a tal punto da essere, nelle parole di Steve Hansen, “molto molto vicino” a essere incluso nella lista dei convocati per la serie</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/5HKxhru89wk?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p class="wp-caption-text">Così si ripresentava a marzo, prima di infortunarsi nuovamente</p>
</div>
<p>Con otto mete in otto presenze con gli All Blacks, Milner-Skudder si è messo in mostra come arma letale del XV in nero alla Rugby World Cup del 2015, dove ha segnato due mete a Tonga e Namibia e una ciascuno a Francia e Australia.</p>
<p>Nonostante le ridotte dimensioni fisiche, <strong>il 26enne degli Hurricanes ha delle doti di esplosività, velocità e capacità di cambiare direzione in un passo</strong> che lo rendono un attaccante formidabile, sia come numero 14 che come numero 15. Sebbene infatti in nazionale abbia sempre occupato lo spot di ala, gli Highlanders lo hanno spesso schierato estremo, concedendogli quindi diverse situazioni dove poter mettere in mostra i suoi step unici con il campo aperto a disposizione. <strong>Un piede sufficientemente educato gli permette di non avere veri e propri sostanziali difetti come estremo</strong>, fatta eccezione la statura inferiore a tanti avversari, che potrebbe esporlo a difficoltà nelle contese aeree, ma il giocatore sa il fatto suo e se l’è finora sempre cavata. Per questo sabato, però, Colin Cooper lo ha schierato all’ala, dove si troverà di fronte George North, in una sfida tra opposti golosa per gli occhi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Damian McKenzie</strong></p>
<div id="attachment_143349" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-143349" class="size-medium wp-image-143349" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/06/MG_7035-©sebastiano-pessina-1-300x200.jpg?x57026" alt="damian mckenzie all blacks rugby" width="300" height="200" /><p id="caption-attachment-143349" class="wp-caption-text">ph. Sebastiano Pessina</p></div>
<p>Al fianco del pericoloso Milner-Skudder potrebbe giocare Damian McKenzie,<strong> la rivelazione del Super Rugby nelle ultime due stagioni</strong>, dove con i Chiefs sta facendo sfaceli. Escluso illustre delle selezioni All Blacks, con i quali ha esordito lo scorso anno in Italia, McKenzie ha giocato soprattutto estremo nel Super Rugby, dopo essere stato l’estremo dei Baby Blacks al mondiale under-20 del 2014, ma è inizialmente cresciuto come numero dieci.</p>
<p>Nonostante la sua grande stagione, già 5 mete all’attivo con i Chiefs,<strong> McKenzie è stato escluso sostanzialmente per fare spazio a Jordie Barrett</strong>, che ha sfoderato prestazioni sempre più sorprendenti nel ruolo di estremo per gli Hurricanes.</p>
<p>Damian McKenzie è uno dei giocatori più divertenti dell’intero Super Rugby: piccolo fisicamente, supplisce alle carenze con una insospettabile forza. Ama attaccare, dotato com’è di<strong> una corsa elusiva e brillante</strong> che instilla un immediato panico fra le fila della difesa avversaria, il tutto condito da un pizzico di fantasia e grandi doti tecniche.</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/UI6BD_zSpQg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p class="wp-caption-text">L’impressionante 2016 di Damian McKenzie</p>
</div>
<p>Piede preciso e piazzatore affidabile, <strong>il ventiduenne McKenzie si trova a un bivio della carriera</strong>: Aaron Cruden passerà al Montpellier la prossima stagione, e i Chiefs potrebbero decidere di affidare permanentemente le chiavi della regia al giovane. Cosa che peraltro pare richiedere anche lo staff tecnico degli All Blacks, che vede rosee prospettive per il ragazzo nell’evoluzione verso il numero dieci. La sua inesperienza e le poche partite disputate all’apertura, infatti, sono una delle ragioni per cui non gli è ancora stato affidato un ruolo di jolly dalla panchina, capace di coprire gli spot numero 10 e 15 come Beauden Barrett alla scorsa coppa del mondo.</p>
<p>Un momento che, però, potrebbe non tardare ad arrivare. <strong>Già contro i Lions, McKenzie sarà come numero dieci tra le fila dei Maori All Blacks</strong>, condividendo la cabina di regia con il compagno di squadra Tawera Kerr-Barlow. Una chance importante per dare un segnale definitivo ai selezionatori All Blacks, rendendosi protagonista della partita più importante e prestigiosa giocata dalla selezione maori negli ultimi tempi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>James Lowe</strong></p>
<p>Rapidità e potenza hanno fatto di James Lowe il giocatore temibile che il Super Rugby ha imparato a conoscere, e sul quale ha messo gli occhi il Leinster. Lowe sarà infatti un giocatore della franchigia dublinese il prossimo anno, aggiungendo a una linea arretrata molto temibile un attaccante capace di occupare l’ala ma anche il ruolo di estremo, come ha già fatto altre volte per i Maori All Blacks.</p>
<p>Maori All Blacks che hanno appunto scelto di riconfermare il giocatore dei Chiefs con la maglia numero 15 con la quale l’avevamo visto giocare contro gli Harlequins e Munster lo scorso novembre.<strong> La sua è una presenza offensiva importante nei back three degli avversari dei Lions</strong>: Lowe si presenta con un biglietto da visita di 25 mete in 50 presenze nel Super Rugby e 6 mete in 5 presenze per i Maori All Blacks.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption aligncenter">
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<p class="wp-caption-text">Sembra che Leinster possa incominciare a leccarsi i baffi per le prossime stagioni, avendo acquistato in una sola sessione di mercato Lowe e il terza linea australiano Fardy</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che sarebbe vicino ad essere un titolare per la maggior parte delle nazionali ovali del mondo,<strong> in Nuova Zelanda è un giocatore che non ha mai rappresentato il proprio Paese</strong>, neanche a livello giovanile. Chiuso da una generazione di talenti cristallini come quelli di Savea, Naholo, Ioane e dallo stesso Milner-Skudder, Lowe ha preferito monetizzare i suoi talenti già a 24 anni, emigrando nel Vecchio Continente.</p>
<p>Alla decisione ha contribuito anche l’essere affetto da artrite reumatoide giovanile, diagnosticatagli quando ancora adolescente, e solo grazie a determinazione, abnegazione e l’aiuto della medicina è riuscito a costruire una carriera rugbystica di successo. D’altronde il suo corpo, dolorante e al quale serve un po’ più di recupero del normale, gli ha donato anche <strong>un piede sinistro molto potente, grande velocità e un’ottima capacità di riciclare il pallone dopo il contatto</strong>. Un’arma temibile che i Lions dovrebbero temere assai, vista anche l’episodica imprecisione del loro gioco al piede, che potrebbe risultare disastrosa contro una squadra che fa del contrattacco la sua fonte di ispirazione primaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Lorenzo Calamai</strong></p>
<p><a href="https://medium.com/ovale-internazionale" target="_blank">Ovale Internazionale</a></p>
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		<title>Test Match: in campo Sudafrica e Argentina</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/04/test-match-in-campo-sudafrica-e-argentina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 15:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Barbarians]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[Maori All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Springboks affrontano a Wembley i Barbarians, Pumas di scena a Tokyo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sudafrica e Argentina inaugurano la propria finestra internazionale con due sfide sulla carta non certo impossibili ma che possono riservare sorprese. Gli Springboks di coach Coetzee affrontano a Wembley i Barbarians: una partita in cui ci sarà tanto spettacolo e poca tattica, ma importante per Lam e compagni per prendere confidenza in vista del ben più provante Test contro l&#8217;Inghilterra della prossima settimana. In campo nella selezione ci sono dieci neozelandesi tra cui capitan Ellis, 28 caps con gli All Blacks. Di fronte la squadra guidata da Lam in regia e Paige a mediano di mischia, con il centro van Rensburg al meritato primo cap. Kick off sabato alle 14.30 italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella prima mattina di sabato (6:40) a Tokyo si affrontano i padroni di casa del Giapponee l&#8217;Argentina. I nipponici di coach Jamie Joseph schierano sette uncapped nel XV iniziale; nei Pumas reduci da un Championship tutto sommato positivo ci sono Isa a numero otto, mentre torna Sancheza a mediano di apertura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Barbarians</strong>: 15 Melani Nanai (Blues), 14 Matt Faddes (Highlanders), 13 Seta Tamanivalu (Crusaders &amp; New Zealand), 12 Richard Buckman (Highlanders &amp; Panasonic), 11 Taqele Naiyaravoro (Waratahs, Panasonic &amp; Australia), 10 Robert du Preez (Stormers), 9 Andy Ellis (Crusaders, Kobelco Steelers &amp; New Zealand), 8 Luke Whitelock (Highlanders &amp; New Zealand), 7 Jordan Taufua (Crusaders), 6 Brad Shields (Hurricanes), 5 Michael Fatialofa (Hurricanes), 4 Martin Muller (Lions), 3 Paddy Ryan (Waratahs &amp; Australia), 2 Akker van der Merwe (Lions), 1 Reggie Goodes (Hurricanes)<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Andrew Ready (Reds), 17 Schalk van der Merwe (Montpellier), 18 Toby Smith (Rebels &amp; Australia), 19 Sam Carter (Brumbies &amp; Australia), 20 Ruan Ackermann (Lions), 21 Nic Stirzaker (Rebels), 22 Richard Mo’unga (Crusaders), 23 Luke Morahan (Force &amp; Australia)</p>
<p><strong>Sudafrica</strong>:<strong> </strong>15 Jesse Kriel, 14 Sergeal Petersen, 13 Francois Venter, 12 Ruan Janse van Rensburg, 11 Jamba Ulengo, 10 Patrick Lambie (c), 9 Rudy Paige, 8 Nizaam Carr, 7 Teboho Mohoje, 6 Roelof Smith, 5 Pieter-Steph du Toit, 4 Rudolf Snyman, 3 Lourens Adriaanse, 2 Malcolm Marx, 1 Tendai Mtawarira<br />
<em>A disposizione:</em><strong> </strong>16 Bongi Mbonambi, 17 Lizo Gqoboka, 18 Trevor Nyakane, 19 Eben Etzebeth, 20 Jean-Luc du Preez, 21 Piet van Zyl, 22 Tiaan Schoeman, 23 Ruan Combrinck</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Giappone</b>: 15 Kotaro Matsushima, 14 Lomano Lava Lemeki, 13 Amanaki Lotoahea, 12 Harumichi Tatekawa (cc), 11 Akihito Yamada, 10 Yu Tamura, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Amanaki Lelei Mafi, 7 Yuhimaru Mimura, 6 Uwe Helu, 5 Samuela Anise, 4 Kyosuke Kajikawa, 3 Kensuke Hatakeyama, 2 Shota Horie (cc), 1 Satoshi Nakatani<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Takeshi Kizu, 17 Koki Yamamoto, 18 Heiichiro Ito, 19 Kotaro Yatabe, 20 Malgene Ilaua, 21 Shuhei Matsuhashi, 22 Takahiro Ogawa, 23 Timothy Lafaele</p>
<p><b>Argentina</b>: 15 Joaquín Tuculet, 14 Matías Moroni, 13 Matías Orlando, 12 Jerónimo de la Fuente, 11 Santiago Cordero, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Facundo Isa, 7 Javier Ortega Desio, 6 Tomás Lezana, 5 Matías Alemanno, 4 Guido Petti, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustín Creevy (c), 1 Lucas Noguera<br />
<em>A disposizione</em>: 16 Julián Montoya, 17 Santiago García Botta, 18 Enrique Pieretto, 19 Leonardo Senatore, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Tomás Cubelli, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Ramiro Moyano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/04/test-match-in-campo-sudafrica-e-argentina/">Test Match: in campo Sudafrica e Argentina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Nuova Zelanda: Seven e Maori saranno ancora &#8220;All Blacks&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/08/16/nuova-zelanda-seven-e-maori-saranno-ancora-all-blacks/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 09:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[seven]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le selezioni manterranno la denominazione attuale. Nonostante le sconfitte...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/08/16/nuova-zelanda-seven-e-maori-saranno-ancora-all-blacks/">Nuova Zelanda: Seven e Maori saranno ancora &#8220;All Blacks&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La selezione Seven della Nuova Zelanda e quella Maori non rimuoveranno il nome &#8220;All Blacks&#8221; dalla propria denominazione ufficiale, conservando pertanto quelle attuali di All Blacks Seven e Maori All Blacks. Ad assicurarlo è lo stesso CEO della federazione  Steve Tew, dopo che la deludente prestazione della nazionale a sette alle Olimpiadi di Rio (sconfitta con il Giappone nel girone ed eliminazione ai quarti per mano delle forti Fiji) aveva potuto in qualche modo <strong>danneggiare la parola &#8220;All Blacks&#8221;, da sempre sinonimo di successo</strong>. &#8220;Per sopravvivere alla competitività odierna dal punto di vista commerciale &#8211; ha dichiarato Tew a <em>Radio Sport</em> &#8211; dobbiamo muoverci in modo collaterale e la nazionale Seven e i Maori All Blacks fanno da leva anche in questo senso per la nostra brand awareness. I club inglesi e francesi hanno tantissima disponibilità economica e la pressione sui giocatori è crescente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/08/16/nuova-zelanda-seven-e-maori-saranno-ancora-all-blacks/">Nuova Zelanda: Seven e Maori saranno ancora &#8220;All Blacks&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Accadeva ad Ovalia: imprese sfiorate e storiche battaglie</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/05/30/accadeva-ad-ovalia-imprese-sfiorate-e-storiche-battaglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2016 14:39:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[accadeva ad ovalia]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cuttitta]]></category>
		<category><![CDATA[finale]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[premiership]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[saracens]]></category>
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		<category><![CDATA[Vaccari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 maggio 1995, alla RWC, gli Azzurri per poco non battono l'Inghilterra. E Sudafrica-Canada di quell'edizione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/30/accadeva-ad-ovalia-imprese-sfiorate-e-storiche-battaglie/">Accadeva ad Ovalia: imprese sfiorate e storiche battaglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova settimana e nuovo appuntamento con la rubrica che vi porta alla scoperta del calendario ovale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>28 maggio</strong></p>
<p><strong>2000</strong>: la Nuova Zelanda batte il Sudafrica nella finale dell&#8217;ultima tappa della prima storica edizione delle Sevens World Series. Gli All Blacks Seven si aggiudicheranno la classifica, finale, al secondo posto le Fiji.</p>
<p><strong>2006</strong>: i Crusaders battono gli Hurricanes 19-12 in una finale di Super14 che sarà ricordata per la fittissima nebbia che quasi impedisce alle squadre di giocare, tanto che alcuni spettatori abbandonano gli spalti per vedere la partita in TV.</p>
<p><strong>2011</strong>: i Saracens vincono la loro prima Premiership grazie al successo in finale per 22-18 contro Leicetser. Protagonista il diciannovenne Owen Farrell, che infila cinque punizioni e una trasformazione. Gli highlights della finale.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/kMwEmaB7TeM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>29 maggio</strong></p>
<p><strong>1977</strong>: Phil Bennett protesta contro la durata dei tour dei Lions, chiudendo una riduzione da 25 a 15 partite. &#8220;E&#8217; un onore indossare questa maglia, ma i giocatori moderni sono sotto terribile pressione e in più necessitano di 14 settimane di pausa dal lavoro&#8221;.</p>
<p><strong>1987</strong>: problemi extra sportivi alla prima edizione della Rugby World Cup. Lo staff del Mon Desir (Nomen omen) dove alloggia la Francia chiede ai galletti di lasciare l&#8217;hotel&#8230;per il troppo via vai di ragazze che disturba gli altri ospiti.</p>
<p><strong>2002</strong>: John Kirwan inaugura il ciclo alla guida dell&#8217;Italia con una vittoria per 37-13 in suolo neozelandese contro Manawatu, nel primo match del tour in Nuova Zelanda. In meta due volte Matteo Barbini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>30 maggio</strong></p>
<p><strong>1928</strong>: la Nuova Zelanda gioca il suo primo match di sempre in suolo sudafricano, battendo 11-3 Western Province Country XV a Cape Town.</p>
<p><strong>1981</strong>: per la prima volta l&#8217;Inghilterra assegna il cap per un match giocato non contro una delle grandi otto squadre (Cinque Nazioni+Sanzar). In Argentina tra il quindici della rosa e i Pumas finisce 19-19. Le due squadre non si incontreranno per i prossimi nove anni a causa della questione Malvinas.</p>
<p><strong>1995</strong>: David Campese non va per il leggero commentando il gioco dell&#8217;Inghilterra e del suo capitano Will Carling. &#8220;Ha velocità e fisico ma gioca come un toro castrato&#8230;Evidenzia la mancanza di skills di tutta la sua squadra. Se fossi nato inglese, non avrei mai voluto giocare un rugby così conservativo. Mi sarei preso solo un gran freddo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>31 maggio</strong></p>
<p><strong>1975</strong>: Mike Burton è il primo giocatore internazionale inglese espulso di sempre. Motivo del cartellino rosso un placcaggio in ritardo contro l&#8217;ala australiana Doug Osborne al quarto minuto. Il gesto incriminato.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/qhZyzmZszWk?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p><strong>1987</strong>: alla prima edizione della RWC l&#8217;Italia batte 18-15 le Isole Fiji ma ciò non basterà per qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta.</p>
<p><strong>1995</strong>: in una delle sue più belle partite della sua storia l&#8217;Italia esce sconfitta 27-20 dalla sfida iridata contro l&#8217;Inghilterra. Per gli Azzurri vanno a referto Massimo Cuttitta e Paolo Vaccari (a questo <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/18/rugby-world-cup-the-history-sudafrica-1995-il-videoracconto/" target="_blank">LINK </a>il racconto di quell&#8217;edizione con le parole dei protagonisti).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1 giugno</strong></p>
<p><strong>1977</strong>: lo scozzese Andy Irvine segna ben cinque mete nella vittoria dei Lions per 60-9 contro la selezione King Country/Wanganui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2 giugno</strong></p>
<p><strong>1971</strong>: i Lions battono 23-12 i New Zealand Maori ad Eden Park in un match passato alla storia per i 29 calci di punizione che spezzarono completamente il ritmo della partita, descritta come un&#8217;autentica battaglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3 giugno</strong></p>
<p><strong>1995</strong>: nel corso dei Mondiali il Sudafrica batte 20-0 il Canada in una partita che farà registrare tre cartellini rossi per una mega rissa scoppiata nel secondo tempo. Pieter Hendricks e Scott Stewart saranno citati e squalificati rispettivamente per 90 e 60 giorni. Quella giornata sarà ricordata come <em>Battle of Boet Erasmus</em>. Gli highlights della sfida.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/mNweE4BPuNg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p><strong>1995</strong>: tragedia alla RWC. Dopo pochi minuti dall’inizio del match Costa d&#8217;Avorio-Tonga, l’ala ivoriana Max Brito sguscia tra la difesa fino al placcaggio di Ionke Afeaki, flanker isolano. Il giocatore resta a terra coperto di giocatori, incapace di muoversi, e subito si intuisce la gravità della situazione. Viene ricoverato e operato d’urgenza a Pretoria, ma l’equipe medica riesce solamente a stabilizzare quarta e quinta vertebra. Brito resta paralizzato dal collo in giù.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Puntate precedenti</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/06/accadeva-ad-ovalia-viaggio-tappe-nella-storia-del-rugby-mondiale/" target="_blank">settimana 1</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/14/accadeva-ad-ovalia-cap-assurdi-affaire-springboks-indimenticati-allenatori/" target="_blank">settimana 2</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/21/accadeva-ad-ovalia-lingresso-nel-sei-nazioni-e-il-saluto-a-the-voice/" target="_blank">settimana 3</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/28/accadeva-ad-ovalia-la-nascita-della-rfu-e-il-successo-della-seconda-heineken-cup/" target="_blank">settimana 4</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/02/07/accadeva-ad-ovalia-il-calcio-piu-lungo-e-quella-meta-di-castro/" target="_blank">settimana 5</a><a href="https://www.onrugby.it/2016/02/12/accadeva-ad-ovalia-il-5-febbraio-2000-comincia-lepoca-del-sei-nazioni-e-che-inizio/" target="_blank">, settimana 6</a><a href="https://www.onrugby.it/2016/02/22/accadeva-ad-ovalia-la-seconda-vittoria-di-sempre-al-sei-nazioni/" target="_blank">, settimana 7</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/02/28/accadeva-ad-ovalia-tre-mete-in-sei-minuti-italia-corsara-in-scozia/" target="_blank">settimana 8</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/01/accadeva-ad-ovalia-record-di-spettatori-di-freddo-e-di-mete/">settimana 9</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/05/accadeva-ad-ovalia-quando-la-calcutta-cup-divenne-un-pallone-da-calcio/">settimana 10</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/14/accadeva-ad-ovalia-galles-dalla-tripla-corona-alla-tragedia/">settimana 11</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/21/accadeva-ad-ovalia-litalia-e-quel-pomeriggio-di-gloria-a-grenoble/" target="_blank">settimana 12</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/03/27/accadeva-ad-ovalia-il-debutto-di-gareth-edwards-e-quello-di-paolo-rosi/" target="_blank">settimana 13</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/03/accadeva-ad-ovalia-la-prima-del-rugby-in-italia-e-lultima-volta-di-bill-mclaren/" target="_blank">settimana 14</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/11/accadeva-ad-ovalia-lesordio-di-bollesan-e-quello-della-bbc/" target="_blank">settimana 15</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/18/accadeva-ad-ovalia-pierre-berbizier-diventa-coach-dellitalia/">settimana 16</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/26/accadeva-ad-ovalia-tra-esordi-ritiri-illustri-e-risse-e-quei-60-metri-di-gloria/" target="_blank">settimana 17</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/01/accadeva-ad-ovalia-insulti-drop-di-rigore-e-olimpiadi-e-quel-giorno-a-treviso/" target="_blank">settimana 18</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/08/accadeva-ad-ovalia-litalia-ferma-lengland-xv-a-roma/" target="_blank">settimana 19</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/15/accadeva-ad-ovalia-maggio-mese-di-finali-lions-chiamate-bizzarre-esordi-e-ghiaccio/">settimana 20</a>, <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/23/accadeva-ad-ovalia-22-maggio-1987-si-apre-il-sipario-sulla-rugby-world-cup/" target="_blank">settimana 21</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/30/accadeva-ad-ovalia-imprese-sfiorate-e-storiche-battaglie/">Accadeva ad Ovalia: imprese sfiorate e storiche battaglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>La discussa haka di San Siro: se la danza maori diventa un feticcio intoccabile</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/04/25/la-discussa-haka-di-san-siro-se-la-danza-maori-diventa-un-feticcio-intoccabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 06:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Sud]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[carpi]]></category>
		<category><![CDATA[haka]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
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		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[san siro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La brutta scena di Milano ci dà la possibilità di affrontare quello che è diventato un mezzo tabù</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/25/la-discussa-haka-di-san-siro-se-la-danza-maori-diventa-un-feticcio-intoccabile/">La discussa haka di San Siro: se la danza maori diventa un feticcio intoccabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto: giovedì 21 aprile allo stadio di San Siro, prima della partita di Serie A di calcio tra Milan e Carpi va in scena un&#8217;haka. <a title="Video: il Milan, il Carpi e una haka (?). E una domanda: perché?" href="https://www.onrugby.it/2016/04/21/video-il-milan-il-carpi-e-una-haka-e-una-domanda-perche/" target="_blank">O meglio, una sorta di copia molto brutta e molto sbiadita di quella che nella mente di qualcuno avrebbe dovuto essere un&#8217;haka</a>. Undici attori &#8211; non erano i giocatori rossoneri &#8211; mettono in scena questo siparietto per uno spot pensato da una delle aziende che sostengono il club rossonero. <strong>Nemmeno un&#8217;ora dopo il kick-off di quella partita il web e i social network sono inondati dai video di quell&#8217;esibizione e montano immediatamente critiche feroci</strong>, sberleffi e pure parecchie insulti al mondo del calcio, allo sponsor che ha organizzato il tutto e a chi l&#8217;ha concretizzato. Insomma, la &#8220;normale&#8221; e al solito pacata reazione della Rete.<br />
Mettiamo intanto alcuni puntini sulle &#8220;i&#8221;: <strong>quella haka è oggettivamente inguardabile. E&#8217; esteticamente brutta, inutile girarci attorno</strong>. Al pari di quella pensata per uno spot televisivo di una trasmissione calcistica di qualche mese fa. Però questo episodio può aiutarci a fare un passo in più e affrontare un paio di aspetti che rimangono sempre ai margini delle discussioni: ovvero di cosa sia oggi la haka e del nostro rapporto con la danza maori, dove per &#8220;nostro&#8221; intendiamo quello degli appassionati di rugby.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La haka oggi è il passaporto con cui un po&#8217; tutta la Nuova Zelanda si presenta al resto del mondo</strong>, ma non è sempre stato così. Anzi, lo è da tempi molto recenti. <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/14/speciale-rugby-world-cup-haka-storia-tradizione-e-significato-parte-1/" target="_blank">Come scriveva la nostra Melita Martorana in uno speciale in tre puntate che abbiamo pubblicato nel maggio 2015</a>, la &#8220;Ka mate&#8221; venne sì associata alla nazionale neozelandese di rugby sin dalla fine dell&#8217;800, ma è anche vero che le sue rappresentazioni erano riservate solo alle gare che gli All Blacks giocavano lontano dalla madre patria (e fu così sino al 1986, cioè l&#8217;altro ieri) e che come scrivevamo mesi fa &#8220;nonostante quasi cento anni di storia, video e fotografie, <strong>non è un segreto che i giocatori kiwi, sino al dopoguerra, non hanno avuto modo di apprezzare e soprattutto capire pienamente il vero significato della Ka Mate</strong>. Gli stessi Andy Dalton, Sir John Graham e Sir Colin Meads hanno spesso fatto riferimento a come non siano mai riusciti a entrare veramente nello spirito della haka, dal momento che nessuno gliene aveva insegnato o spiegato l’intensità&#8221;. Intendiamoci, <strong>Dalton e soci dicevano queste cose con rammarico</strong>, ma la situazione era quella e rifletteva probabilmente una condizione sociale e culturale di quella Nuova Zelanda, che oggi è cambiata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Haka come simbolo di appartenenza culturale alla propria terra? Sicuro, nessuno lo vuole mettere in dubbio, ma a livello generale è una cosa recente</strong>, che non affonda poi così tanto nelle brume del tempo. E&#8217; altresì indubbio che oggi sia così, che i neozelandesi sentano e percepiscano la haka in quel modo. I neozelandesi però. Che sono circa 4 milioni. Poi ci sono le centinaia di milioni di persone che vivono lontano da quella terra e per le quali la haka è  &#8211; non raccontiamocela &#8211; solo (anzi, &#8220;solo&#8221;, le virgolette sono importanti) tradizione e folklore altrui. <strong>Una cosa bella da vedere e a cui assistere, ma insomma, non andiamo molto più in là</strong>.<br />
La levata di scudi di qualche giorno fa non è perciò comprensibile sotto l&#8217;aspetto del &#8220;rispetto della cultura altrui&#8221;, cosa di cui tra l&#8217;altro molta gente si fa quotidianamente beffe, <strong>ma è in realtà probabilmente riconducibile a una sorta di riflesso pavloviano che molti appassionati di rugby hanno nei riguardi del calcio</strong>. Siamo convinti che se quell&#8217;haka &#8211; lo ripetiamo: brutta, davvero brutta &#8211; fosse andata in scena prima di una partita di basket (è solo un esempio) anche molto importante avrebbe avuto non solo una eco più ridotta (ok, quella è dovuta anche alla capacità del calcio di amplificare qualsiasi cosa venga toccato da quel mondo) ma anche reazioni meno scomposte e critiche meno rabbiose. A rendere &#8220;scandalosa&#8221; quell&#8217;haka è stato l&#8217;ambito specifico dello sport che l&#8217;ha messa in scena, se non ci fosse stata di mezzo l&#8217;odiata palla tonda&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Negli ultimi anni siamo stati spettatori di una sovraesposizione mediatica della haka</strong>, che abbiamo visto eseguita in un po&#8217; tutte le salse (troppe?), dalle piazze agli studi televisivi, da gente vestita da all blacks d&#8217;ordinanza a personaggi in bermuda e infradito. Che vanno bene per carità &#8211; chi non le indossa? &#8211; ma che cozzano con la presunta sacralità della danza. Che fossero neozelandesi o meno gli attori protagonisti quasi mai queste rappresentazioni avevano l&#8217;intensità che dà il senso di appartenenza che invece salta subito agli occhi in altri specifici appuntamenti. Che ci sono, ovviamente, ma sono la minoranza. Diciamolo, <strong>il primo ambito in cui il senso della haka è stato annacquato è quello rugbistico. Magari non è stato nulla di volontario, ma è successo.</strong> Non ci si può perciò stupire più di tanto se sponsor e sport altri ne percepiscano solo gli aspetti più esteriori e di vendibilità.<br />
Già, la vendibilità. Anche qui bisogna essere chiari e non nascondersi dietro al proverbiale dito, che <strong>non è che la &#8220;haka non si può usare per fare pubblicità&#8221;, come in molti hanno detto e/o scritto in questi giorni. </strong>Che poi, tutti a criticare la Nivea e il Milan per essersi fatti pubblicità con la danza maori ma nessuno che in queste ultime settimane abbia detto nulla verso il sito di vacanze booking.com, che ha usato proprio una haka per pubblicizzare il turismo verso la Nuova Zelanda (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=m44GLctYweM" target="_blank">potete guardarla qui</a>). <strong>E&#8217; sicuramente più bella di quella di San Siro, la cosa non si discute, ma pure lì ci sono evidenti ed esclusivi fini commerciali. </strong>Però in quel caso tutto bene, almeno per il popolo ovale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I primi ad usare l&#8217;haka per pubblicità commerciali sono stati i neozelandesi stessi</strong> e continuano qua e là a farlo. Ovviamente in quei casi quel famoso &#8220;senso di appartenenza&#8221; viene sempre sottolineato in qualche maniera, ma chi lo può percepire? I neozelandesi stessi e i tifosi di rugby più appassionati. Stop. Gli altri si accorgono della bellezza, dell&#8217;intensità e della potenza che sprigionano la &#8220;Ka mate&#8221; o la &#8220;Kapa o Pango&#8221;. Che è quello che hanno visto al Milan e alla Nivea, ovvero la sua innata mediaticità. Ma non ci si può arrabbiare per questo: <strong>una volta che sdogani l&#8217;uso commerciale della haka hai abbattuto un portone che le normative introdotte negli ultimi anni e che assegnano ai Maori la proprietà intellettuale e i diritti d&#8217;autore della haka non possono ricostruire.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rimane quella brutta cosa vista a San Siro e che è stata sbeffeggiata dalla stampa e dai tifosi di mezzo mondo. Non un grande affare per l&#8217;azienda promotrice e per il Milan, alla fine il tutto si è trasformato in un mezzo boomerang.<br />
Stupisce un po&#8217; il fatto che ad essere coinvolta è una società di calcio che ha per main sponsor lo stesso degli All Blacks (e i tuttineri saranno praticamente gli unici in Ovalia a mantenerlo: <strong>Adidas lascerà anche Francia e Italia al termine dei contratti in essere)</strong> e ancor di più stupisce che a San Siro a guidarla fosse un neozelandese doc come John Akurangi, che non si sia reso conto della trappola mediatica a cui stava andando incontro. <strong>Ma questi sono dettagli secondari, l&#8217;importante è che si possa parlare di haka in maniera più laica possibile</strong>. E darle magari anche una ridimensionata per quanto riguarda l&#8217;esposizione. Alla fine, è &#8220;solo&#8221; una danza. Almeno per tutti i non-neozelandesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Grillotalpa</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/04/25/la-discussa-haka-di-san-siro-se-la-danza-maori-diventa-un-feticcio-intoccabile/">La discussa haka di San Siro: se la danza maori diventa un feticcio intoccabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test Match: ufficiale, All Blacks e Maori di scena a Chicago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 08:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le due squadre affronteranno ad inizio novembre rispettivamente Irlanda e Stati Uniti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/02/05/test-match-ufficiale-all-blacks-e-maori-di-scena-a-chicago/">Test Match: ufficiale, All Blacks e Maori di scena a Chicago</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;annuncio l&#8217;ha dato il numero uno di World Rugby Brett Gosper dal suo profilo Twitter. Il massimo organismo di Ovalia ha ufficialmente approvato due Test Match che si terranno sul suolo statunitense nella finestra autunnale di quest&#8217;anno. Se <a href="https://www.onrugby.it/2015/11/13/test-match-irlanda-e-all-blacks-in-campo-a-chicago/" target="_blank">già si sapeva</a> che il 5 novembre Irlanda e All Blacks si sarebbero affrontate al Soldier Field Stadium di Chicago, la novità è che il giorno prima venerdì 4 novembre sempre nella città dell&#8217;Illinois ma al Toyota Park (casa della squadra di calcio dei Fire) scenderanno in campo la nazionale a stelle e strisce contro i Maori All Blacks.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/02/05/test-match-ufficiale-all-blacks-e-maori-di-scena-a-chicago/">Test Match: ufficiale, All Blacks e Maori di scena a Chicago</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test: derby neozelandese ai Barbarians, Maori battuti 34-17</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 09:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Barbarians]]></category>
		<category><![CDATA[Maori]]></category>
		<category><![CDATA[New Zealand]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad Auckland partita brutta e mai decollata. Cory Jane out per un a brutta torsione del ginocchio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6430" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/NZ-Maori.jpg?x57026" alt="NZ Maori" width="676" height="422" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/NZ-Maori.jpg 676w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/NZ-Maori-120x75.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/NZ-Maori-230x144.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2012/10/NZ-Maori-400x250.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 676px) 100vw, 676px" /></p>
<p>Brutta partita ad Auckaland, dove dominano la forte pioggia ma anche gli errori non forzati, le scelte di gioco un po&#8217; azzardate e un uso del piede scellerato. Al termine di ottanta minuti hanno vinto i New Zealand Barbarians con il punteggio di 34-17, frutto di cinque mete e minor confusione.<strong> Per i Maori brutta prestazione difensiva, e almeno due soft tries concesse per troppa mollezza dei placcaggi</strong>. I primi quaranta si sono chiudi sul 15-3 Barbarians. Da sottolineare l&#8217;uscito di Cory Jane per un infortunio al ginocchio che dalle immagini non promette nulla di buono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/18/test-derby-neozelandese-ai-barbarians-maori-battuti-34-17/">Test: derby neozelandese ai Barbarians, Maori battuti 34-17</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test: i Maori All Blacks che sfidano i NZ Barbarians</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2015 06:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Barbarians]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CInque le novità rispetto ai 23 che hanno battuto le Fiji lo scorso weekend</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/17/test-i-maori-all-blacks-che-sfidano-i-nz-barbarians/">Test: i Maori All Blacks che sfidano i NZ Barbarians</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39156" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/Maori-All-Blacks.jpg?x57026" alt="Maori All Blacks" width="640" height="404" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/Maori-All-Blacks.jpg 640w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/Maori-All-Blacks-120x76.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/Maori-All-Blacks-230x145.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2013/11/Maori-All-Blacks-400x253.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Colin Cooper ha reso nota la formazione dei Maori All Blacks che sabato mattina scenderà in campo contro i New Zealand Barbarians. Cinque le novità, una titolare (Sean Wainui), e quattro in panchina (Marcel Renata, Joe Edwards, Brad Weber and Codey Rei). Lo scorso weekend la squadra ha battuto le Fiji 27-26.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Maori All Blacks:</strong> 15 Damian McKenzie, 14 Rieko Ioane, 13 Sean Wainui, 12 Charlie Ngatai (c), 11 Matt Proctor, 10 Marty McKenzie, 9 Tawera Kerr-Barlow, 8 Elliot Dixon, 7 Mitchell Crosswell, 6 Blade Thomson, 5 Hayden Triggs, 4 Joe Wheeler, 3 Brendon Edmonds, 2 Ash Dixon, 1 Joe Moody.<br />
<strong>Riserve: </strong>16 Quentin MacDonald, 17 Joe Royal, 18 Marcel Renata, 19 Akira Ioane, 20 Joe Edwards, 21 Brad Weber, 22 Otere Black, 23 Codey Rei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/17/test-i-maori-all-blacks-che-sfidano-i-nz-barbarians/">Test: i Maori All Blacks che sfidano i NZ Barbarians</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Test Match: Cory Jane nei NZ Barbarians per la sfida ai Maori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2015 11:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[Cory Jane]]></category>
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		<category><![CDATA[New zealand Maori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella squadra diversi All Blacks e due neo campioni del mondo Under 20</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/12/test-match-cory-jane-nei-nz-barbarians-per-la-sfida-ai-maori/">Test Match: Cory Jane nei NZ Barbarians per la sfida ai Maori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati resi noti i convocati dei New Zealand Barbarians per la sfida tra la selezione neozelandese e i New Zealand Maori, in programma sabato 18 luglio all&#8217;Eden Park di Auckland. Nella squadra sono presenti George Moala e Tom Taylor, che erano presenti con gli All Blacks a Samoa, ma soprattutto Cory Jane, al rientro da un infortunio. Convocati anche gli ex All Blacks James Parsons, Luke Whitelock e Dominic Bird, oltre ai neo campioni del mondo Under 20 Blake Gibson e Te Toiroa Tahuriorangi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>Avanti:</strong> Mitchell Graham, Reg Goodes, Ofa Tu’ungafasi, Ben Tameifuna, Liam Coltman, James Parsons, Alex Ainley, Joseph Wheeler, Dominic Bird, Brad Shields, Blake Gibson, Luke Whitelock, Jordan Taufua.</div>
<div><strong>Trequarti</strong>: Mitchell Drummond, Te Toiroa Tahuiorangi, Andrew Horrell, Ihaia West, George Moala, Seta Tamanivalu, Patrick Osborne, Cory Jane, Richard Buckman, Tom Taylor.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/12/test-match-cory-jane-nei-nz-barbarians-per-la-sfida-ai-maori/">Test Match: Cory Jane nei NZ Barbarians per la sfida ai Maori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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