Borsino mondiale: gli avanti dell’Italia verso la Rugby World Cup

Prima, seconda e terza linea: a che punto sono le gerarchie azzurre in vista della campagna di Francia

Borsino mondiale: gli avanti dell’Italia verso la Rugby World Cup – ph. Sebastiano Pessina

Francia, Nuova Zelanda, Namibia e Uruguay. Questi gli avversari che attendono l’Italia nel girone A della prossima Rugby World Cup che partirà l’8 settembre prossimo.

Prima di allora, gli Azzurri giocheranno quattro partite di preparazione contro Scozia, Irlanda, Romania e Giappone tra la fine di luglio e il mese di agosto, che aiuteranno Kieran Crowley a definire i 33 nomi che potranno fregiarsi dell’onore di vestire la maglia della nazionale al mondiale francese.

La maggior parte dei nomi in lista, stando a quanto visto in questi due anni in cui il tecnico neozelandese è stato capo allenatore dell’Italia, non saranno una sorpresa. Ci sono però ancora tanti dettagli da definire, com’è normale che sia: basti pensare alle incognite e agli infortuni che possono ostacolare il percorso di un giocatore nel corso dei prossimi 5 mesi.

Nel pacchetto di mischia azzurro è prevedibile che saranno convocati 19 giocatori: 9 prime linee e 10 giocatori tra seconda e terza linea dovrebbero garantire la copertura ottimale in tutti i ruoli. Per valutare la probabilità di ogni giocatore di riuscire ad ottenere la convocazione abbiamo suddiviso gli azzurrabili in tre categorie: sicurezze (giocatori che, a meno di imprevisti, saranno di certo tra i convocati), probabili (giocatori che possono avere una discreta possibilità di esserci) e outsiders (giocatori che potrebbero rientrare nel lotto grazie a un periodo di forma particolarmente positivo).

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Pilone sinistro

Danilo Fischetti – sicurezza
Ivan Nemer – probabile
Federico Zani – probabile
Paolo Buonfiglio – outsider
Cherif Traoré – outsider

Il ruolo di pilone sinistro è uno dei più delicati della rosa azzurra. Danilo Fischetti è chiaramente il titolare della maglia numero 1, ma dietro di lui la coperta non è lunghissima. Al Sei Nazioni è stata data fiducia con continuità a Federico Zani sulla scia di alcune buone prestazioni con il Benetton, e probabilmente la buona conoscenza con Crowley dalla precedente esperienza del tecnico a Treviso ha aiutato. Ivan Nemer a fine giugno avrà finito di scontare la squalifica inflittagli dalla Procura federale e si prevede un ritorno al suo impiego sia con il club che con la nazionale. Con Luca Rizzoli, che aveva fatto parte del gruppo della nazionale durante il Sei Nazioni, squalificato fino a fine settembre, il primo outsider nel ruolo è Paolo Buonfiglio, fresco di rinnovo con le Zebre. L’ex capitano della under 20 sembra in questo momento avere decisamente la meglio in un eventuale testa a testa con Cherif Traoré, che ha appena 6 presenze in stagione con il Benetton e non viene convocato in nazionale dal Sei Nazioni 2022.

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Tallonatore

Giacomo Nicotera – sicurezza
Gianmarco Lucchesi – probabile
Hame Faiva – outsider
Luca Bigi – outsider
Marco Manfredi – outsider

Giacomo Nicotera ha legittimato il suo ruolo di prima scelta in contumacia di Gianmarco Lucchesi nel Sei Nazioni 2023. Il numero 2 livornese è classificato come probabile non tanto per il suo status all’interno della rosa, che chiaramente gli permetterebbe di essere una delle prime due scelte di Crowley, ma per i tempi stretti del suo ritorno in campo dopo l’infortunio al ginocchio dello scorso gennaio. Dovesse esserci, serratissima la lotta per il terzo spot da numero due: Bigi ha giocato il Sei Nazioni, Faiva si sta ritagliando un ruolo nel Super Rugby, Manfredi sembra al momento un po’ più indietro. Senza dimenticare che, all’occorrenza, Federico Zani ha a volte ricoperto il ruolo di tallonatore.

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Pilone destro

Pietro Ceccarelli – sicurezza
Simone Ferrari – sicurezza
Marco Riccioni – sicurezza
Tiziano Pasquali – outsider
Matteo Nocera – outsider

La profondità che manca a sinistra c’è invece a destra nella prima linea azzurra. Ferrari e Riccioni si sono spartiti la maggior parte delle presenze nel Sei Nazioni, con Ceccarelli a completare un trio di ottima qualità che dovrebbe aggiudicarsi tutti i posti disponibili. Dovesse esserci qualche problema, la gara per rientrare nel lotto è fra l’esperienza di Tiziano Pasquali (4 caps con Kieran Crowley CT) e l’atletismo di Matteo Nocera (convocato in raduno, ma mai schierato).

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Seconda linea

Federico Ruzza – sicurezza
Niccolò Cannone – sicurezza
Edoardo Iachizzi – probabile
David Sisi – probabile
Andrea Zambonin – outsider
Riccardo Favretto – outsider
Marco Fuser – outsider

La premiata ditta Ruzza-Cannone ha visto aggiungersi un nuovo volto in Edoardo Iachizzi durante il Sei Nazioni 2023. I tre hanno monopolizzato le presenze in seconda linea durante il Torneo, complice anche l’assenza di David Sisi, che dovrebbe però essere vicino al rientro in campo. Il seconda linea inglese delle Zebre ha ottenuto 11 presenze su 19 partite giocate dall’Italia allenata da Crowley e dovrebbe vincere la concorrenza dei giovani Favretto e Zambonin, che dalla loro però hanno un’inclinazione a essere due registi di riserva della rimessa laterale dietro a Federico Ruzza. Favretto, rispetto al collega delle Zebre, ha dalla sua anche la polivalenza, potendo disimpegnarsi in terza linea. In questo momento appare un po’ fuori dai giochi Marco Fuser, comunque da tenere in considerazione (8 caps sotto Crowley).

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Terza linea

Michele Lamaro – sicurezza
Lorenzo Cannone – sicurezza
Sebastian Negri – sicurezza
Manuel Zuliani – sicurezza
Giovanni Pettinelli – probabile
Toa Halafihi – probabile
Alessandro Izekor – outsider
Renato Giammarioli – outsider
Giovanni Licata – outsider
Luca Andreani – outsider
Sergio Parisse – outsider

Capitan Lamaro è uno dei due giocatori (l’altro è Ruzza) sempre messi in campo da Kieran Crowley con la maglia Azzurra e la sua convocazione alla Rugby World Cup alla guida dell’Italia è praticamente certa. Cannone, Negri e Zuliani hanno interpretato un grande Sei Nazioni, stanno facendo molto bene con il Benetton e non dovrebbero avere problemi ad ottenere la chiamata del CT. In una terza linea che si prevede possa avere 6 giocatori convocati, Giovanni Pettinelli dovrebbe essere il quinto e Toa Halafihi il sesto giocatore a disposizione. Dietro di loro conservano qualche residua speranza due esordienti come Alessandro Izekor (in salita le sue quotazioni anche nell’ambiente Benetton) e Luca Andreani (convocato in raduno da Crowley in passato) e due grandi promesse mai davvero sbocciate (ma ancora non del tutto tramontate) come Renato Giammarioli (4 caps con Crowley, 6 presenze in stagione con Bordeaux) e Giovanni Licata (2 caps con Crowley, 6 presenze in stagione con le Zebre). Da ultimo, la questione Parisse: Kieran Crowley ha lasciato aperto uno spiraglio alla sua convocazione per una clamorosa sesta Rugby World Cup, ma la verità è che le probabilità che l’ex capitano rientri nel giro della nazionale sono pochissime. Prima ancora delle considerazione tecniche, Parisse è un monumento vivente del rugby italiano. Una persona che, per quanto umilmente e per quanto in punta dei piedi potesse provare ad entrare nello spogliatoio azzurro, non potrebbe non andare a toccare gli equilibri che si sono fin qui costruiti nel gruppo in due anni di lavoro. A questo punto della storia, non sembra una strada logica da percorrere.

Lorenzo Calamai

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