Il Benetton Rugby ha vinto la Rainbow Cup. In finale, Bulls dominati 35-8

Storica impresa dei Leoni – in una serata da sogno -, al primo trionfo internazionale

Il Benetton vince la Rainbow Cup

Il Benetton Rugby scrive la storia: Bulls al tappeto e Rainbow Cup al cielo ph. Massimiliano Carnabuci

Allo Stadio di Monigo, i padroni di casa del Benetton Rugby ed i sudafricani dei Vodacom Bulls si giocano la finale di Rainbow Cup. I Biancoverdi di Kieran Crowley – futuro haed coach azzurro -, reduci da un percorso netto nel torneo (4 vittorie ed 1 sfida cancellata) vanno a caccia del primo storico titolo internazionale di club, per la compagine veneta e per il movimento italiano, gli ospiti, benché privi di tre Springboks inseriti nella lista di convocati per sfidare i Lions in estate, di Jake White – capo allenatore del Sudafrica campione del Mondo 2007 – vogliono proseguire nella loro striscia vincente, che li ha visti archiviare il successo nello scorso Super Rugby Unlocked.

La cronaca

Come prospettato alla vigilia, tanto gioco tattico al piede dopo il calcio d’avvio, con Garbisi e Chris Smith a scambiarsi più volte l’ovale. Dopo qualche minuto il match comincia a prendere ritmo, con il Benetton che difende solido (Lamaro subito protagonista) e mette in difficoltà i Bulls soprattutto in rimessa laterale.

Al primo ingresso nei 22 sono brividi per i sudafricani: Hayward è sontuoso prima nel trovare lo spazio all’esterno, Negri e Halafihi sono sempre avanzanti, e sul pallone nuovamente allargato sono proprio Seb Negri e il neozelandese ad innescare la corsa di Monty Ioane, che vola alla bandierina e marca il 5-0. Garbisi manca di pochissimo una trasformazione difficile, ma la botta per i sudafricani è pesante e forse inaspettata. Nemmeno il tempo di rimettere il pallone in gioco e Riccioni mette le mani dopo la carica di Steenekamp, conquistando il tenuto e rimandando i leoni in zona d’attacco.

C’è solo il Benetton in campo nei primi minuti: la mischia con introduzione di Duvenage tiene e innesca di nuovo l’azione dei trequarti, con Hayward che per poco – con un bellissimo calcetto – non manda nuovamente in bandierina Ioane. I leoni sono assatanati, forse anche troppo, perché nella successiva azione nei 22 la trasmissione dell’ovale viene minata proprio dall’eccessiva fretta. Anche nei punti d’incontro però la battaglia – furiosa – è ben tenuta dal Benetton, costringendo gli avversari ad esagerare e a concedere al 16′ un calcio di punizione poco dietro la linea dei 10 metri: la distanza è notevole, la potenza c’è ma manca la precisione e si resta sul 5-0.

I Bulls però sono chiaramente nel pallone, Smith sbaglia il controllo dell’ovale su un calcio facile e regala un’altra mischia alla squadra di Crowley, che quando ha spazio per giocare col reparto arretrato diventa pericolosissima. Duvenage gioca prima alla chiusa, poi allarga dall’altro lato e dall’azione arriva un altro calcio di punizione che stavolta Garbisi mette dentro per l’8-0.

I Bulls hanno la prima occasione al 21′, quando Riccioni si fa trovare davanti a un pallone sfuggito a Duvenage, regalando un calcio di punizione per fuorigioco. Sulla successiva penaltouche si attiva la pericolosa maul dei sudafricani che viene però arginata da una grande difesa. Così come grandissimo è il salvataggio di Garbisi sulla corsa di Jansen van Vuren, che si invola alla bandierina ma viene portato fuori dal placcaggio dell’apertura dei leoni e della nazionale.

L’offensiva della squadra di White, come preventivabile, si fa più veemente. Altro calcio di punizione e altra rimessa ai 5 metri per i Bulls, Grobbelar timona la maul che arriva a pochissimo dalla linea di meta, poi arriva la solita scheggia, Madosh Tambwe, che raccoglie l’ovale e con un balzo va fino in fondo. Smith non trasforma e il punteggio diventa di 8-5.

Si riparte, palla fuori e mischia in mezzo al campo, con introduzione sudafricana. La prima linea ospite fa la voce grossa e guadagna un penalty, che Smith trasforma nell’8-8, al 31′.

Sul restart, esecuzione simile alla precedente del calcio, con la palla che sembra lunga, Coetzee non va alla presa al volo giudicando male la traiettoria, ma stavolta rimbalza in rimessa laterale sui 5 metri. Sul lancio in rimessa, i Bulls vincono il pallone smanacciando l’ovale indietro – un filo fuori misura – per Van Zyl, il rimbalzo, in area di meta, beffa il 9 ospite, con l’ex Els che si getta sull’ovale e marca la meta del 13-8, al 33′. Garbisi non trasforma, ed è 1/4 dalla piazzola.

Garbisi costringe nuovamente i Bulls a un nuovo lancio in rimessa sui 5 metri, con un grubber perfetto. Pressione leonina ed exit complessa, che allo scadere consente ai leoni di avere una ottima piattaforma d’attacco (touche) dentro i 22.

Palla vinta da Lamaro, maul ben difeso, ma al momento giusto Els si stacca, prende l’esterno di Jacobs e nonostante tre uomini addosso, sembra arrivare oltre verso la bandierina. Si va a rivedere al TMO e Els perde l’ovale in extremis, ma arriva la meta tecnica (e giallo) per il placcaggio al collo di Jacobs sull’ex di giornata, che senza altri difensori davanti avrebbe marcato senza patemi la doppietta personale. I leoni, così, vanno alla pausa lunga sul 20-8, e giocheranno i primi 10′ della ripresa in superiorità numerica.

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Al 42′, Padovani lascia il campo a Tuva Tavuyara, che entra con il piede giusto, trovando un break sull’out di destra. Palla tenuta viva verso il centro, con la carica di Negri che vince l’impatto e tiene sul piede avanzante l’attacco dei Leoni, con Garbisi che legge l’assenza dell’ala ospite sull’out di sinista, eseguendo un cross kick perfetto per Ioane, che controlla l’ovale, va oltre Tambwe ed attira anche le attenzioni di Van Zyl, potendo premiare la corsa a sostegno, all’interno, di Lamaro, che va oltre, per il 25-8, prima della trasformazione di Garbisi, per il 27-8 al 44′. Al 47′, su una palla alta contesa tra Tavuyara e Hendricks, il sudafricano prende il biancoverde in area, concedendo un penalty, oltre la linea dei 10 metri d’attacco dei leoni, leggermente spostato verso destra. Garbisi centra i pali, ed al 48′ porta i suoi sul 30-8, oltre il triplo break.

Poco prima del 50′, gran brano difensivo dei leoni, dentro i 22, che con una serie di placcaggi avanzanti ed una difesa organizzatissimo, rosicano metri su metri, portando fuori dall’area dei 22 i sudafricani, e piazzando un superbo turnover sul breakdown con la firma di Corniel Els.

Un calcio direttamente fuori di Jacobs, appena oltre i propri 22, concede, al 57′, un lancio in rimessa laterale per il Benetton da zona propizia. Il primo per Giammarco Lucchesi, subentrato a un Corniel Els superbo, salutato con applausi scroscianti di Monigo.

I leoni vincono il pallone in rimessa laterale, maul, un paio i cariche verso il centro, poi accelerazione verso destra, con Garbisi che corre in orizzontale, raddrizza la corsa, ponendo quesiti a Van Zyl, che va verso l’apertura italiana, lesta ad aprire con il timing perfetto per Padovani, che all’ala resiste al placcaggio di Coetzee e marca il 35-8, al 58′. I leoni sono in totale controllo e recuperano innumerevoli palloni a contatto, dominando nel possesso e giocando a lungo nella metà di campo avversaria, con o senza pallone.

Al 63′, un gran tenuto forzato da Giammarco Lucchesi, permette a Garbisi di riportare il Benetton nei 22. Un pizzico di imperizia gestuale impedisce ai leoni di marcare nuovamente, ma quando i Bulls provano, a ridosso del 70′, a produrre il massimo sforzo per provare a riaprire la partita, i veneti sfoggiano una gran difesa, prima sul maul sudafricano nei 22, poi sul lungo multifase ospite, che porta i ragazzi di Jake White a ridosso della linea di meta, ma complici anche un paio di placcaggi ben portati dai padroni di casa, l’ovale viene perso in avanti, vanificando il tutto. Nel finale, poi, viene annullata – dopo consulto tra Murphy e TMO -la meta di Tambwe, con un passaggio in avanti che nega la doppietta personale all’ala Bulls. E’ il preludio alla festa finale –  che si apre con l’ovazione per Paolo Garbisi, eletto Man of The Match -, che arriva poco dopo.

Fischio finale, e – come detto – gioia che esplode a Monigo, tra campo e spalti meravigliosi per apporto emotivo, con il pubblico – benché limitato in termini di capienza – autentico sedicesimo uomo.

La vittoria per 35-8 nella finale contro i Bulls, la quinta in cinque gare (disputate, mentre quella con gli Ospreys è stata cancellata) di Rainbow Cup (competizione sperimentale, apripista del prossimo Rugby United Championship, con le migliori della regular season nelle due conference – europea e sudafricana – che si sono affrontate in finale) regala al Benetton Rugby – ed al movimento italiano – la prima storica vittoria in un torneo internazionale e chiude nel modo migliore la storica epoca Crowley, un quinquennio che tra alti (compreso il primo accesso nel 2019 ai playoff del torneo celtico) e qualche basso ha proiettato i leoni in una nuova dimensione.

Il tabellino di Benetton Rugby-Bulls  –  Rainbow Cup, finale

Benetton Rugby: 15 Jayden Hayward, 14 Edoardo Padovani, 13 Ignacio Brex, 12 Marco Zanon, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Dewaldt Duvenage (c), 8 Toa Halafihi, 7 Michele Lamaro, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Corniel Els, 1 Thomas Gallo.
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Ivan Nemer, 18 Filippo Alongi, 19 Irné Herbst, 20 Manuel Zuliani, 21 Marco Barbini, 22 Callum Braley, 23 Ratuva Tavuyara

mete: Ioane (5′), Els (31′), penalty try (40+1′), Lamaro (42′), Padovani (58′)
trasformazioni: Garbisi (43′)
punizioni: Garbisi (19′, 47′)

Vodacom Bulls: 15 David Kriel, 14 Madosh Tambwe, 13 Marco Jansen van Vuren, 12 Cornal Hendricks 11 Stravino Jacobs, 10 Chris Smith, 9 Ivan van Zyl, 8 Marcell Coetzee (c), 7 Ruan Nortje, 6 Nizaam Carr, 5. Jan Uys, 4 Walt Steenkamp, 3 Mornay Smith, 2 Johan Grobbelaar, 1 Gerhard Steenekamp
A disposizione: 16 Schalk Erasmus, 17 Jacques van Rooyen, 18 Lizo Gqoboka, 19 Janko Swanepoel, 20 Muller Uys, 21 Zak Burger, 22 Clinton Swart, 23 Gio Aplon

mete: Tambwe (26′, 76′)
trasformazioni:
punizioni: Smith (31′)

Arbitro: Frank Murphy (Irlanda)
Assistenti: Andrew Brace, Eoghan Cross (Irlanda)
TMO: Brian MacNeice (Irlanda)

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