Rugby World Cup 2019 – Le squadre: Fiji

Saranno una delle squadre più divertenti del Mondiale, ma hanno anche la forte ambizione di essere la grande sorpresa del torneo

fiji nakarawa

Leone Nakarawa (ph. Reuters)

“Non devono lasciarsi sfuggire l’occasione di fare qualcosa di speciale per le Fiji”. L’entusiasmo attorno alla nazionale figiana negli ultimi anni è cresciuto insieme ai risultati e allo spettacolo offerto dalla squadra, senza troppi dubbi la più divertente ed eccentrica del mondo ovale.

Ma visto che le Fiji non sembrano più essere solo una nazionale tutta offload e spregiudicatezza, John McKee non si è solo limitato a delle dichiarazioni di circostanza al momento dell’annuncio dei convocati per la Rugby World Cup 2019, ma ha voluto lanciare un messaggio chiaro alla squadra per sottolineare la grande occasione che potrebbero avere fra le mani in Giappone.

Non si può dire certamente che le Fiji abbiano il destino nelle loro mani, ma insieme al Giappone sono l’unica squadra di seconda fascia a poter aspirare in qualche modo alla qualificazione ai quarti di finale. Come nel 2007, le speranze figiane passano dalle sfide contro Australia e Galles: dodici anni fa la vittoria a sorpresa sui Dragoni estromise i britannici dai quarti e lanciò gli oceanici a uno storico passaggio del turno, che senza nascondersi più di tanto ora gli uomini di McKee puntano a ripetere.

Se qualcuno avesse dei dubbi sulle credenziali delle Fiji, potrebbe bastare una rapida lettura dei nomi nella lista dei convocati per cominciare a cambiare idea: Nakarawa, Waqaniburotu, Kunatani, Mata, Yato, Botia, Volavola, Goneva, Nakosi, Tuisova, Radradra… Diventa complicato, insomma, mascherare le proprie ambizioni quando una squadra può disporre di tanti giocatori così talentuosi.

La leggerezza, il gioco proposto e l’imprevedibilità di questa squadra sono gli altri motivi per credere in una loro impresa, che può produrre mete da qualunque zona del campo in qualunque momento della partita, come noto. Nel gioco rotto sono quasi ineguagliabili per qualità tecniche e atletiche: quando le squadre in campo non sono ben strutturate e i singoli possono dare sfogo al proprio istinto, le Fiji possono non temere nessun avversario, come dimostrato dalle vittorie contro Francia e Scozia nel 2018 e nel 2017.

Allo stesso tempo, le tre caratteristiche di cui sopra – leggerezza, gioco proposto, imprevedibilità – sono anche quelle che rischiano di compromettere lo status di possibile sorpresa delle Fiji. Negli ultimi anni, lo staff tecnico ha creato una discreta struttura attorno al grande talento figiano, eppure non si può ancora dire che le Fiji siano una squadra completa in tutti i reparti. L’area più problematica è forse quella dei punti d’incontro, dove i figiani potrebbero pagare dazio un livello tecnico e di malizia inferiore rispetto a squadre più esperte e allenate.

Ambizioni e obiettivi

L’ambizione più grande è quella di ripetere la grande impresa del 2007, quando le Fiji batterono il Galles nell’ultima giornata del girone e si qualificarono ai quarti di finale proprio a spese dei Dragoni. In Giappone la sfida si ripeterà, ma forse gli uomini di McKee stanno puntando principalmente la partita contro l’altra big del girone, ovvero un’Australia di cui non è mai facile stilare un identikit.

Al 21 settembre, insomma, le Fiji potrebbero già conoscere in parte il loro destino. A prescindere dal risultato, tuttavia, gli oceanici non potranno certamente rilassarsi visto che anche la partita contro la Georgia potrebbe riservare non pochi ostacoli, sebbene Nakarawa e soci abbiano un talento individuale di gran lunga maggiore ai caucasici.

Il terzo posto, che rappresenterebbe il mantenimento dello status quo per le Fiji e la qualificazione diretta alla Rugby World Cup 2023, è del resto l’obiettivo minimo per la spedizione figiana. Ma nell’arcipelago, anche in maniera legittima, si sogna in grande.

Il calendario

Come detto, un possibile verdetto per le Fiji arriverà molto presto. Il 21 settembre, nella stessa scoppiettante giornata di Francia-Argentina e Nuova Zelanda-Sudafrica, la sfida contro l’Australia potrebbe accendere o spegnere in parte gli entusiasmi attorno alla nazionale.

Dopo il match contro i Wallabies, saranno appena tre i giorni per preparare la partita più abbordabile del girone, contro l’Uruguay, in programma il 25 a Kamaishi. In un certo senso, è quasi una buona notizia per le Fiji, che avranno la pausa ‘breve’ della fase a gironi in concomitanza con la sfida all’avversario più debole.

A quel punto ci sarà una settimana abbondante prima della sfida contro la Georgia, in programma il 3 ottobre, mentre il 9 gli oceanici chiuderanno la propria fase a gironi contro il Galles, in un match altrettanto decisivo per la qualificazione dei Dragoni (e magari dei figiani).

Alle Fiji non è andata bene per quanto riguarda gli spostamenti tra una città e un’altra, visto che saranno la quarta squadra a dover percorrere più chilometri di tutti (2275 km).

Giocatori da seguire

– Leggi anche: i convocati delle Fiji

Tutti quelli citati nelle righe precedenti, in pratica, perché le loro qualità tecniche e atletiche combinate fra di loro possono dare vita alle azioni più spettacolari di questa Rugby World Cup. La linea di trequarti è una fabbrica di highlights, a partire dal 25enne Josua Tuisova – che potrebbe essere una delle star principali – fino ad arrivare al sempiterno 35enne Vereniki Goneva, che nonostante l’età è ancora capace di sidestep irreali come questo.

La maglia numero 13 titolare sarà invece di Semi Radradra, forse il terminale offensivo più devastante delle Fiji per linee di corsa, atletismo, potenza e tecnica con il pallone fra le mani. Gli avversari potrebbero esporlo in difesa, suo punto debole, ma ogni volta che si farà vedere in attacco Radradra potrebbe compensare quella mancanza.

Il mediano di mischia Frank Lomani è un altro da tenere d’occhio: classe 1996 e già diretto verso i Rebels dopo due stagioni con i Fijian Drua, Lomani è un numero nove meno ‘pazzo’ rugbisticamente dei suoi colleghi di reparto Matawalu e Seniloli, ma è più razionale e completo in regia.

Tra gli avanti, i trascinatori delle Fiji saranno Viliame Mata e Leone Nakarawa, maestri dell’offload impossibile. Nakarawa, in particolare, può essere considerato a tutti gli effetti uno dei giocatori più forti del pianeta per la qualità e la fantasia del suo gioco palla in mano.

Scenari migliori e peggiori

Nello scenario migliore, le Fiji coronano il sogno di tornare ai quarti di finale, battendo l’Australia alla prima giornata e poi confermando il secondo posto contro Georgia e Uruguay. Gli isolani chiudono il girone con 16 punti dopo una sconfitta con bonus difensivo contro il Galles, che pure deve soffrire per contenere l’estro degli avversari. Ai quarti  c’è l’Inghilterra, che riesce a vincere solo con un deciso sprint finale negli ultimi dieci minuti, mentre i figiani escono tra gli applausi dei giapponesi.

Troppe aspettative però potrebbero anche fare male alle Fiji, che contro i Wallabies lottano quasi ad armi pari per circa 60 minuti, ma sul 28-17 i figiani restano in 14 e mollano la presa. La partita finisce 56-17 per l’Australia e le Fiji perdono l’entusiasmo della vigilia. Contro l’Uruguay arriva una vittoria comoda, ma la mischia georgiana è spietata e guida i Lelos alla vittoria con un piazzato all’ultimo secondo. La sconfitta contro il Galles sancisce il quarto posto finale per le Fiji.

La storia delle Fiji nella Rugby World Cup

1987: quarti di finale
1991: ultimi nel girone
1995: non qualificati
1999: playoff tra le seconde e la miglior terza dei gironi
2003: terzi nel girone
2007: quarti di finale
2011: quarti nel girone
2015: quarti nel girone

Le schede delle squadre della RWC 2019

– Canada
– Uruguay
Russia
– Tonga
– Samoa
– Georgia
– Namibia
– USA
– Sudafrica
– Nuova Zelanda
– Australia
– Inghilterra
– Galles
– Francia
Irlanda
– Scozia
Argentina

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