Chi avrà più giorni di riposo alla Rugby World Cup 2019?

Tutti i giorni di pausa e i chilometri da affrontare per le venti squadre del Mondiale nella fase a gironi. Per il Giappone il calendario più ‘comodo’

ph. Reuters

La fase a gironi della Rugby World Cup durerà 23 giorni in totale, durante i quali ogni squadra dovrà giocare quattro partite. In media si parla di una partita ogni 5,7 giorni, ma del resto il Mondiale è una competizione dai ritmi più serrati rispetto a una tradizionale finestra internazionale di Test Match, dove ciascuna nazionale ha una canonica settimana di stop tra una partita e un’altra.

Alla Coppa del Mondo non è sempre così. In base a come viene stilato il calendario, una squadra può avere periodi di riposo piuttosto stringati tra una partita e l’altra, anche di 3-4 giorni; spesso questa pausa breve viene riequilibrata da un intervallo più lungo (anche 8-9 giorni) in un altro momento della fase a gironi, ma non tutte le squadre come vedremo avranno questo privilegio. A tutto questo vanno aggiunti anche i viaggi e gli spostamenti tra una città e l’altra, che in alcuni casi saranno piuttosto lunghi.

– Leggi anche: Rugby World Cup 2019, calendario e orari del torneo iridato

Chi riposa di più?

Su Twitter, Russ Petty ha ordinato e messo insieme i giorni di riposo a disposizione di ogni squadra e i chilometri da affrontare in quei 23 giorni, stilando una classifica per le venti squadre impegnate al Mondiale.

Il Giappone ha evidentemente sfruttato al meglio il suo status di Paese organizzatore, perché avrà il calendario più comodo e lineare di tutti. I nipponici avranno 20 giorni di riposo all’interno della fase a gironi, un dato decisamente sopra la media generale che è di 16,4 giorni, oltretutto ben distribuiti: 7 dopo la prima partita, 6 dopo la seconda e ancora 7 dopo la terza. Il Giappone è anche la squadra che percorrerà meno chilometri di tutti da una città all’altra con 635, mentre la media generale si attesta su 1.644,85 chilometri di spostamenti.

Alla sua avversaria diretta per un posto nei quarti di finale, la Scozia, non è andata poi troppo male. Gli uomini di Townsend, insieme a Scozia, Namibia, Nuova Zelanda, Francia e Tonga sono secondi nella classifica dei giorni di riposo con 18, ma prima della sfida contro il Giappone all’ultimo turno i Dark Blues avranno solo 3 giorni di riposo.

Dentro trovate anche la classifica ordinata dei giorni di riposo.

Un altro calendario piuttosto equilibrato è quello della Namibia. Gli africani hanno, come detto, 18 giorni di riposo e ben distribuiti tra loro, con 6 giorni di pausa prima della partita più importante del girone contro il Canada. In un certo senso può essere soddisfatta anche l’Inghilterra, che avrà solo 3 giorni per preparare la sfida contro gli USA ma 8 e 6 giorni per quelle decisive contro Argentina e Francia.

Tra chi sorride a metà c’è l’Australia, che ha un calendario ben spalmato sulle tre settimane ma dovrà spostarsi per un totale di 2888 chilometri. In ogni caso, i Wallabies non sono quelli che dovranno viaggiare di più: il primato spetta a Tonga con 2990 chilometri di viaggi, anche se perlomeno le Ikale Tahi non avranno mai meno di 5 giorni di riposo tra un match e l’altro.

L’Italia avrà un inizio molto serrato, con le sfide tra Namibia e Canada intervallate da soli 3 giorni di riposo, ma per preparare le partite contro All Blacks e Springboks avrà sempre una settimana piena. I chilometri di spostamenti saranno 1594, mentre il viaggio più lungo sarà da Fukuouka a Shizuoka per giocare contro il Sudafrica (868 km).

Chi riposa di meno

Sudafrica, Canada e Stati Uniti hanno meno giorni di riposo di tutti (14). Gli Springboks però meritano un discorso a parte, visto che avranno la sfida più difficile al primo turno contro gli All Blacks e viaggeranno per soli 716 chilometri.

Sebbene gli USA abbiano più chilometri da fare, il calendario forse peggiore in assoluto è quello del Canada. 5 giorni per prepararsi agli All Blacks, 5 giorni per prepararsi agli Springboks, 4 giorni per prepararsi alla Namibia. Contro quest’ultima, nella sfida più delicata del loro torneo, dovranno anche spostarsi di 1092 chilometri tra Kobe e Kamaishi.

Non che agli States sia andata molto meglio, in ogni caso. La sfida finale contro Tonga, l’unica alla portato dei nordamericani, arriverà solo 3 giorni dopo quella contro Argentina, mentre gli isolani avranno 3 giorni in più. Sono dettagli che potranno fare tutta la differenza del mondo.

Daniele Pansardi

 

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