Rugby World Cup 2019 – Le squadre: Inghilterra

La nazionale inglese vuole tornare sul tetto del mondo, riscattando la fallimentare edizione casalinga di quattro anni fa

ph. Sebastiano Pessina

Un’attesa lunga quattro anni. È la sera del 3 ottobre 2015 e a Twickenham l’Inghilterra va in ginocchio. Davanti ai propri tifosi, i padroni di casa vengono battuti nettamente 13-33 dall’Australia e venendo così di fatto eliminati dalla Rugby World Cup: è la prima volta che il Paese organizzatore viene estromesso dal torneo iridato nella fase a gironi.

Il movimento ovale d’Oltremanica cade nello sconforto. Il capitano Robshaw e soprattutto l’head coach Stuart Lancaster vengono individuati come i principali responsabili dell’accaduto; il tecnico paga la fallimentare avventura con l’esonero da parte della Federazione.

Al suo posto arriva, anche un po’ a sorpresa, Eddie Jones che nel frattempo ha incantato il mondo col suo Giappone, capace di battere il Sudafrica e di andare a un passo dall’ottenere il pass per i quarti di finale. Un allenatore che ha metodi a volte non convenzionali, oltre che un metodo di comunicazione inconsueto per il mondo del rugby.

Parte benissimo vincendo i primi due Sei Nazioni (addirittura il primo col Grande Slam) e facendo la voce grossa sia nei Test Match di giugno sia in quelli di novembre, ma dopo ventiquattro mesi l’altalena dei risultati comincia ad oscillare: nel gruppo si aprono delle crepe, lui viene messo in discussione e a volte sembra far capire di essere pronto a volersene andare.

Il tempo intanto scorre e la World Cup 2019, quella del riscatto, si avvicina. L’Inghilterra però dimostra di saper risalire la china già dallo scorso novembre, vincendo contro il Sudafrica e sfiorando il successo contro gli All Blacks, pur lasciando qualche punto interrogativo nel Sei Nazioni. In questo mese di agosto, tuttavia, la squadra che forse Eddie Jones ha sempre desiderato sta prendendo forma. La fisicità della formazione tipo attuale dell’Inghilterra è quasi impareggiabile con i Vunipola, George, Sinckler, Itoje, Curry, Tuilagi e Cokanasiga tutti insieme in campo, come ha imparato a proprie spese l’Irlanda, e se gli inglesi impareranno a saper cambiare spartito in base al contesto di una gara – come non sempre hanno dimostrato di saper fare – avranno tutto il diritto di ambire alla Webb Ellis Cup.

Ambizioni e obiettivi

L’ambizione dell’Inghilterra sarà sicuramente quella di arrivare a giocarsi la finale del 2 novembre a Yokohama. Nell’immediato, il primo step fissato è individuato nel passaggio del turno arrivando alle partite ad eliminazione diretta: la Pool prevede rivali come Argentina e Francia, oltre a USA e Tonga. Questo – al netto di un pronostico favorevole – vorrà dire che Farrell e compagni dovranno partire subito forte se non vorranno ripetere l’apocalisse di quattro anni fa.

Rispetto al 2015, le possibilità che si ripeta una sciagura del genere sono piuttosto limitate. L’Inghilterra del 2015 era una squadra inferiore a quell’Australia e meno esperta e smaliziata di quel Galles che decisero l’eliminazione del XV in maglia bianca. Questa volta gli inglesi sono una squadra certamente più pronta e completa, ma soprattutto più affidabile della Francia e dell’Argentina viste negli ultimi mesi. A proposito di Australia e Galles: ai quarti di finale, con molta probabilità, ci sarà la rivincita contro una delle carnefici.

Il calendario

Il gruppo allenato da Eddie Jones esordirà con Tonga, domenica 22 settembre a Sapporo, per poi affrontare il 26 gli Stati Uniti, in due partite che saranno presumibilmente da cinque punti l’una. Gli inglesi sono stati piuttosto fortunati in questo senso, perché avranno la pausa ‘breve’ tra le due partite più facili del girone.

La strada inizierà a diventare in salita quando il 5 ottobre di fronte ai britannici si staglierà l’Argentina, dopo otto giorni di riposo, per il primo big match del girone. Gli uomini di Eddie Jones quindi avranno sei giorni di tempo per preparare la contesa contro la Francia del 12 ottobre a Yokohama, per una versione de “Le Crunch” in salsa iridata.

Giocatori da seguire

Fra gli avanti a destare maggior curiosità sarà sicuramente il flanker Lewis Ludlam, arrivato praticamente all’ultimo momento in nazionale, così come il tallonatore Jack Singleton, che di fatto prende il posto di Dylan Hartley, e i piloni Kyle Sinckler, chiamato al definitivo salto di qualità, e Joe Marler, tornato a bordo dopo un periodo nel complesso difficile della sua vita dentro e fuori dal campo. In terza linea occhi puntati sui “Kamikaze Kids” Tom Curry e Sam Underhill, due profili che per qualità sui punti d’incontro sono mancati per diversi anni all’Inghilterra

Nel reparto dei trequarti invece gli occhi saranno puntati su Ruaridh McConnochie, Willi Heinz, Piers Francis e Joe Cokanasiga, i quali dovranno dimostrare – nei momenti in cui saranno chiamati in causa – di essere complementari o alla pari dell’ossatura titolare degli uomini veloci inglesi orchestrata dalla regia di Youngs e capitan Farrell, che vorrà far dimenticare ai suoi tifosi la brutta Rugby World Cup giocata in casa.

Scenari migliori e peggiori

Nello scenario migliore, l’Inghilterra domina il suo girone vincendo tutte le partite della prima fase accedendo ai quarti di finale. Da lì, il gruppo si galvanizza e continua sulle ali dell’entusiasmo a dispensare rugby efficace e di qualità, sino alla finale, dove ci sarà lo scontro tanto atteso contro gli All Blacks per capire quale sarà la squadra dominatrice del mondo di Ovalia che potrà alzare al cielo la Coppa.

Ma potrebbe andare anche tutto malissimo: Eddie Jones litiga con la stampa, il gruppo vince le prime due partite ma si disunisce alle prime difficoltà, contro l’Argentina arriva una sconfitta amara e lo spareggio contro la Francia non regala soddisfazioni. Arriva una nuova cocente eliminazione. A quel punto nessuno vorrebbe essere sull’aereo di ritorno verso Londra. Viene nominato immediatamente un nuovo allenatore, Farrell finisce nel tritacarne della gogna mediatica e decide insieme ad un’altra decina di senatori di ritirarsi dalla carriera internazionale. L’Inghilterra deve riformare una squadra praticamente da zero nel 2020.

La storia della Inghilterra nella Rugby World Cup

1987: quarti di finale
1991: secondo posto
1995: quarto posto
1999: quarti di finale
2003: campioni
2007: secondo posto
2011: quarti di finale
2015: eliminata nella fase a gironi

Le schede delle squadre della RWC 2019

– Canada
– Uruguay
– Tonga
– Samoa
– Georgia
– Namibia
– USA
– Sudafrica
– All Blacks
Australia

Michele Cassano

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