Rugby World Cup 2019 – Le squadre: Tonga

tonga test match rugby

ph. Sebastiano pessina

Dice un proverbio tongano: Oua lau e kafo kae lau e lava. Che all’incirca dovrebbe tradursi come: rimani positivo e ringrazia per quello che hai. La Rugby World Cup 2019 di Tonga sarà proprio così, inserita in un girone durissimo, la squadra dovrà dimostrare i propri miglioramenti più sul campo che sul tabellone. Ma come vuole la vulgata isolana, non fate caso alle sconfitte, ma a quello che sono riusciti a costruire.

Quattro anni fa Tonga ha affrontato uno dei tornei mondiali più duri della sua storia, finendo penultima nel girone, sconfitta dalla Georgia e vittoriosa con la sola Namibia. Non sarà facile migliorare tale record, vista la compagnia di Argentina, Inghilterra e Francia nel girone C.

La squadra si trova in un momento di ricambio generazionale rispetto al passato, e non potrà contare su alcuni dei propri giocatori migliori che militano in Europa. Ne sono un esempio Sione Kalamafoni e Telusa Veainu, entrambi giocatori dei Leicester Tigers di esperienza e valore che non sono stati convocati per l’imminente Pacific Nations Cup, la competizione che permetterà di vedere i tongani all’opera per la prima volta nel 2019.

I due non dovrebbero essere neanche nel gruppo mondiale, mentre ci sono speranze per l’arrivo in settembre del pilone del Clermont Loni Uhila.

Con la Pacific Nations Cup potremo avere le idee più chiare sul reale valore di Tonga, che nel corso degli ultimi due anni ha alternato prestazioni incoraggianti a sconfitte pesanti. Delle tre nazionali delle isole del Pacifico, Tonga è quella che probabilmente sta in mezzo, avendo oramai operato un netto sorpasso su Samoa. A livello complessivo, considerando Italia, Giappone, Fiji e Georgia le nazionali di un ipotetico tier 1.5, probabilmente Tonga diventa allora la migliore delle squadre di tier 2.

Non un solo giocatore dei 31 convocati del coach Toutai Kefu gioca a Samoa. La squadra di club più rappresentata nel gruppo è il Castres, mentre il campionato che fornisce più giocatori è la Premiership (7). C’è un giocatore che milita a Singapore ed un altro che gioca in Spagna.

D’altronde, il rugby a Tonga non è solo lo sport nazionale, ma anche una delle principali esportazioni: rimane eccezionale la produzione di giocatori di alto livello per un minuscolo arcipelago di isole che conta appena 100.000 abitanti.


Nostalgici con 40 minuti liberi? Non perdetevi gli highlights di Tonga v Galles direttamente dal 1987. Ci sono innumerevoli chicche da godere. Trovate una stupenda meta tongana al minuto 14:30 circa

Ambizioni e obiettivi

L’obiettivo di Tonga è chiaro: vincere la sfida finale del girone contro gli Stati Uniti e portare a casa una vittoria. Rompere il più possibile le uova nel paniere alle big del girone, gareggiando alla pari il più possibile nelle prime tre gare. Sarà infatti il livello delle prestazioni, più che i risultati, a determinare l’esito positivo o negativo del mondiale tongano.

In quest’ottica avrà senso confrontare i risultati di questa edizione con quelli del 2015, quando in 4 partite subirono 130 punti, segnandone 70 con appena otto mete realizzate.

La rara possibilità di tenere il gruppo unito a lungo darà a Tonga la possibilità di innalzare il proprio livello. Il talento di base, specie nel pacchetto di mischia, è presente. Per questo motivo la Ikale Tahi potrebbe essere la squadra più interessante a prendere sonore batoste dalle proprie avversarie.

Il calendario

Prima della Rugby World Cup Tonga scenderà in campo per la Pacific Nations Cup. Sabato 27 luglio la competizione avrà il via con la sfida alle Samoa in quel di Apia, una partita immediatamente importante per dare fiducia all’ambiente. Il 3 agosto il Giappone attende invece la squadra a Osaka, in uno degli stadi del mondiale. Le due squadre non si affrontano da quasi due anni, e l’ultima volta è finita 33-6 per i nipponici: anche questa partita sarà un bel termometro per capire quale sia l’ordine di valore di questa nazionale.

Infine, il torneo si concluderà con la partita in campo neutro contro il Canada a Suva, nelle Fiji.

La strutturazione del calendario mondiale non ha invece voluto bene a Tonga. Prima di giocare la partita decisiva contro gli Stati Uniti, infatti, la nazionale isolana dovrà passare attraverso tre gironi infernali che rispondono al nome di Inghilterra, il 22 settembre, Argentina, il 28 settembre, e Francia, il 6 ottobre. Di buono c’è che le partite hanno buoni tempi di recupero fra l’una e l’altra, contribuendo così a mantenere integra una squadra che non fa certo della profondità la sua forza.

A Osaka il 13 ottobre si giocherà quindi la sfida agli Stati Uniti.

Giocatori da seguire

Tutti gli occhi dei tifosi italiani saranno puntati su Nasi Manu. La sua è una delle più belle storie di questa Rugby World Cup, e il giocatore del Benetton potrà dare una grande mano ai suoi in terza linea.

Uno dei maggiori talenti della squadra è il seconda linea degli Hurricanes Sam Lousi, centosedici esplosivi chilogrammi distribuiti su un metro e novantasei di altezza.

Ex giocatore di rugby league, Lousi ha disputato una ottima stagione nel 2018 con la franchigia neozelandese, al punto di attirare l’attenzione degli Scarlets, con i quali giocherà nella prossima stagione. Farà il suo debutto stagionale nella Pacific Nations Cup, visto che ha saltato l’intero Super Rugby per infortunio. Dovesse effettivamente scendere in campo, sarà anche il suo esordio per Tonga. Lousi è nato in Nuova Zelanda da genitori tongani e ha rappresentato il suo paese natale nella versione a XIII del gioco.

Il pacchetto di mischia annovera qualche altro nome eccellente: c’è il pilone Ben Tameifuna del Racing 92, Steve Mafi del Castres e c’è il veterano 36enne Elvis Taione, tallonatore di Exeter richiamato in nazionale dopo 4 anni. La sua ultima presenza risale alla scorsa World Cup.

Fra i trequarti due nomi si stagliano su tutti: Cooper Vuna, centro del Bath dalle caratteristiche piuttosto classiche, corridore dal buon impatto fisico, con grandi abilità nel passaggio dopo il contatto mutuate dal suo passato nel rugby league; Siale Piutau, fratello del più moto Charles, centro capace di ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto a Bristol sia in Championship che in Premiership, dove quest’anno ha accumulato un grandissimo minutaggio da primo centro, dove combina le abilità da carrier a quelle di distributore.

Infine, si parla bene dell’esordiente James Faiva. Dovrà raccogliere l’eredità del veterano Kurt Morath, la cui carriera internazionale è giunta probabilmente al termine. Mediano d’apertura dell’El Salvador, una delle due squadre di Valladolid che dominano ogni anno il massimo campionato spagnolo, Faiva ha segnato 8 mete, 12 punizioni e 54 trasformazioni nello spazio di appena 13 partite. Fanno 184 punti in 965 minuti: circa un punto ogni 5 minuti.


Faiva ha già giocato per la nazionale A del suo paese, disimpegnandosi anche come estremo

Scenari migliori e peggiori

Primo ottobre 2011. Al Regional Stadium di Wellington si gioca la sfida fra Francia e Tonga, ultima partita del girone della Rugby World Cup. I Bleus sono già qualificati e pensano più all’ammutinamento nei confronti di coach Lievremont che alla partita contro gli isolani: brutto errore.

Tonga vince 19-14, concedendo la linea di meta ai francesi solamente nei minuti di recupero. Una vittoria decisa, meritata e firmata dal piede di Kurt Morath e dalla meta di Sukanaivalo Hufanga. Il girone si chiude con due vittorie e due sconfitte, proprio come per i francesi, che andranno avanti solo grazie ai punti di bonus raccolti (e arriveranno poi fino in finale, a un punto dalla coppa). Siale Piutau è l’unico reduce di quell’impresa di otto anni fa: il sogno è riuscirci di nuovo.

Ha comunque la dimensione del sogno questo scenario, perché realisticamente il percorso più probabile per i tongani è quello di superare senza pensare troppo al risultato i tre scontri con le grandi del girone, per arrivare a conquistare l’agognata vittoria con gli Stati Uniti.

Nel peggiore dei casi, le larghe sconfitte contro Inghilterra, Argentina e Francia instilleranno dubbi ed ematomi tali da minare la squadra del Pacifico, che terminerebbe così con zero vittorie, cosa che non succede dal 2003.

La storia di Tonga nella Rugby World Cup

1987: quarta nel girone
1991: non qualificata
1995: terza nel girone
1999: terza nel girone
2003: quinta nel girone
2007: terza nel girone
2011: terza nel girone
2015: quarta nel girone

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