Italia: i possibili nuovi Azzurri del 2018

Abbiamo selezionato sette nomi che potrebbero debuttare durante l’anno in Nazionale

ph. Sebastiano Pessina

Il 2018 potrebbe essere un anno cruciale nel progetto di crescita dell’Italia di Conor O’Shea, viste le fondamentali sfide contro Giappone (a giugno) e Georgia (a novembre) sia in chiave ranking mondiale ma soprattutto per dimostrare a tutti (anche un po’ a se stessi) di avere qualcosa da dire ad un certo livello di rugby. Il CT irlandese, fin qui, ha introdotto in Nazionale venti giocatori dal suo insediamento sulla panchina azzurra nel giugno 2016, evidenziando la volontà di allargare il più possibile la base di giocatori da cui attingere. E nonostante alcune gerarchie sembrino ben delinate, in vista della Coppa del Mondo del prossimo anno O’Shea ha ancora a disposizione del potenziale inesplorato, sia all’estero che nelle franchigie. Chi potrebbe ambire ad una maglia azzurra da qui a novembre?

Juan Ignacio Brex (per novembre 2018)
Età: 25
Ruolo: centro
Squadra: Benetton Treviso
Necessità per O’Shea (da 1 a 5): * * *

Il mistero dell’eleggibilità che ha avvolto il giocatore negli ultimi tempi sembra diradarsi alla lettura dell’articolo 8.7 (e seguenti) del regolamento di World Rugby, introdotto appositamente per le Olimpiadi. Il percorso di Brex resta comunque intricato, poiché il giocatore “may not represent the second Union in any other form of the Game until after he has participated in such Olympic Event”. Ciò significa che l’ex Pumas a 7 dovrà passare presumibilmente prima dall’Italseven per poter essere schierabile nel rugby union. Brex potrà essere azzurro dopo giugno, quando finiranno i tre anni di inattività con la precedente Union (ha giocato con l’Argentina Jaguars a giugno 2015).

Detto ciò, la batteria di centri a disposizione di Conor O’Shea non gronda talento da tutte le parti, ad eccezione di Michele Campagnaro e – quando tornerà al massimo – Luca Morisi. Il mese di novembre ha elevato Tommaso Castello a centro di buon livello anche sul piano internazionale, ma l’impressione è che il CT irlandese debba tener presente tutte le soluzioni possibili per comporre la cerniera centrale. Specialmente quando c’è un giocatore come Brex in circolazione, potente con le gambe e dotato di un fisico imporatante da ball carrier. L’ex Viadana è principalmente un secondo centro, ma l’ottima tecnica individuale potrebbe consentirgli di esprimersi anche nella posizione più interna. Non ha il dinamismo di un altro pari ruolo come Bisegni, in grande spolvero negli ultimi mesi, un fattore che potrebbe pagare a livello di test rugby.

Update (9:54): il Benetton Rugby ha informato On Rugby del fatto che Brex sarà eleggibile per la Nazionale dal febbraio 2019.

Johan Meyer (per novembre 2018)
Età: 24
Ruolo: terza linea
Squadra: Zebre Rugby
Necessità per O’Shea: * * * *

Il flanker classe 1993 è stato uno dei pochi sudafricani passati da Parma a scacciare via subito lo scetticismo attorno a lui, tipico (e a volte giustificato) quando le franchigie italiane si rivolgono all’estero per completare la rosa. Meyer ha avuto un impatto notevole sul campionato, mettendo in mostra tutte le sue doti da ball carrier a tratti incontenibili per le difese avversarie. Meyer non è un sudafricano ossessionato dalle cariche verticali e, anche se preferisce far valere la superiorità fisica e atletica, all’occorrenza sa anche cercare spazi meno banali per far valere la propria falcata. La mancanza di portatori di palla realmente abrasivi in Nazionale è nota, e il 24enne terza linea potrebbe tappare in parte la falla, anche se non prima del mese di novembre per i tre anni di eleggibilità. La difesa non è il suo punto forte, e diventa evidente nelle giornate in cui è meno concentrato, quando Meyer non sempre offre un contributo paragonabile a quello in fase offensiva.

David Sisi
Età: 24
Ruolo: seconda linea
Squadra: Zebre Rugby
Necessità per O’Shea: * *

Come Meyer, anche l’ex nazionale Under 20 inglese ha immediatamente convinto il pubblico italiano in seconda linea. Il giocatore cresciuto nei London Irish, passato per gli Scottish, Bath e i Yorkshire Carnegie, è eleggibile per l’Italia grazie ai nonni di Pistoia. In questi mesi si è distinto per le ottime competenze in campo aperto: non è un giocatore che ruba l’occhio, o capace di fare la differenza in maniera netta, ma il motore delle Zebre Rugby sta beneficiando del suo lavoro sporco e della sua fisicità. Il reparto al momento è affollato (davanti a lui Ruzza, Budd, Lazzaroni, Biagi e Fuser), ma O’Shea sa di poter contare anche sul suo eventuale apporto.

Jake Polledri
Età: 22
Ruolo: terza linea
Squadra: Gloucester (Ing)
Necessità per O’Shea: * * * *

Dal punto di vista tecnico, vale un po’ lo stesso discorso fatto per Johan Meyer: di ball carrier efficaci e che sappiano conquistare la linea del vantaggio la Nazionale ha assoluto bisogno. Il terza linea in forza a Gloucester sembra essere un profilo idoneo alle esigenze offensive dell’Italia e, rispetto al sudafricano, potrebbe essere subito disponibile per il Sei Nazioni 2018 visti i suoi trascorsi con l’Under 20 azzurra. Johan Ackermann gli sta costantemente dando spazio ormai da ottobre: le presenze stagionali tra Premiership e Challenge Cup sono dieci, con due mete segnate. In Premiership, in sei partite, ha creato 2 break e battuto 21 difensori, per un totale di 163 metri guadagnati (27,17 di media, 3,97 per carica). Di lui Troncon, in un’intervista a Tuttosport di dicembre, ha detto che “in difesa è una terza linea di rottura, capace di recuperare molti palloni”.

Charly Trussardi
Età: 20
Ruolo: mediano di mischia
Squadra: Clermont (Fra)
Necessità per O’Shea: * * * *

Probabilmente nemmeno lui si aspettava di passare dalle giovanili del Clermont, dove avrebbe dovuto restare per tutto il campionato, alla possibile convocazione con la maglia della Nazionale. La parabola di Trussardi ha avuto inizio grazie all’impressionante sequela di infortuni che ha colpito i mediani di mischia Clermontois, ovvero Parra, Laidlaw e Cassang. Azéma non ha potuto far altro che rivolgersi agli Espoirs, rendendo l’azzurrino (visto nelle ultime due annate in Under 20) di fatto la scelta principale nel ruolo per la prima squadra. Dallo scorso 5 novembre sono state otto le presenze per Trussardi, di cui cinque da titolare (l’ultima, molto negativa, domenica sera), in cui il ventenne ha potuto evidenziare pregi e difetti del suo repertorio: da una parte la velocità e il dinamismo nelle giocate, dall’altra l’eccessiva confusione e la frenesia con cui prende le scelte in campo. O’Shea avrà preso certamente nota, anche perché lo stesso Trussardi a Midi Olympique aveva confermato di essere in contatto con la Federazione Italiana. In un reparto dove Tebaldi e Gori stentano a trovare continuità di rendimento, il mediano classe 1997 potrebbe portare una ventata d’aria fresca.

Marco Riccioni
Età: 20
Ruolo: pilone destro
Squadra: Benetton Treviso
Necessità per O’Shea: * * *

La sfortuna, apparsa sotto forma di lesione meniscale al ginocchio, ha frenato la prima stagione del 20enne prima linea. Capitano dell’ultima Nazionale Under 20, ammirata in Georgia ai Mondiali, Riccioni è considerato come uno dei migliori talenti in assoluto nel panorama italiano. L’ex Calvisano ha il potenziale per diventare anche tra i big un pilone completo e moderno, tanto abile nel gioco aperto quanto scafato in mischia chiusa. Per il momento è stato possibile vederlo in azione soltanto per 25′ alla prima giornata del Pro14 (Munster-Benetton), ma presente e futuro sono anche suoi.

Giovanni Pettinelli
Età: 21
Ruolo: terza linea
Squadra: Calvisano
Necessità per O’Shea: *

Nelle sue prime parole da CT dell’Italia, nel maggio 2016, O’Shea fece riferimento ad alcuni giovani dall’Eccellenza interessanti in chiave Nazionale: “Pettinelli, Sperandio, Venditti, Bruno… a lot of good players”. Nel novembre dello stesso anno, O’Shea aggiornò le sue nominaton ‘eccellenti’: “Abbiamo anche importanti giocatori in Under 20: Krumov, Riccioni, Rimpelli, Pettinelli, Venditti… “. Nel maggio 2017, infine, O’Shea stilò una prima lista di 44 pre-convocati in vista del tour nel Pacifico, in cui a trovare spazio fu proprio Pettinelli, anche se poi non partì con i 31 giocatori definitivi. Tre crescenti attestati di stima per un flanker da tenere d’occhio in futuro, frenato da qualche infortunio quest’anno (solo quattro presenze) ma su cui O’Shea sembra mantenere un’attenzione particolare ormai da tempo. In terza linea, tuttavia, al momento la fila è lunga e pretenziosa.

Daniele Pansardi

 

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