Caso Galles: due comunicati per darsi una nuova dead-line

Prima la RWU e poi le regions: due note per ribadire le posizioni. Ma l’ultimatum ora è al 31 gennaio

ph. Sebastiano Pessina

“La WRU è sicura che le squadre professionistiche gallesi continueranno a prendere parte ai tornei e alle coppe autorizzate nell’interesse del rugby gallese. La WRU è altrettanto certa che una competizione europea sotto la guida dell’ERC avrà luogo nella prossima stagione. Le squadre gallesi continueranno a giocare anche nel Pro12.
Inoltre la WRU riafferma il proprio impegno con il regolamento dell’IRB nel quale si prevede che le competizioni internazionali possano avere luogo solo con l’approvazioni delle federazioni”.
Inizia così il comunicato diffuso nella serata del 31 dicembre dalla WRU, circa un’ora dopo la scadenza della dead-line per la firma tra la stessa federazione e le quattro regions per il rinnovo della partecipazione di Ospreys, Scarlets, Cardiff Blues e Newport Dragons a Pro12 e Heineken Cup fino al 2019.
Già, quell’accordo – il Partecipation Agreement – che le quattro squadre non hanno voluto sottoscrivere nuovamente con l’intenzione di prendere parte alla Premiership inglese. O almeno così sembra in questa commedia che non pare voglia vedere la parola fine.
E così il comunicato prosegue:”La WRU ha ricevuto conferma che le quattro regions non vogliono proseguire con l’accordo esistente, così come stabilito dalle parti nel 2009, oltre il 30 giugno 2014. In tal modo l’attuale Rapporto terminerà in quella data e la WRU si riterrà libera predisporre un nuovo contratto che coinvolga le regioni che sappiano e vogliano identificare, sviluppare e trattenere i giocatori che abbiano le capacità di rappresentare il Galles a livello internazionale”.

Si continua così insomma, dice la federazione, che ricorda che il board eletto della WRU è solo lo strumento attraverso il quale i 320 club gallesi governano il rugby di quel movimento. La federazione non lo dice apertamente ma il senso del comunicato pare essere quello di lasciare una porta aperta al dialogo: avete tempo fino al 30 giugno, poi siete fuori. E il fatto di aver ricordato il regolamento IRB sottolinea che la WRU è pronta a dare battaglia.

 

A stretto giro è arrivata la risposta delle regions attraverso un comunicato del Regional Rugby Wales, l’organismo che le rappresenta. Una nota che prima ricorda come ancora oggi la WRU non sia in grado di confermare l’esistenza di una qualsiasi competizione europea tra il 2014/2015 e il 2018/2019, i contributi e la relativa distribuzione per lo stesso periodo, il numero di squadre partecipanti al Pro12 per i prossimi quattro anni e i contributi legati a quella competizione. Non solo – dicono le regions – al momento non sappiamo se ci sarà un main sponsor visto che l’accordo con Rabodirect scade il prossimo giugno. Tutti motivi che impediscono alle quattro squadre di confermare il “legal agreement” con la federazione anche perché questa situazione di incertezza impedisce ai club di sapere se è quando giocheranno da luglio in poi, di programmare la vendita dei biglietti, di costruire le squadre e di rinnovare i contratti con gli sponsor.
Insomma, per le regions l’accordo in essere non riflette “i cambiamenti e le domande del rugby moderno”. Porta chiusa quindi? No, perché il comunicato segna una nuova dead-line per trovare un accordo: il 31 gennaio. Le parti rimangono lontane ma lo spazio per una discussione, anche se esiguo, c’è.
Ah, questo probabilmente significa che nemmeno Zebre e Benetton Treviso sapranno qualcosa sul loro futuro prima di quella data.

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