Rhyno Smith a OnRugby: “Il mio modo di giocare è rischioso, ma sto prendendo confidenza”

Dopo un inizio di stagione al centro del gioco del Benetton, il sudafricano si racconta a OnRugby

Rhyno Smith a OnRugby: "Il mio gioco è rischioso, ma sto prendendo confidenza"

Rhyno Smith a OnRugby: “Il mio gioco è rischioso, ma sto prendendo confidenza”

È uno degli uomini chiave di questo inizio di stagione. Arrivato come estremo, ruolo che ha coperto per gran parte della sua carriera, Rhyno Smith si è adattato spesso a fare il mediano d’apertura, soprattutto dopo l’infortunio di Albornoz. Il sudafricano si è subito distinto per le sue giocate, che spesso hanno portato punti pesanti, ma che altre volte invece non hanno ottenuto i risultati sperati. Eppure, tutti dalle parti di Treviso sono consapevoli di quanto Rhyno Smith possa dare al Benetton con questo modo di giocare, pur prendendosi dei rischi: il sudafricano si è raccontato a OnRugby cercando di analizzare l’inizio di stagione suo e dei leoni, concentrandosi proprio sul suo modo di stare in campo.

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Un inizio interessante di stagione da parte del Benetton, ma avete ottenuto forse meno di quanto avreste potuto?

Abbiamo dimostrato di essere competitivi ad alti livelli, le nostre vittorie e le nostre sconfitte hanno avuto uno scarto molto ridotto. Dobbiamo essere felici delle nostre prestazioni e della nostra competitività, ma dobbiamo anche imparare a capitalizzare e ottenere punti quando siamo in partita, altrimenti giocare bene non può essere abbastanza.

Hai giocato in due ruoli diversi in questo inizio di campionato: apertura ed estremo, quale preferisci e in quale ti sei trovato meglio?

Ho giocato per gran parte della mia carriera ad estremo, ma in questa stagione – dopo aver esordito contro Ulster a 15 – sono stato apertura nelle ultime due partite. Mi è piaciuto giocare in questo ruolo, forse il futuro dirà in quale dei due ruoli renderò di più, per adesso mi godo la possibilità di giocare con questa squadra e cerco di dare il massimo.

Nelle ultime partite il tuo modo di giocare è risultato spettacolare – e anche importante, come con gli Ospreys – ma a volte eccessivamente rischioso…

(Ride ndr) Si, è vero. Sto lavorando su questo con coach Masi e coach Borto (Bortolami ndr): loro capiscono il tipo di giocatore che sono, i rischi che prendo e le scelte che faccio. Sono contenti di mettermi in posizione di apertura e di prendersi il rischio, e io sono felice di ciò: molte volte il risultato è buono, a volte meno, ma in questo modo prendo ancora più confidenza.

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Qual è il tuo obiettivo personale, e a cosa punti con la maglia del Benetton?

Personalmente, cerco sempre di ottenere una maglia da titolare ed essere importante per la squadra. Il club mi ha dato una grande opportunità: il presidente, coach Marco (Bortolami ndr), Pavanello, credono tutti in me e io voglio ricambiare questa fiducia. Ho molto da dare. Abbiamo vinto la Rainbow Cup, ora dobbiamo ottenere altri buoni risultati: vogliamo essere più consistenti, giocarcela con tutti e dimostrare che possiamo vincere contro chiunque.

Cosa pensi della partecipazione delle squadre sudafricane nel nuovo United Rugby Championship?

Mi piace, è un torneo interessante per le squadre sudafricane e per il pubblico del Sudafrica. È una novità anche per le squadre europee e i tifosi: giocare con formazioni di questo tipo significa confrontarsi con qualcosa di diverso, e poi così si alza ancora di più il livello. Anche per me è una cosa bella, alla fine affrontiamo squadre in cui ci sono tanti miei amici e persone che conosco.

Il rugby italiano sta facendo molta fatica a livello internazionale, ora che stai vivendo l’ambiente dall’interno, cosa ne pensi?

Penso che il rugby italiano sia in una posizione difficile perché ogni anno gioca le 5 partite principali della sua stagione contro 5 delle squadre più forti del mondo, che sono anche le 5 top europee. Devono sempre affrontare le più forti, ed è difficile, anche perché non giocano abbastanza contro nazionali emergenti o comunque fuori dal gruppo delle più forti. Allo stesso tempo, sto giocando con persone che fanno parte della nazionale italiana e che hanno vinto la Rainbow Cup, li conosco e daranno un grande aiuto agli azzurri. Il pubblico italiano ha passione e ora c’è anche un nuovo allenatore, tutto questo darà ancora più forza ai ragazzi.

Francesco Palma

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