Challenge Cup: storia, regolamento, trofeo e albo d’oro

L’importanza, i valori e la tradizione del secondo trofeo continentale per club

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Challenge cup ph. Matteo Mangiarotti

Challenge Cup: storia, regolamento, trofeo e albo d’oro. La seconda coppa continentale per importanza, ma solo nella sua denominazione, perchè quando c’è in ballo la possibilità di arrivare alla vittoria nessuno ci sta a perdere, soprattutto se il confronto è con squadre e scuole rugbystiche di altre nazioni. Andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere sul trofeo.

Challenge Cup: la storia
La Challenge Cup è’ la seconda competizione per importanza a livello europeo. Nata nella stagione 1996-1997, ha visto la sua prima edizione svolgersi con ben 24 comapagini partecipanti provenienti da Italia, Inghilterra, Francia, Romania, Scozia e Galles.

Per quattro anni mentre il numero delle squadre variò, oscillando fra un massimo di 32 e un minimo di 21, il dominio è stato assolutamente appannaggio delle formazioni transalpine (Bourgoin-Jallieu rugby, Colomiers, Clermont e Pau), salvo poi diventare la “coppa delle inglesi” nelle successive nove stagioni – dopo stagioni di diminuzioni e crescite che portarono alle 20 formazioni attuali (2005/2006, ndr) – ad eccezione del 2007 quando il Clermont riuscì parzialmente a interrompere l’egemonia d’Oltremanica (Harlequins e Sharks due volte, Wasps, Gloucester, Bath e Northampton).

Fra il 2010 e il 2014 ha poi vissuto una rivoluzione regolamentare, mutuando una regola dall’Europa League del calcio, durata però soltanto quattro stagioni: in pratica, collegandosi alla Champions Cup, permetteva alle migliori tre eliminate della fase a gironi della Coppa più importante (due seconde e una terza) di accedere ai quarti di finale di Challenge Cup entrando direttamente nel tabellone ad eliminazione diretta che comprendeva quindi solo le vincitrici dei gironi della prima fase della stessa Challenge Cup.

Dal 2015 però questa regola venne abolita ripristinando una struttura classica a 20 squadre e la classica qualificazione (5 prime + 3 seconde) alla fase ad eliminazione diretta, per poi procedere sino alla finalissima che, come da tradizione, si gioca il giorno prima della finale di Champions Cup, nella stessa città, a volte anche nello stesso stadio o in un impianto, laddove possibile, con minor capacità. Gli esempi più lampanti per questo sono Londra (Twickenham e Twickenham Stoop) e Cardiff (Millenium Stadium e Cardiff City Stadium).

Challenge Cup: il regolamento
La caratteristica di questa competizione, che nel corso degli anni ha mutato il suo format sino all’attuale scelta di includere 20 squadre in 5 gironi da 4, è quella di essere la più inclusiva nel panorama continentale, visto che nel corso della sua storia ha avuto la possibilità di “ospitare” formazioni di Portogallo, Russia, e Georgia mettendo a volte in palio quote di partecipazione alla manifestazione stessa tramite quella competizione, ormai non più in vigore, conosciuta con il nome Continental Shield.

In generale dopo la prima fase, a gironi, sono le vincenti di ogni singola pool (5) e le migliori seconde (3) a qualificarsi per i quarti di finale, che aprono la via – in gare secche e ad eliminazione diretta – verso la finalissima fra le migliori due squadre rimaste in gara.

Challenge Cup: il trofeo
Il trofeo della Challenge Cup ha una base circolare sul quale si eleva un sostegno al termine del quale è presente un pallone da rugby, per molti è la cosa più simile al “Vince Lombardi Trophy”, la coppa che si riceve nel football americano quando si vince il Superbowl della NFL.

Challenge Cup: l’albo d’oro
L’albo d’oro della Challenge Cup, la seconda coppa continentale per importanza a livello di club, non ha nulla da invidiare ad altre competizioni.

Questa competizione, che spesso è stata vista più come un impaccio che come un piacevole impegno, è riuscita nel corso degli anni a rivalutarsi regalando in varie occasioni quella cosiddetta “seconda chance” a formazioni che – altrimenti – avrebbero chiuso la stagione a bocca asciutta.

Analizzando l’albo d’oro della Challenge Cup si può vedere come il primo periodo, quello immediatamente successivo alla nascita della kermesse, sia stato dominato dalle formazioni francesi, che a livello di movimento vantano nel complesso 9 vittorie , le quali però sono poi state scavalcate da quelle inglesi, capaci di arrivare a 11 affermazioni totali. Oltre a queste due nazioni, è doveroso sottolineare infine i due successi di matrice gallese e quello di marca irlandese.

Entrando poi nel dettaglio relativo alle singole squadre vediamo che ad avere iscritto il proprio nome nell’albo d’oro della Challenge Cup sono state rispettivamente 3 volte Harlequins e Clermont, 2 volte Gloucester, Northampton, Sale Sharks e Cardiff Blues, 1 volta le inglesi Bath e Wasps e le francesi Bourgoin-Jallieu, Stade français, Pau, Biarritz, Colomiers e Montpellier, a cui aggiungere anche Leinster (in quella che di fatto è l’unica vittoria di un club dell’Isola di Smeraldo) che, in una delle sue rare partecipazioni (visto che di solito è molto più facile trovarla in Champions Cup) seppe comunque onorare il torneo fino in fondo andando a vincerlo grazie alla sua straordinaria qualità.

L’albo d’oro della Challenge Cup
1996-97 Bourgoin-Jallieu
1997-98 Colomiers
1998-99 Montferrand
1999-00 Pau
2000-01 Harlequins
2001-02 Sale Sharks
2002-03 Wasps
2003-04 Harlequins
2004-05 Sale Sharks
2005-06 Gloucester
2006-07 Clermont
2007-08 Bath
2008-09 Northampton
2009-10 Cardiff Blues
2010-11 Harlequins
2011-12 Biarritz
2012-13 Leinster
2013-14 Northampton
2014-15 Gloucester
2015-16 Montpellier
2016-17 Stade français
2017-18 Cardiff Blues
2018-19 Clermont

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