Quali sono i giocatori di rugby con più presenze in nazionale?

Un elenco di giocatori che hanno fatto la storia di questo sport. In vetta Alun Wyn Jones

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McCaw il giocatori di rugby con più presenze nazionale alza la Coppa del Mondo 2015 – ph. Sebastiano Pessina

In uno sport dall’enorme carico di storia come il rugby, i caps sono una “certificazione” onorifica molto importante per i giocatori. Quali sono allora i protagonisti di ovalia con più presenze in nazionale? Andiamo a scoprirlo in una top-ten ricchissima di nomi del recente passato, visto che dall’avvento del professionismo sono aumentate le partite internazionali e dunque è più facile raccogliere dei caps rispetto a quanto accaduto fino al 1995, cioè nei tempi del dilettantismo. Una classifica che mette insieme alcuni dei nomi più importanti della storia del rugby mondiale, con giocatori che hanno alzato la Coppa del Mondo ma non solo, elementi che a lungo hanno rappresentato (o rappresentano) delle icone per intere generazioni di appassionati.

Ecco la nostra classifica dei giocatori di rugby con più presenze in nazionale (aggiornata al giugno 2020):

10 – Victor Matfield. 127 caps. Il colosso sudafricano ha vestito la maglia degli Springboks dal 2001 al 2015, alzando la Coppa del Mondo 2007 e rivelandosi uno dei più duri da affrontare in tutto il mondo. Celebri le sue scazzottate, soprattutto contro i neozelandesi.

10bis – Kieran Read. 127 presenze. Parlare di Coppa del Mondo senza citare Read non sembra avere senso, dunque non può mancare l’ultimo capitano neozelandese in un Mondiale. All Black dal 2008 al 2019, Read ha abbandonato la carriera internazionale a 34 anni e si è spostato in Giappone

9 – Stephen Moore. 129 caps. Tallonatore australiano dal triplice passaporto, visto che è nato in Arabia Saudita dove i genitori (irlandesi) si trovavano per lavoro. Dopo essere passato dall’Irlanda è cresciuto in Australia, dove ha scalato la gerarchia ovale e si è preso dal 2005 al 2017 la maglia numero 2 dei wallabies

8 – Ronan O’Gara. 130 presenze. E qui si inizia ad annusare odore di leggenda. Mediano d’apertura dal talento sconfinato, leader eterno dei verdi e di Munster, unica franchigia con la quale ha giocato in carriera. È rimasto in Nazionale dal 2000 al 2013 e ha raccolto 128 presenze, alle quali vanno aggiunte le 2 con i Lions

7 – Keven Mealamu. 132 caps. Altro tallonatore, altro vincitore di due Mondiali (2007 e 2011), Mealamu ha giocato in Nuova Zelanda in tutta la sua carriera. Dal 2002 al 2015 ha vestito la divisa degli All Blacks, con i quali ha ottenuto grandi successi e si è dimostrato un giocatore assolutamente polivalente, forte e tecnico in mischia, ma anche molto abile palla in mano

6 – Gethin Jenkins. 134 presenze. Non poteva mancare un rappresentante di una squadra come il Galles, simbolo stesso dello sport con la palla ovale nell’emisfero nord. Ritiratosi il 4 novembre 2018 dopo una sfida tra i suoi Cardiff Blues e le Zebre, il pilone ha giocato col Galles dal 2002 al 2016, togliendosi la soddisfazione di vincere per tre volte il Grande Slam.

5 – George Gregan. 139 caps. Già il fatto che una delle due tribune dello stadio dei Brumbies porti il suo nome (assieme a quello di Larkham) rende l’idea. Nato nello Zambia da padre australiano e madre dello Zimbabwe, è cresciuto a Canberra e con la locale franchigia ha giocato dal 1996 al 2007 scrivendo (tra l’altro) pagine di storia dei primi Super 12. Con la Nazionale australiana ha disputato 139 caps nell’assurdo arco di tempo di 19 anni: dal 1994 al 2007, alzando la Coppa del Mondo 1999 e perdendo per un soffio (qualcuno ricorda Wilkinson) quella del 2003.

4 – Brian O’Driscoll. 141 presenze. Il partner in crime perfetto di Ronan O’Gara, col quale ha condiviso tanti successi ottenuti con l’Irlanda (e solo quella, visto che lui è stato una bandiera assoluta di Leinster). Centro dall’eleganza a dir poco unica, O’Driscoll è stato l’indiscusso proprietario della maglia numero 13 dal 1999 al 2014. Oltre alle 133 presenze coi verdi ne ha raccolte anche 8 durante i suoi quattro tour coi Lions.

3 – Sergio Parisse. 142 caps. Verrebbe da dire and counting visto che la carriera dell’eterno terza centro azzurro continuerà a livello di club e (verosimilmente) ancora per una volta in Nazionale. Cosa dire che non sia già stato detto di uno dei più forti giocatori della storia di ovalia? Ah si, forse che sarebbe stato ben più in alto in classifica se durante la sua carriera non avesse subito dei duri infortuni.

2 – Richie McCaw. 148 presenze. La pausa forzata che il rugby ha subito in questo 2020 l’ha tenuto in vetta da solo, impedendo a Wyn Jones di raggiungerlo, almeno sino al 31 ottobre, data del sorpasso del pilastro gallese. Qui non ci sono selezioni che tengano, i suoi caps sono stati raccolti in 13 anni (2003-2015) nei quali è stato il leader assoluto degli All Blacks coi quali ha alzato da capitano le Coppe del Mondo 2011 e 2015.

1 – Alun Wyn Jones. 149 presenze. Un leader dal carisma illimitato, appena salito in vetta a questa speciale graduatoria. Il totem dei dragoni ha 35 anni, ma ha già dichiarato di voler continuare la sua carriera con la Nazionale gallese e coi Lions, almeno fino al tour del 2021. C’è dunque materiale per scrivere la Storia con la S maiuscola. 140 le sue presenze coi Dragoni (comprese quelle contro i Baa-baas), 9 quelle coi Leoni.

Bonus track: Philippe Sella. Il centro francese lo inseriamo perché i suoi 111 caps conquistati tra il 1982 e il 1995 lo pongono al vertice tra i giocatori che hanno solo sfiorato il professionismo, visto che ha chiuso la carriera internazionale dopo la Coppa del Mondo del 1995 in Sudafrica. Dal 1996 al 1998 si è trasferito ai Saracens (dopo aver giocato una vita con l’Agen), dunque i suoi numeri arrivano da un “altro rugby”.

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