La festa dei Saracens, i rimpianti del Leinster

Mark McCall elogia i suoi per la reazione nel corso del match. Leo Cullen: “Bisognava sfruttare le occasioni create”

ph. Action Images via Reuters/Lee Smith

Quando Brad Barritt deve citare un momento di svolta nella finale di Champions Cup, il capitano dei Saracens non ha molti dubbi in merito. “Quella meta prima dell’intervallo è stata fondamentale per come ha cambiato il momentum” – ha detto il centro in conferenza stampa, dopo la vittoria dei londinesi sul Leinster per 10-20 al St. James’ Park di Newcastle.

“Siamo stati un po’ esitanti, non eravamo noi stessi. È stato quasi come se il cartellino giallo a Maro (Itoje) ci avesse liberato e ci avesse permesso di fare il nostro gioco. È bello ottenere quel tipo di reazione. Non posso che parlare bene dei leader attorno a me o del modo in cui la squadra ha risposto durante la partita”.

Per circa trentacinque minuti, i Saracens non sono solo rimasti a zero sul tabellino ma hanno infatti anche faticato a produrre gioco, prima di prendere in mano la partita e dominare in lungo e in largo il secondo tempo, brutalizzando in maniera sorprendente un’altra corazzata come Leinster. “Non siamo stati così terribili nei primi venticinque minuti – ha continuato poi Mark McCall, Director of Rugby degli inglesi – Eravamo un po’ spenti in alcune fasi di gioco. I giocatori hanno capito di poter dare di più sia in difesa sia in attacco e avevano ragione, perché il secondo tempo è stato decisamente migliore del primo”.

“È stato bello essere nello spogliatoio a fine primo tempo e ascoltare quello di cui parlavano i giocatori. Per fortuna, siamo stati generalmente d’accordo con quello che stavano dicendo – ha detto l’irlandese – Avevamo bisogno di una prestazione molto intensa dal punto di vista fisico, ma dovevamo anche essere intelligenti. Abbiamo unito le due cose molto bene”.

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La parola degli sconfitti

Non mancano i rimpianti per Leinster, soprattutto per le occasioni sciupate nel corso della partita che avrebbero potuto indirizzare diversamente la partita. “Penso che i nostri ragazzi abbiano cominciato bene la gara, creando un sacco di occasioni e costruendo quel vantaggio (di 10-0) – ha detto Leo Cullen – Tutti parleranno della fine del primo tempo, quando i Saracens hanno segnato e noi abbiamo sciupato il vantaggio costruito, ma ci sono tanti differenti momenti all’interno del match. Abbiamo creato tante chance, ma bisognava essere sicuri di sfruttarle”.

“Ci hanno strangolato negli ultimi 20 o 30 minuti, una volta che erano in vantaggio – ha continuato l’head coach – Non ci siamo fatti trovare pronti in alcuni grandi momenti della partita, ed è lì che abbiamo perso la finale”.

“Sono grossi, davvero molto grossi – ha poi detto Cullen, parlando dei Saracens – Quando nel tunnel vedi Vunipola, Skelton e Itoje in particolare capisci che non hai i mezzi per affrontare quel tipo di giocatore (ride, ndr). Per quanto riguarda noi, penso che i ragazzi li abbiano affrontati bene; li hanno bloccati in tante collisioni e ne hanno vinto altre. Ma abbiamo poi pagato il prezzo”.

Johnny Sexton, capitano del Leinster, viene interrogato immediatamente sull’episodio di fine primo tempo, quando McGrath – a tempo già scaduto e sul 10-3 – non ha calciato fuori ma ha deciso di alzare un up&under per provare a recuperare il pallone, senza successo. Da quell’azione sarebbe poi nata l’azione della meta di Maitland, per il 10-10.

“Pensavamo di calciare su Billy Vunipola, che era sulla linea dei 22, e di provare a riconquistare il pallone in volo per  segnare e avere un vantaggio oltre il break all’intervallo. Quando calci così vicino ai loro 22, non vuoi concedere un calcio di punizione e difendere una rimessa laterale sui tuoi 22. Le tue decisioni sono buone in base al senno di poi” – ha detto Sexton, che poi è tornato anche su un altro episodio in cui il Leinster ha messo da parte il pragmatismo.

“Abbiamo preso una decisione coraggiosa quando eravamo in vantaggio per 3-0, per non prendere solo tre punti. È stata un’ottima decisione perché abbiamo segnato (con Furlong). Non è una buona decisione fare un box kick quando puoi dilapidi un vantaggio di 10-3”. I rimpianti veri però riguardano tutto quel periodo compreso tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, secondo Sexton. “Abbiamo avuto forse due o tre possibilità di segnare. Siamo arrivati vicini alla loro linea di meta un paio di volte, ma non abbiamo approfittato della superiorità numerica e non abbiamo gestito bene. Quel periodo della partita è stato fondamentale alla fine”.

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