I ritiri ovali del 2018

Quali giocatori non vedremo più nel ’18/’19?

ph. Sebastiano Pessina

Nel corso di una stagione sportiva, le notizie dei ritiri (immediati o al termine dell’anno poco cambia) dei giocatori più importanti (che vi abbiamo documentato passo dopo passo negli ultimi mesi), molto spesso, ci colgono di sorpresa, quasi impreparati ad un tale urto emotivo. Sensazioni e sentimenti forti, spazzati via, però, dalla forza brutale dell’attualità, dalle partite che si susseguono incessantemente, dalla gioia per una vittoria o per un trofeo, dall’amara delusione per una sconfitta.

Solo con l’arrivo impetuoso del caldo estivo, quando i ritmi ovali (e della vita in senso lato) sono più blandi e le squadre iniziano i propri ritiri in vista dell’anno che verrà, è possibile rendersi veramente conto di quanti e quali giocatori non potremo più osservare su un campo da rugby, e mai come quest’anno metabolizzare le future “mancanza” risulta estremamente complesso. Sono tanti, infatti, gli atleti di spicco che hanno deciso di abbandonare le scene ovali al crepuscolo del 2017/2018.

C’è chi ha abbandonato, troppo presto, a causa di problemi fisici che hanno avuto la meglio sulla resilienza dell’atleta: i casi di Eli Walker e Sam Jones, entrambi 26enni, in teoria all’apice delle rispettive carriere, in pratica costretti ad appendere gli scarpini al chiodo senza alternative, sono la punta dell’iceberg di un fenomeno che sta, negli ultimi anni, colpendo il nostro sport con vigore. Sorte medesima anche per ragazzi più esperti, icone della disciplina ovale, fermati da consulti medici (negativamente) chiari, come Jamie Heaslip, Sam Warburton (e gli sfortunatissimi Jared Payne e Rob Horne), mentre c’è anche chi, fortunatamente, ha solo deciso di arrendersi al tempo, nemico imperscrutabile ed imprevedibile. Bryan Habana, Aurelien Rougerie, Juan Martin Hernandez, Peter Stringer, Adam Jones, Conrad Smith (che ha già trovato posto da allenatore), Frederic Michalak, miti assoluti, logorati dal passare delle stagioni, che tolgono il “disturbo” e che non vedremo più su un rettangolo verde.

Anche sul fronte Italia non mancano gli addii. In aprile hanno salutato Andrea Manici (per cui vale il discorso di Eli Walker e Sam Jones) e Valerio Bernabò, uno dei pochi atleti azzurri ad aver disputato tutte le stagioni celtiche (4, le ultime, con le Zebre, e 4 con il Benetton). In tempi recenti, invece, ha detto basta pure Matias Aguero, pilone azzurro da 40 presenze in nazionale.

Una lista dei ritirati più importanti: Sam Warburton, Bryan Habana, Conrad Smith, Luke McAlister, Valerio Bernabò, Aurelien Rougerie, Adriaan Strauss, Peter Stringer, Andrea Manici, Ryan Grant, Juan Martin Hernandez, Eli Walker, Jamie Heaslip, Frederic Michalak, Isa Nacewa (qui parla della sua vita rugbistica assieme a O’Driscoll), Andrew Trimble, Jared Payne, Rob Horne, Sam Jones, Adam Jones, Tommy Bowe, Matias Aguero, Vincent Clerc, Juan Fernandez Lobbe (chiusura con calcio dalla piazzola a Twickenham, in maglia Barbarians), John Muldoon.

Matteo Viscardi

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