Autumn Nations Cup: la Francia ha una marcia in più. Italia sconfitta 36-5 a Parigi

Niente da fare per gli azzurri, che al cospetto di una Francia con tanti volti nuovi si sciolgono nella ripresa

Autumn Nations Cup, Francia-Italia

Autumn Nations Cup, Francia-Italia (Photo by Anne-Christine POUJOULAT / AFP)

Allo Stade de France di Parigi, in uno scenario surreale, a pochi giorni dalla tragica scomparsa di Cristophe Dominici – ricordato con un minuto di raccoglimento -, Francia – senza alcuni titolari per l’accordo LNR-FFR (qui i dettagli) – e Italia chiudono il girone B dell’Autumn Nations Cup. In palio la finale per i galletti, e la possibilità di tornare al successo contro una tier1, dopo 4 anni, per la selezione italiana.

Al 2′, Nigel Owens punisce la linea difensiva azzurra, fischaidno un penalty all’altezza della linea dei 10 metri offensivi della Francia, sul primo possesso transalpino. Jalibert, da posizione centrale, manda a bersaglio il piazzato, per il 3-0 immediato. Poco dopo, su un avventuroso contrattacco azzurro, profondo dentro la metà di campo dei ragazzi di Franco Smith, Garbisi allarga su Minozzi, che scivolando gioca un offload abbastanza forzato su Sperandio, vicino all’out di sinistra, con l’ala del Benetton che, isolata, viene costretta al tenuto.

Sulla penal’touche che si genera, sui 22 metri in attacco dei galletti, la Francia avanza qualche metro, ma quando Mauvaka parte palla in mano, viene portato subito a terra, esponendosi al tenuto forzato da Meyer, tra i migliori in casa italiana.

Il primo vero squillo azzurro a Parigi arriva all’8′, sulla prima mischia della partita, generatasi per un goffo in avanti di Violi: il pacchetto dell’Italia è subito performante, e conquista un penalty per un fallo di Neti, che permette a Garbisi di risalire sin sui 22 offensivi.

Al 13′, dopo una lunga fase di ping pong tattico al piede, vinto in maniera abbastanza regolare dalla Francia – grazie soprattutto al fosforo ed all’accuratezza di Brice Dulin, migliore in campo nel primo tempo – nella fascia centrale della frazione di apertura, arriva un brutto errore di Trulla, che spedisce direttamente fuori un calcio appena oltre i propri 22. Una situazione che si ripeterà, anche con altri interpreti e che costerà caro al team di Smith.

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Azzurri che, tuttavia, palla in mano sono incisivi, vincendo spesso gli impatti, soprattutto con gli ispiratissimi uomini della terza linea. Al 26′, a coronamento di un lungo multifase di qualità, l’Italia marca la prima meta della serata: Marco Zanon, superbo con la Scozia e nuovamente tra i più brillanti, con un paio di corse fa la differenza, battendo un paio di uomini in entrambe le sue accelerazioni, e riportando gli azzurri in zona rossa. Un multifase corroborato dalle cariche avanzanti di Steyn, Zilocchi e Mbandà, e sublimato sull’out sinistro da Paolo Garbisi, che attacca corre fintando una sponda interna per Canna, mandando fuori giri il tentativo di placcaggio di Mauvaka, prima di premiare realmente la corsa vincente di Carlo Canna, che vola in meta per il 5-3.

Gli azzurri, galvanizzati, al 30′ strappano un altro calcio di punizione in chiusa, con il fischio che penalizza nuovamente Neti.  Sulla penaltouche generatasi sulla linea dei 22 d’attacco, possesso italiano mantenuto, e poi carica ficcante verso il centro di Mbandà, prima di un rapido cambio di fronte alla chiusa con Garbisi che attiva all’ala Steyn, la cui corsa tuttavia viene disinnescata proprio a ridosso dei 5 metri, prima che sul multifase successivo, piuttosto lento, benché in zona pericolosa, l’attacco ospite venga vanificato da un gran tenuto forzato dalla difesa transalpina.

Al 34′, nel gioco tattico al piede, errore grave di Garbisi, che calcia direttamente fuori, eseguendo però la pedata leggermente fuori dai 22. Si torna così sul punto per una rimessa laterale con lancio transalpino: possesso mantenuto ed allargamento di qualità sin su Dulin che quasi sull’out sinistro piazza un grubberino insidioso, con Trulla che sventa il pericolo, annullando la meta. La palla però è portata dentro, e va così in scena una mischia letale sui 5 metri, con la prima carica di Danty che è devastante: il centro transalpino abbatte Garbisi e Trulla e va oltre senza patemi, con Jalibert che trasforma e manda la sfida alla pausa sul 10-5.

In avvio di ripresa, al 3′ – dopo un turnover nato da un’indecisione in trasmissione dell’ovale tra Garbisi e Canna -, ottima salita difensiva di Violi, che placca basso su Neti, permettendo a Meyer di piazzare, all’altezza della metà di campo, il secondo tenuto della sua partita.

Al 46′, gli azzurri battono un altro colpo importante in difesa, difendendo al meglio un drive in zona rossa, e forzando il turnover. Al 52′, gli azzurri restano in 14 per 10′, a causa del cartellino giallo estratto a Jacopo Trulla, per un in avanti sull’out di destra in attacco della Francia. Sulla penal’touche successiva, l’Italia ruba palla, e grazie anche ad un fallo transalpino, può uscire dai guai e risalire fin quasi a metà campo.

Il lancio in touche però è molto negativo, con Pesenti che sporca la palla e Villiere ci si fionda, bucando la mal posizionata linea difensiva azzurra, accelerando e volando oltre la linea di meta indisturbato, prima che Jalibert trasformi per il 17-5, con la Francia per la prima volta oltre al break. Al 59′, Violi interviene su Thomas in ritardo, dopo che il francese si è già liberato con un chase per se stesso, portandolo a terra con un mezzo sgambetto che costa un penalty letale agli azzurri, con penal’touche con lancio per i locali dentro i 22.

Possesso francese mantenuto, drive incontenibile e terza marcatura pesante transalpina con la griffe del capitano di giornata, il mediano di mischia Serin. Jalibert trasforma, ed al 60′ è 22-5. Azzurri che patiscono il colpo, e subiscono immediatamente dopo la quarta meta: Dulin contrattacca e brucia Mori, attivando sull’out di destra Thomas che corre indisturbato sino in meta. La fase finale – segnata dal debutto internazionale di Michele Lamaro (subito a suo agio, con almeno tre placcaggi poderosi) e Cristian Stoian – è interlocutoria, con il tasso d’indisciplina azzurro che sale alle stelle, e la perizia gestuale di entrambe le squadre, peraltro, scende inesorabilmente. Proprio all’ultimo secondo, arriva anche la quinta meta locale, con la premiata ditta Woki (che esce dal frontale e gioca uno splendido passaggio decisivo)-Macalou, che va oltre, per il definitivo 36-5. Risultato pesante, per un’Italia deludente – poco incisiva in attacco, con una gestione/esecuzione del gioco tattico al piede rivedibile, e indisciplinata nella ripresa -, soprattutto per la compagine francese scesa in campo, senza diversi titolari per l’accordo LNR-FFR. Un netto passo indietro rispetto alla buona prova contro la Scozia.

La Francia, invece, grazie ai 5 punti conquistati in classifica, vola in finale, dove affronterà – sabato prossimo a Twickenahm – l’Inghilterra.

Il tabellino di Francia-Italia – Autumn Nations Cup

Francia: 15 Brice Dulin, 14 Teddy Thomas, 13 Jean-Pascal Barraque, 12 Jonathan Danty, 11 Gabin Villière, 10 Matthieu Jalibert, 9 Baptiste Serin (c), 8 Anthony Jelonch, 7 Sekou Macalou, 6 Cameron Woki, 5 Baptiste Pesenti, 4 Kilian Geraci, 3 Dorian Aldegheri, 2 Peato Mauvaka, 1 Rodrigue Neti
A disposizione: 16 Teddy Baubigny, 17 Hassane Kolingar, 18 Uini Atonio, 19 Cyril Cazeaux, 20 Swan Rebbadj, 21 Baptiste Couilloud, 22 Louis Carbonel, 23 Yoram Moefana

Marcatori Francia

mete: Danty, Villiere, Serin, Thomas, Macalou
trasformazioni: Jalibert (3), Carbonel
punizioni: Jalibert (1)

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Jacopo Trulla, 13 Marco Zanon, 12 Carlo Canna, 11 Luca Sperandio, 10 Paolo Garbisi, 9 Marcello Violi, 8 Braam Steyn, 7 Johan Meyer, 6 Maxime Mbanda, 5 Niccolò Cannone, 4 Marco Lazzaroni, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi (c), 1 Danilo Fischetti
disposizione: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Simone Ferrari, 18 Pietro Ceccarelli, 19 Cristian Stoian, 20 Michele Lamaro, 21 Stephen Varney, 22 Tommaso Allan, 23 Federico Mori

Marcatori Italia

mete: Canna (26′)
trasformazioni:
punizioni:

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