Il caso del Collegno Rugby costretto a traslocare

Una vicenda, purtroppo non insolita, cui la dirigenza è prontamente riuscita a trovare una soluzione alternativa.

Il campo del Collegno Rugby nell'impianto S. Allende

Il campo del Collegno Rugby nell’impianto S. Allende

La problematiche legate agli impianti sportivi, alla loro gestione e condivisione sono purtroppo abbastanza frequenti nella cronaca rugbistica, ma non solo. L’ultima in ordine di tempo riguarda il club piemontese del Collegno Rugby, nato nel 2014 e che vanta oggi oltre 200 tesserati che vanno dalla Under 6 alla Under 18 fino alla prima squadra maschile oltre a un gruppo di ragazze che giocano in Serie A con il Biella.
Il Collegno, sesta realtà regionale per numero di iscritti, fino alla scorsa stagione disputava allenamenti e partite nell’impianto “S. Allende” di Collegno condividendo parte delle strutture con una delle società calcistiche locali, ma avendo all’interno delle stesse un terreno di gioco dedicato.
Lo scorso giugno, il bando per la concessione dell’impianto è stato vinto dalla società di calcio, con conseguente assegnazione della gestione della struttura a quest’ultima, lasciando il Collegno Rugby senza campo di gioco in un periodo già di per sé molto difficile per tutte le società sportive.

Nelle scorse settimane anche la FIR è intervenuta tramite il suo segretario federale per aiutare le 200 famiglie dei ragazzi tesserati chiedendo e ottenendo dal Sindaco e dall’Assessore allo Sport del Comune di Collegno un incontro per verificare possibili soluzioni.

Nel frattempo, la FIR ha sottoposto il bando al suo ufficio legale, il quale ha rilevato alcuni vizi. Il segretario federale ha fatto presente ciò, per via epistolare, al Sindaco e questi ha ritenuto di rinviare l’incontro in attesa che venissero chiariti, dai legali delle due parti, gli aspetti posti in luce dalla Federazione.
In una successiva missiva al Primo Cittadino, la FIR ha specificato che l’incontro non voleva vertere sulle questioni legate al bando bensì avere un approccio propositivo, manifestando la volontà di proporre un progetto per la realizzazione di un nuovo campo da rugby a cui la stessa FIR, in quota parte, avrebbe partecipato economicamente.

Lo slittamento dell’incontro rischiava di porre il Collegno Rugby nell’impossibilità di rispettare la scadenza del 22 settembre, data entro la quale (come previsto dalla nuova normativa federale dettata dall’emergenza COVID19) i club devono comunicare alla FIR la sede del campo di gioco e le sue dimensioni, condizione essenziale per potersi iscrivere ai campionati della stagione 2020/21.

È da sottolineare che, animata dal più genuino spirito che contraddistingue il nostro sport, la dirigenza del Collegno Rugby non si è data per vinta e ha immediatamente trovato una soluzione accasandosi in un impianto nel vicino comune di Grugliasco, dove da oggi ricominceranno gli allenamenti dei 200 ragazzi.
In attesa di capire quali potranno essere gli sviluppi, auspicando che si possa trovare presto una soluzione per cui il Collegno torni a giocare nel suo comune, la speranza – per tutto lo sport – è che situazioni di questo tipo possano essere sempre più rare. Al Collegno e alle tante società che ogni giorno combattono con mille difficoltà per proseguire al meglio la loro attività va il nostro in bocca al lupo.

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