A che punto sono gli infortunati delle Zebre?

Ne abbiamo parlato con Rocco Ferrari, responsabile medico della franchigia ducale

Zebre Rugby (ph. Luca Sighinolfi)

Prima della lunga pausa forzata, in casa Zebre c’erano sei indisponibili, costretti ai box da infortuni più o meno gravi. Due di loro, Edoardo Padovani e Charlie Walker, hanno lasciato Parma per altri lidi. Gli altri, invece, a che punto sono, nel loro percorso di recupero? Ne abbiamo parlato con Rocco Ferrari, responsabile medico del club ducale.

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Dottor Ferrari, partiamo da Tommaso Castello, il più rappresentativo tra i giocatori ai box. Come sta?

Come vi aveva raccontato negli scorsi mesi, il suo infortunio è stato molto grave ed il tentativo di forzare i tempi per provare a disputare il Mondiale, con il senno di poi, non ha migliorato la situazione. In Italia, peraltro, nessuno riusciva realmente a darci indicazioni chiare, così ci siamo affidati al dottor Calder, luminare inglese del piede – da lui vanno tutti i grandi calibri del rugby UK, ma anche i calciatori della Premier League di calcio -, che ha dettato i tempi di recupero in modo preciso e tutto – da quando Tommy è seguito da lui – è andato alla grande, con ottimi risultati. Il ragazzo ha mostrato miglioramenti costanti, ed oggi è al 90%. A metà luglio avrà un’ultima visita di controllo e si deciderà come proseguire nell’ultimo piccolo step verso il suo ritorno in campo, che comunque pensiamo possa andare in scena all’inizio della prossima stagione, tra ottobre e novembre.

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Marco Manfredi, invece, ha recuperato?

Manfredi ha lavorato tantissimo nel periodo di stop forzato. Sta terminando il recupero post operazione al menisco e sta molto bene. Per agosto contiamo di rivederlo in campo. La quarantena ha giocato anche in favore di Paolo Buonfiglio, che, infortunatosi alla caviglia nel corso dell’inverno con Mogliano, ha sfruttato questi mesi per superare definitivamente il problema. Ora è pienamente a disposizione di coach Bradley, così come Eduardo Bello e Michelangelo Biondelli, che hanno risolto i loro problemi, di entità decisamente inferiori a quelli dei colleghi.

Come avete lavorato, con gli infortunati che avevano subito un’operazione chirurgica, in questo periodo così complesso?

Dobbiamo ringraziare il nostro responsabile dell’area fisioterapica, Matteo Cavalca, che ha messo a disposizione la palestra all’interno del suo studio ambulatoriale. In tutto il periodo di stop – tolti solamente 15 giorni – i pazienti post chirurgici hanno sempre potuto ricevere trattamenti di fisioterapia, con Teo Turchi, elemento dello staff che si è messo a disposizione dei ragazzi che avevano necessità, quotidianamente.

Avete sfruttato questa situazione per fare qualcosa di particolare?

Durante il lockdown, nonostante i diversi lati negativi della cosa, c’è stato anche un aspetto molto positivo. Abbiamo potuto lavorare con accuratezza e decisamente più calma del solito su alcune situazioni particolari, legate a fastidi cronici – non particolarmente gravi, ma fastidiosi -, sulle quali, nel corso di un’annata normale non si riesce ad intervenire come si vorrebbe. Ne siamo soddisfatti.

La ripresa è iniziata bene?

Il ritorno è stato ottimo. Nessun problema particolare in avvio. Ora, purtroppo, stiamo riscontrando qualche acciacco muscolare. Ma lo avevamo messo in preventivo, e per fortuna non si tratta di nulla di grave.

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