Italrugbystats: i numeri dell’Italia nelle prime due partite del Sei Nazioni 2020

Le statistiche azzurre più interessanti dopo le sfide contro Galles e Francia, pensando alla Scozia…

Callum Braley (ph. Sebastiano Pessina)

Nuova puntata della rubrica dal titolo “80° minuto” curata da Italrugbystats, una pagina che parla del rugby italiano attraverso numeri e statistiche. “80° minuto” è pensata come un approfondimento che utilizza i valori matematici espressi in campo per interpretare la storia della partita attraverso i numeri che la caratterizzano.

Nella prima, complessa, uscita con il Galles, la nuova idea di un’Italia di possesso, che giochi e decida i ritmi della gara si è vista soltanto a tratti e in modo non troppo convincente. Il dato, pur incoraggiante di per sé sul possesso (51%), si scontra con quello sul territorio (46%), che aiuta a capire come il mantenimento dell’ovale ci fosse permesso principalmente ad una distanza di sicurezza dalla zona rossa avversaria. Questo problema lo ritroviamo in maniera molto simile anche nella partita contro la Francia, dove nonostante un dato leggermente migliore sul possesso (54%), la percentuale di territorio resta invariata.

Anche per quanto riguarda la ricerca dello spazio e del gioco al largo, l’altro aspetto innovativo fortemente voluto da Smith, ne troviamo traccia fin da subito. Nella prima gara, infatti, l’Italia ha passato il 58% dei possessi (199 su 344), attaccandone soltanto il 37%, con un rapporto di 1.56 passaggi di media per ogni attacco, a cui si aggiunge il 52% di uscite dai 22 palla in mano.
L’efficacia di questi attacchi, tuttavia, non deve essere stata quella voluta, considerando che le 127 corse finali hanno portato ad una media di 6.7 metri corsi ciascuna completati da 3 clean break, contro gli 8.6 metri di media per ogni corsa degli avversari (98). Il problema dell’efficacia offensiva è sottolineato anche dai dati sulla conquista della linea del vantaggio, con i Gallesi che ci superano del 10%.

Ad una settimana di distanza, nella gara contro la Francia, la gestione dei possessi è leggermente cambiata con un Italia che ha passato molto meno (50%) e attaccato molto di più (43%), con un rapporto di 1.17 passaggi di media per ogni attacco.
Allo stesso modo, anche l’efficacia, che come visto è stato uno dei principali problemi contro il Galles, è leggermente migliorata, con il 20% degli attacchi che sono riusciti a guadagnare la linea del vantaggio (+2% rispetto alla Francia) e il 45% degli attacchi che sono riusciti a superarla (-4% rispetto alla Francia). Anche la conversione di attacchi in metri è stata migliore rispetto alla prima giornata, con 6.7 metri conquistati in media per ogni corsa (contro i 7.3 dei Francesi).

Singoli

Una presenza offensiva individuale costante nelle due partite è stata quella di Jake Polledri. Il forte flanker di Gloucester, infatti, è passato senza battere ciglio dai 10 attacchi con l’89% di efficacia, 44 metri corsi e 1 difensore battuto contro il Galles (EPM = .59 e eEPM = .57), agli 11 attacchi sempre con l’89% di efficacia e, stavolta, 72 metri corsi contro la Francia (EPM = .91 e eEPM = .88). Ottimo anche l’impatto offensivo di Sebastian Negri, che nelle due gare si è reso protagonista di due prestazioni molto simi: contro il Galles ha attaccato 13 volte con il 73% di efficacia e 88 metri corsi e (EPM = .64 e eEPM = .58), mentre contro la Francia ha attaccato 14 volte, con il 71% e 86 metri corsi (EPM = .80 e eEPM = .70). Specialmente contro il Galles, una buona prova offensiva è stata fornita anche da Callum Braley. Il mediano neo-leone ha attaccato 5 volte, con il 100% di efficacia, guadagnando 24 metri. Invece, contro la Francia, nonostante il cambio di ruolo, è stato Matteo Minozzi a mettere a referto ottimi numeri, con 8 corse, ed il 100% di efficacia, per 100 metri corsi.

Alla vigilia i principali dubbi difensivi si concentravano sulla possibilità di Canna di gestire un canale che sarebbe stato puntato da due centri molto verticali come quelli Gallesi (soprattutto considerando la maglia numero 13 “prestata” a George North). Il mediano delle Zebre, invece, ha smentito tutti con due prestazioni incredibilmente solide: 17 placcaggi con il 100% di efficacia nella prima giornata, 16 con il 94% nella seconda (seppur macchiata da una indisciplina troppo presente, che è costata alla nazionale 4 punizioni contro).
Nonostante queste prestazioni, la nazionale ha faticato non poco ad arginare gli attacchi avversari. Nella partita contro il Galles, l’efficacia difensiva si è fermata all’89% con gli avversari che hanno guadagnato la linea del vantaggio nel 18% degli attacchi, e la hanno superata nel 58%. Numeri leggermente migliori con la Francia, nella quale l’efficacia ha superato, seppur di poco il 90% (91) e gli attacchi vincenti dei Galletti si sono “fermati” al 67% (49% oltre la linea del vantaggio e 18% sulla linea del vantaggio).

Oltre a Canna, buoni numeri difensivi sono arrivati anche da Niccolò Cannone che, all’esordio in nazionale contro il Galles, ha completato 15 placcaggi, con il 94% di efficacia (EPM = .70 e eEPM = .65) e, ancora una volta, da Callum Braley, con 11 placcaggi e il 100% di efficacia. Nota di merito anche per Alessandro Zanni, leader silenzioso che nella gara disputata fa tutto con straordinaria efficacia: 2 attacchi e 8 placcaggi entrambi con il 100% di efficacia (EPM = .59 e eEPM = .59).
Contro la Francia, invece, sontuosa performance del solito Jake Polledri, con 25 placcaggi (94% di efficacia) e di Andrea Lovotti, con 16 placcaggi e il 94% di efficacia.

Dove la Nazionale sembra dare l’idea di aver spazio per un netto miglioramento è la fase di conquista e, soprattutto, di mantenimento dei possessi.
Se, infatti, la mischia è partita bene, ma non benissimo, con il Galles (75% di mantenimento delle proprie mischie, con 3 punizioni e 1 calcio libero guadagnati, a monte di 1 punizione e 3 calci liberi concessi), è cresciuta oltremodo a Parigi fino ad essere un punto di forza contro la Francia (100% di mantenimento delle proprie mischie, con 2 punizioni e 1 calcio libero guadagnati, a monte di zero concessi). La touche, invece, è rimasta una sicurezza nell’arco di entrambe le gare (14 tirate, di cui due veloci contro il Galles con il 93% di efficacia, +6% rispetto all’avversario; 7 tirate con l’89% di efficacia contro la Francia, +9% rispetto all’avversario).

Il tasto dolente è invece rappresentato dai raggruppamenti, sia a terra che in piedi. Gli azzurri, che si presentavano al torneo con la maul come una delle soluzioni più efficaci nei club, hanno faticato in entrambe le gare nel mantenimento dell’ovale, con rispettivamente il 93%, con tre palle rubate contro il Galles, e il 95% con altrettanti turnover contro la Francia. Nel primo match, grande mole di lavoro oscuro per capitan Luca Bigi (33 interventi), Niccolò Cannone (23 interventi) e Braam Steyn (19 interventi). Buono anche l’apporto di Jake Polledri, autore degli unici 2 “scippi” della gara.
Nel secondo test, invece, da sottolineare l’ottima prestazione di Dean Budd (33 interventi) che secondo il nostro player rating è risultato essere il terzo giocatore migliore delle giornata, e dei soliti Niccolò Cannone (31) e Luca Bigi (27 interventi e 1 rubata).

A fronte ad una striscia di sconfitte internazionali che diventa ogni giorno più ingombrante, la prima Italia di Smith si è presentata estremamente (anche troppo) coraggiosa. La dura sconfitta subita contro il Galles ha, inevitabilmente, riaperto ferite di insicurezza. Ciononostante, la reazione contro la Francia è stata notevole e niente affatto scontata. Un passo avanti netto, che, però, dovrà essere solo il primo di tanti, per pensare ad un’Italia realmente competitiva.

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