Sei Nazioni femminile, l’Italia di Lucia Gai: “In Galles vogliamo vincere. Puntiamo a crescere ulteriormente”

Intervista all’avanti del gruppo di Di Giandomenico, che analizza il possibile cammino delle azzurre nel torneo

ph. Luca Sighinolfi

E’ una delle veterane azzurre, eppure l’inizio del Sei Nazioni le fa sempre un effetto nuovo, strano, positivo. Lucia Gai, professione pilone, è una delle leader del gruppo allenato da Di Giandomenico che si affaccia al torneo 2020 carico di aspettative e con la voglia di proseguire sulla strada intrapresa ormai da qualche anno per lanciarsi poi verso il Torneo di Qualificazione ai Mondiali che si terrà fra qualche mese. Noi di Onrugby l’abbiamo intervistata.

Arrivate al Sei Nazioni dopo due Test Match di novembre non facilmente decifrabili, ma che hanno lasciato un po’ di aurea negativa intorno a voi: tu che sensazioni hai?
“Effettivamente è stato tutto un po’ strano. Abbiamo affrontato un Giappone che aveva già disputato altre partite e con una condizione fisica migliore rispetto alla nostra, mentre con l’Inghilterra sapevano a quale avversario saremmo andate incontro e quale forza possiedono. Ciò detto, non dobbiamo mollare.
Personalmente sono felice e anche un po’ emozionata nel ricominciare a vivere e respirare il Sei Nazioni, perchè in realtà non ci si abitua mai abbastanza. La prima partita col Galles dobbiamo vincerla, inutile nasconderci: sono al nostro stesso livello e in caso di successo questo ci consentirebbe di arrivare ad occupare la quinta posizione nel ranking mondiale, un buon viatico per affrontare il successivo torneo di qualificazione ai Mondiali. Non voglio guardare oltre: dobbiamo pensare a una partita alla volta, è già impegnativo così”.

La gioia per il risultato dell’anno scorso, mista anche a un po’ di stupore, ha caratterizzato il vostro Sei Nazioni: come si può ripetere la cavalcata del 2019 impostando anche una crescita costante nel gioco?
“Se prendiamo il punto di partenza e il punto di arrivo della manifestazione, all’interno del torneo abbiamo più o meno sempre dimostrato una crescita di squadra. Sarebbe bello ripetere i risultati dell’anno scorso, anche se nel 2019 proprio il Galles ci ha bloccate a Lecce sul pareggio.
La partita più dura, oltre a quella contro l’Inghilterra, sarà sicuramente la trasferta in Francia: contro di loro è sempre una sfida davvero tosta. Ci attende quindi un inizio non facile”.

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Una domanda specifica sul tuo ruolo da prima linea e sulle avanti in generale. Vi sentite più coinvolte in un “rugby totale” rispetto al passato?
“Sicuramente si. Abbiamo dinamismo e velocità, sappiamo passare il pallone. Rispetto alle prime linee delle altre formazioni siamo le più piccole fisicamente, questo ci obbliga a lavorare anche su altri fondamentali come la tecnica. Cerchiamo di tenere testa a tutti nel gioco chiuso per poi far valere le nostre armi negli spazi aperti. E’ “moderne” la parola che utilizzerei”.

Un focus specifico su di te invece: quale aspetto migliorato del gioco, ti renderebbe felice al termine di queste cinque partite?
“L’aspetto in cui mi sento più debole in questo momento è quello relativo ai placcaggi: è una cosa altalenante, che anche personalmente non riesco a valutare se non con grande autocritica. Inoltre vorrei avere una dose di istintività maggiore da poter sfruttare negli ottanta minuti di gara, a volte sono troppo “schematica” nella scelte. E infine vorrei aggiungere anche un po’ di aggressività al mio gioco: un’altra area personale su cui devo lavorare”.

L’importanza del World Rugby Ranking femminile per l’Italia, in ottica qualificazione alla RWC 2021

Adesso con un’ideale macchina del tempo pensiamo di arrivare alla quinta giornata del torneo: Padova, la casa del rugby femminile negli ultimi anni, e la sfida contro l’Inghilterra, la nostra bestia nera, cosa vedi?
“Spero innanzitutto che ci sia il solito alto numero di spettatori alla partita. Le inglesi si sa che sono un osso duro, anche se il fatto di averle affrontate a novembre, con nuove giocatrici appena inserite nel nostro gruppo, potrà aiutarci; dal momento che tutte noi avremo già “preso visione” delle avversarie.
Ogni partita poi è una storia a se, ma è chiaro che giocare in casa ci aiuterà: infondo, tolta la Francia, la nostra è forse una delle squadre che fa più punti contro l’Inghilterra”.

L’ultima domanda: Test Match novembre 2019, Sei Nazioni 2020 e Torneo di Qualificazione alla prossima Coppa del Mondo. Quanto è difficile preparare un anno così denso di appuntamenti per il rugby femminile?
“Il Sei Nazioni e il Torneo di Qualificazione Mondiale richiedono grande impegno e quindi anche grande organizzazione da parte nostra, dal momento che tante di noi lavorano. Siamo felici però del fatto che la FIR, per quanto riguarda il nostro universo, e World Rugby, in generale, siano attente allo sviluppo del rugby femminile. Sappiamo che in futuro dovremmo affrontare stage e amichevoli per arrivare al meglio all’appuntamento che vale l’accesso al Campionato del Mondo. Vedremo poi se in futuro le facilitazioni sull’asse lavoro-sport proseguiranno per aiutarci sempre di più ad alzare il livello del gioco e delle competizioni”.

Di Michele Cassano

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