Slow Motion #26: The Full Monty

La meta dell’ala australiana dei biancoverdi è la vincitrice della settimana, anche per l’importanza del momento

ph. Ettore Griffoni

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

Il weekend europeo ha regalato diverse one man tries, imprese incredibili di singoli giocatori come Cheslin Kolbe di Tolosa contro i Wasps, o come Matthew Morgan per i Cardiff Blues contro i Saracens. La meta che abbiamo scelto di premiare questa settimana, però, ha un importante coefficiente dovuto al peso specifico della marcatura nella partita, al rapporto di forze fra le squadre in campo, all’importanza del risultato finale.

I 5 punti segnati da Monty Ioane all’ultimo minuto di Benetton-Harlequins sono stati infatti fondamentali per rilanciare le ambizioni di passaggio del turno dei biancoverdi, importanti per dare ai Leoni quella statement win che in questa stagione ancora mancava e infine speciali per le varie iniziative che si erano accumulate su sabato: il taglio dei capelli per Nasi Manu e la riapertura della tribuna est coperta.


L’azione negli highlights incomincia a 1:35
Tutto incomincia da una mischia vicino ai 22 metri degli Harlequins, con introduzione proprio per i londinesi. Seppure in superiorità numerica, con appena un minuto e mezzo da giocare e il punteggio in parità, gli ospiti preferiscono giocare al piede. Il punt di Marcus Smith è pedissequo, e finisce facilmente fra le braccia di un buon contrattaccante come Jayden Hayward.

Quando il 15 dei biancoverdi decide di contrattaccare si trova in una situazione di inferiorità numerica, con un solo compagno vicino, ma il muro difensivo avversario è tutt’altro che solido. E’ rimasto infatti in colpevole ritardo nella salita il numero 19 degli Harlequins Ben Glynn: Hayward sfrutta allora lo spazio lasciato libero dal seconda linea, battendo Joe Marchant all’interno e riportando il pallone fino alle porte dei 22 avversari.

E’ chiara anche la differenza di atteggiamento fra le due squadre: i Leoni ruggiscono, gli arlecchini sono remissivi. Lo si vede anche nel punto d’incontro, dove nessun avversario cerca di rallentare l’uscita dell’ovale o di contenderlo.

Si gioca un tre contro due in 12/15 metri sull’out di sinistra. Sgarbi scarica subito su Sperandio, con quest’ultimo che è eccellente nell’attrarre su di sé l’ultimo avversario e scaricare poi su Monty Ioane dopo aver assorbito il contatto. L’ala australiana, poi, recita il suo brano preferito: finalizzare nonostante gli avversari. A niente servono i due tentativi di placcaggio: la voglia di vincere la partita è troppa.

Lorenzo Calamai 

onrugby.it © riproduzione riservata
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