Le Sevens World Series danno spettacolo in Sudafrica

Le Fiji tornano al successo battendo gli Stati Uniti, che vanno però a guidare la classifica

Mandatory Credit: Kelley L Cox-USA TODAY Sports

Se il buongiorno si vede dal mattino, le prime due tappe delle Sevens World Series 2018-2019 promettono una stagione imprevedibile e spettacolare.

A Città del Capo sono le Fiji a tornare al successo -con il loro gioco veloce e ricco di offload- battendo in finale gli Stati Uniti, che passano però a guidare la classifica generale forti di due piazzamenti al secondo posto.
Proprio gli States eliminano in semifinale gli All Blacks, che avevano vinto nella tappa d’esordio a Dubai, e che poi perdono anche la finale per il bronzo, sconfitti dai padroni di casa sudafricani.
Ora le prime tre squadre -Stati Uniti, Nuova Zelanda e Fiji- sono racchiuse in soli tre punti, con Inghilterra e Sudafrica che le tallonano da vicino.

Il weekend delle Series al Cape Town Stadium era già iniziato con alcuni risultati a sorpresa, e tante gare ricche di spettacolo.
Nei gironi, Samoa riesce addirittura a battere i tuttineri (21-17), dopo una sfida con tre mete per parte e gli isolani perfetti dalla piazzola. Anche la Spagna porta a casa un poco pronosticabile 35-12 sull’Argentina, mentre Fiji-Inghilterra si gioca ad altissima intensità e finisce 21-19 per i campioni olimpici, nonostante il gran tentativo di rimonta inglese nei minuti finali.
A chiudere la fase qualificatoria è il big match tra Nuova Zelanda e Sudafrica. Ai neozelandesi serve vincere per scampare la clamorosa eliminazione, dopo il passo falso con Samoa: in vantaggio all’intervallo, si fanno superare dai Blitzboks al 13′ e impattano sul 21-21 al termine del tempo regolamentare. Decisiva, nell’extra time, la marcatura di Koroi, che riporta sul giusto binario il weekend degli All Blacks.

Ai Quarti i rapporti di forza di questo inizio stagione vengono invece rispettati abbastanza fedelmente: Fiji travolge la Spagna; il Sudafrica regola una Scozia battagliera ma inferiore dal punto di vista tecnico; la Nuova Zelanda batte l’Australia, chiudendo il primo tempo sul 21-5 e resistendo al ritorno degli Aussies nel finale di gara.
Più equilibrata solo la sfida tra Stati Uniti e Inghilterra, con gli europei che si portano due volte in vantaggio, ma vengono raggiunti e scavalcati da due mete firmate Danny Barrett negli ultimi tre minuti.

Le semifinali si aprono con il confronto diretto tra le due superpotenze delle World Series lo scorso anno, Fiji e Sudafrica. Il match mantiene le promesse ed è di altissimo livello, sia fisicamente che tatticamente. Padroni di casa che devono comunque rinunciare per infortunio sia al capitano Philip Snyman che a Muller du Plessis.
Blitzboks in vantaggio dopo due minuti, con spettacolare reazione figiana e oceanici che chiudono la prima frazione in vantaggio 12-5. Specman riapre i giochi, riequilibrando il punteggio; ma nel finale è Naduva a trovare la meta che vale l’accesso in finale.
Dall’altra parte del tabellone si sfidano invece All Blacks e Stati Uniti, remake della finale di Dubai. Questa volta i nordamericani dettano legge: quattro mete nei primi 7′ di gioco, con squadre a riposo sull’eloquente punteggio di 19-0, e finale 31-12 che non lascia comunque spazio a recriminazioni tuttonere. La meta di Barrett merita di essere rivista per un tuffo degno del salto in alto.

Si arriva quindi alla finalissima, dove le parti si invertono. Fiji colpisce tre volte gli States prima dell’intervallo, con un parziale di 17-0. Tardiva e insufficiente la reazione delle Eagles, che nonostante tre mete a referto nella ripresa chiudono a considerevole distanza: 29-15.
Apre le marcature capitan Kalione Nasoko, con una fuga solitaria dopo una bella fase difensiva figiana. Quindi due “regali” avversari permettono , prima a Botitu e poi a Mocenacagi, di schiantare difesa (e morale) degli Stati Uniti. Ancora Botitu va in meta in apertura del secondo tempo; inutili a quel punto le due mete di Ben Pinkelman e quella di Carlin Isles, intervallate ancora da una marcatura dei campioni olimpici.

La finale per il terzo posto è invece avara di punti, nonostante il tanto gioco macinato sia dal Sudafrica che dagli All Blacks. Neozelandesi in vantaggio con Molia, quindi Kok taglia il campo in diagonale e firma il 5-5 che dura fin quasi a fine gara, grazie anche a una serrata difesa tuttonera. Al 13′ Dewald Human raccoglie un offload di Davids e segna la meta del 10-5 che mette la medaglia di bronzo al collo dei padroni di casa.
Nel trofeo Challenge, arriva nuovamente in finale il VII di Samoa, ma qui si deve piegare ai Pumas argentini, che dopo una Pool da dimenticare trovano il riscatto parziale nella giornata di domenica battendo nell’ordine Kenya, Canada e appunto i samoani.

Dream Team di tappa composto dai figiani Nasoko e Naduva, dagli statunitensi Huges e Barrett, quindi il samoano Afamasaga, il neozelandese Molia e l’intramontabile bokke Rosko Specman.
Il doppio argento, conquistato sia a Dubai che a Città del Capo, permette a Perry Baker e compagni di portarsi in testa alla classifica aggregata delle Series, con Stati Uniti a 38 punti, uno in più degli All Blacks e tre davanti a Fiji.
Prossimo appuntamento il 26 e 27 gennaio ad Hamilton, in Nuova Zelanda.

Men’s Sevens World Series

Gironi
Pool A: Sudafrica 7, Nuova Zelanda 7, Samoa 7, Zimbabwe 3
Pool B: Stati Uniti 9, Spagna 7, Argentina 5, Giappone 3
Pool C: Fiji 9, Inghilterra 7, Francia 5, Kenya 3
Pool D: Australia 9, Scozia 7, Canada 5, Galles 3

Quarti di finale

Sudafrica v Scozia 21-12
Fiji v Spagna 46-7
Nuova Zelanda v Australia 26-17
Stati Uniti v Inghilterra 19-12

Semifinali

Fiji v Sudafrica 17-12
Stati Uniti v Nuova Zelanda 31-12

Finali

Challenge: Argentina v Samoa 38-14
Bronzo: Sudafrica v Nuova Zelanda 10-5
Oro: Fiji v Stati Uniti 29-15

Classifica: Stati Uniti 38, Nuova Zelanda 37, Fiji 35, Inghilterra 30, Sudafrica 29, Australia 25, Scozia 20.

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