Sevens World Series: doppietta neozelandese negli Emirati

A Dubai gli All Blacks e le Black Ferns sul gradino più alto del podio, in un remake della 7s World Cup

Doppia Haka neozelandese a Dubai 7s

Ph. World Rugby

Doppietta neozelandese nella tappa di Dubai delle Sevens World Series, giocata questo weekend.
In un remake della Coppa del Mondo dello scorso luglio, il gradino più alto del podio negli Emirati si è tinto di tuttonero, sia in ambito maschile che femminile.
Prima ci hanno pensato le Black Ferns, dominando il secondo appuntamento della stagione, e segnando già un netto divario rispetto alle avversarie. Quindi la giornata d’esordio del torneo maschile, con il ritorno al successo degli All Blacks, che qui non vincevano dal 2009.

Tra gli uomini, non sono mancate le sorprese. Sudafrica e Fiji escono infatti entrambe quarti: Blitzboks per mano degli inglesi, con un netto 22-5; isolani battuti dagli Stati Uniti 24-14. Per Nuova Zelanda e Australia, invece, il cammino nel primo turno eliminatorio procede senza intoppi, con facili vittorie su Scozia e Argentina.
Proprio l’Inghilterra gioca poi una semifinale molto tirata con gli All Blacks, con una sola meta per parte: a fare la differenza è la trasformazione neozelandese, per il 7-5 che vale la finale. Gli inglesi ci provano per quasi tutto il secondo tempo, ma la difesa kiwi è perfetta: ben 42 i placcaggi in poco più di 14′ di gioco.
Dall’altra parte del tabellone è il VII di Perry Baker ad avere la meglio sugli Aussies, vincendo 22-17. Americani due volte in vantaggio, quindi la rimonta e il sorpasso australiano sotto la guida di Porch. Ma nei minuti finali arrivano il pareggio e il contro-sorpasso degli States, a firma rispettivamente di Tomasin e Barrett.

In finale si trovano quindi davanti Nuova Zelanda e Stati Uniti. Dopo oltre cinque minuti senza marcature, ma di grande intensità di gioco, Tone Ng Shiu porta in vantaggio i tuttineri. La replica a stelle e strisce arriva dalle gambe di Tomasin, che sfrutta la temporanea superiorità numerica dopo un giallo a Masirewa. Gli All Blacks tornano però in campo determinati a riprendersi l’oro nelle Series. Ci pensano prima Dylan Collier e poi McGarvey-Black a fissare il punteggio finale su 21-5 per il VII neozelandese.

Per il bronzo è invece sfida all’ultimo punto, con l’Inghilterra che riesce ad avere la meglio sull’Australia per 15-14 con una meta di Glover nel final play che consente il sorpasso al fotofinish. Il merito va però diviso almeno a metà con capitan Mitchell, autore di un potente break nella difesa australiana, e offload vincente al compagno di squadra.
A Sudafrica e Fiji non resta che sfidarsi nelle retrovie, giocandosi il quinto posto: vincono i campioni olimpici, grazie a un’azione di gran carattere da parte dell’esordiente Tuimaba nell’extra-time, e nonostante le tre belle mete messe a segno per i Blitzboks da Muller Du Plessis durante i tempi regolamentari.
Samoa, mancata la qualificazione ai Quarti soltanto per la differenza punti, si porta a casa il Challenge Trophy, battendo 33-24 la Francia.

La classifica parte già rivoluzionata rispetto al finale della scorsa stagione: Nuova Zelanda in testa, a 22 punti, con i detentori del Sudafrica a 10 lunghezze e figiani due punti avanti a loro.
Nel Dream Team di tappa, maggioranza inglese con Norton, Mitchell e Waddleton, quindi gli australiani Longbottom e Porch, il neozelandese Knewstubb (anche Player of the Match in finale) e l’argentino Marcos Moroni.

In campo femminile, invece, il dominio neozelandese era già previsto sulla carta, e così è stato, lasciando alle altre Nazionali solamente le sfide per i gradini più bassi del podio. Il Canada, al momento, è la seconda forza del torneo, mentre alle loro spalle Stati Uniti, Australia e Francia mostrano ancora parecchia discontinuità.

L’Australia conquista a Dubai, non senza soffrire, il terzo posto. Dopo un disastroso esordio nei gironi -qualificata solo grazie ai ripescaggi- nella fase eliminatoria trova le due Nazionali che l’avevano battuta il primo giorno. Ai Quarti, rivincita sull’Inghilterra con un perentorio 27-12. Poi la sconfitta con il Canada in semifinale e la finale per il bronzo con gli Stati Uniti. Parità all’intervallo e anche al termine dei 14’ regolamentari: si va al final play con possesso statunitense, ma la stanchezza gioca un brutto scherzo alle nordamericane, che vanificano un break in attacco, potenzialmente decisivo, e riescono a prendere ben due gialli nella stessa azione. Con una superiorità numerica schiacciante in campo (7 contro 5) è facile per le Aussies piazzare la marcatura della vittoria, e risalire sul podio.

In ogni caso la differenza di entrambe le squadre rispetto alle Black Ferns pare incolmabile. Le detentrici australiane paiono regredite rispetto allo scorso anno, con tanti errori anche nei passaggi; pesa sicuramente anche l’assenza di una top player come Emma Tonegato. Le statunitensi, pur essendo in gran crescita, devono ancora mettere a freno l’irruenza, essere più disciplinate e costanti.

In finalissima ci prova il Canada ad arginare le tuttenere. Ma, anche in questo caso, il divario si sente.
Black Ferns che passano in vantaggio con una penetrazione di Fitzpatrick, quindi le canadesi che riequilibrano grazie a un’invenzione di Landry: calcio dalla propria metà campo, corsa nei 22 neozelandesi a recuperare l’ovale e da lì, con caparbietà, fino in metà nonostante i placcaggi avversari. Il primo tempo si chiude con Nathan-Wong che vede un buco nello schieramento difensivo canadese e -con una linea di corsa perfetta- riporta in vantaggio le tuttenere.
Nella ripresa allungo neozelandese con Broughton, grazie a un’altra bella azione solitaria che sfrutta, fulminea, il piazzamento non perfetto del VII avversario. Poi Greenshields prova a riaprire il match, con una cavalcata dai propri 22 fino sotto i pali. Ma un giallo per placcaggio alto a Bianca Farella -una delle colonne canadesi, decisiva in molti altri match del weekend a Dubai- segna la capitolazione definitiva. In superiorità numerica, le Black Ferns affondano il colpo del k.o. A 2’ dalla sirena, Fitzpatrick ubriaca due avversarie, quindi offload per Nathan-Wong: quarta meta e gap che diventa ormai incolmabile. Michaela Blyde non mette a referto punti ma riesce anche a fare uno spettacolare placcaggio difensivo, recuperando parecchi metri a Landry quando la capitana canadese sembrava destinata ad andare in meta. L’ovale torna in mano neozelandese fino alla sirena: 26-14 il finale.

Da segnalare, infine, il successo cinese al Challenge Trophy, grazie a due vittorie su Fiji in semifinale e Spagna in finale. La Cina è all’esordio come “core team” nelle Series femminili quest’anno, ma dimostra di avere grinta, carattere e determinazione.

Classifica con Nuova Zelanda avanti di sei punti sul Canada: a un terzo del percorso mondiale (due tappe su sei), e visto il gioco fin qui espresso, le Black Ferns sono già da ora le assolute favorite per la conquista del titolo finale. Il podio pare essere quindi una sfida tra le due nordamericane -canadesi e statunitensi- e le campionesse uscenti australiane, con la Francia invece in una fase di declino rispetto ai fasti dello scorso anno.

Prossimi appuntamenti 7S già l’8 e 9 dicembre per il torneo maschile, a Città del Capo, in Sudafrica, dove i Blitzbokke indosseranno una speciale maglia celebrativa dei 100 anni della nascita di Nelson Mandela; quindi Hamilton, Nuova Zelanda, a fine gennaio. Le donne torneranno in campo invece solamente a inizio febbraio, a Sidney, Australia, dove si disputerà anche la quarta tappa delle Men’s Sevens World Series.

Men’s Sevens World Series

Gironi
Pool A: Sudafrica 7, Argentina 7, Samoa 7, Zimbabwe 3
Pool B: Fiji 9, Scozia 6, Francia 6, Kenya 3
Pool C: Nuova Zelanda 9, Stati Uniti 7, Spagna 5, Galles 3
Pool D: Australia 9, Inghilterra 7, Canada 5, Giappone 3

Quarti di finale

Inghilterra v Sudafrica 22-7
Nuova Zelanda v Scozia 21-7
Australia v Argentina 38-0
Stati Uniti v Fiji 24-14

Semifinali

Nuova Zelanda v Inghilterra 7-5
Stati Uniti v Australia 22-17

Finali

Challenge: Samoa v Francia 33-24
Bronzo: Inghilterra v Australia 15-14
Oro: Nuova Zelanda v Stati Uniti 21-5

Classifica: Nuova Zelanda 22, Stati Uniti 19, Inghilterra 17, Australia 15, Fiji 13, Sudafrica 12, Scozia e Argentina 10.

Women’s Sevens World Series

Gironi
Pool A: Nuova Zelanda 9, Irlanda 7, Russia 5, Kenya 3
Pool B: Inghilterra 9, Stati Uniti 7, Australia 5, Cina 3
Pool C: Canada 9, Francia 7, Fiji 5, Spagna 3

Quarti di finale

Nuova Zelanda v Russia 31-0
Stati Uniti v Francia 12-10
Australia v Inghilterra 27-12
Canada v Irlanda 24-7

Semifinali

Nuova Zelanda v Stati Uniti 22-0
Canada v Australia 15-10

Finali

Challenge: Cina v Spagna 12-7
Bronzo: Australia v Stati Uniti 26-21
Oro: Nuova Zelanda v Canada 26-14

Classifica: Nuova Zelanda 40, Canada 34, Stati Uniti 32, Australia 28, Francia 22, Russia 20, Irlanda e Inghilterra 16.

Francesco Rasero

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