Le 5 cose che rendono nervoso un rugbista

Ce le raccontano i Delinquenti prestati al mondo della palla ovale

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Li vedete, spesso, paciosi e sorridenti con le loro birre in mano. Ma anche ai rugbisti capita di innervosirsi e non solo sul rettangolo verde (a volte) di gioco. Noi di Delinquenti prestati al mondo della palla ovale, abbiamo selezionato per voi alcune di quelle particolari situazioni che portano la maggior parte dei rugbisti a spronare le divinità celesti a fare meglio.

 

#5 – L’Infortunio

Vedere i propri compagni in campo giocare o allenarsi con l’ovale ed essere relegati in un area di campo, magari svolgendo lavoro differenziato, senza poter toccare la palla. Questa è forse una delle frustrazioni più grandi a cui è spesso – data la natura combattiva del gioco – sottoposto il rugbista. Lo troverete allora solo, magari seduto sui sacconi da allenamento, sconsolato. Se così fosse non negategli una carezza…

 

#4 – Il paradenti a terra

La fretta spesso porta il rugbista a essere disordinato durante il cambio in spogliatoio e, può capitare, che una delle parti più intime dell’abbigliamento di gioco cada a terra. È il paradenti: quando questo piccolo oggetto di plastica cade a terra, in uno spogliatoio (dove ricordiamo il pavimento è composto solitamente dal 30% di acqua e 70% di fango) il rugbista emette un muggito simile a quello del toro infervorato. In quel caso meglio evitare la carezza…

 

#3 – La birra che cade 

Può capitare che durante un terzo tempo il rugbista goffo e molesto faccia cadere la pinta di birra a terra. Praticamente è un sacrilegio. Fidatevi, dalla sua bocca usciranno solo parole bippate.

 

#2 – La visita medico sportiva

Non c’è niente che spaventi di più un rugbista che la visita medico sportiva agonistica. Anni e anni di allenamento non potranno mai e poi mai colmare il gap che c’è tra i polmoni dell’atleta e quei maledetti scalini per la prova sotto sforzo. Odio totale.

 

#1 – L’odore della grigliata

Non fraintendeteci: non c’è nessun rugbista al mondo probabilmente a cui non piaccia l’odore della grigliata. Però ecco, magari sarebbe più piacevole se la grigliata non stesse cucinando la carne per il terzo tempo. E che la partita non fosse ancora al 60esimo minuto. In pratica una tortura cinese.

 

Andrea Papale

 

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