Summer Nations Series: l’identikit di Tonga, prossima avversaria dell’Italia

Le Ikale Tahi all’assalto degli Azzurri con un mix di esperienza e volti nuovi

Rugby World Cup: gli highlights di Tonga-Romania. Ph World Rugby/World Rugby via Getty Images

L’identikit di Tonga, prossima avversaria dell’Italia – ph. World Rugby/World Rugby via Getty Images

Tonga: centosettantuno isole sparpagliate in una superficie totale di settecentomila chilometri quadrati nella zona meridionale dell’Oceano Pacifico. Solo quarantacinque di queste sono abitate, la popolazione totale supera di poco le centomila persone, per la stragrande maggioranza radunate nell’isola di Tongatapu. La sua superficie effettiva la inquadra come il ventesimo stato più piccolo del mondo.

Nonostante tutto questo la squadra nazionale è una delle prime quindici del rugby mondiale. Un traguardo sensazionale per un paese che è attaccatissimo alle sue Ikale Tahi, le aquile pescatrici.

Tonga ha partecipato a tutte le Rugby World Cup tranne una, quella del 1991 e ha sfidato pressoché ogni altra squadra del pianeta ovale, anche se delle 315 gare ufficiali disputate, 94 sono state contro Fiji e 69 contro Samoa. Hanno giocato contro il Giappone 18 volte, dopodiché bastano le dita di due mani per contare il numero di sfide contro tutte le altre squadre.

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Contro l’Italia, ad esempio, hanno giocato cinque partite, di cui ne hanno vinte due: una al mondiale del 1999 in Inghilterra e una nel 2016 a Padova, quando furono capaci di battere gli Azzurri reduci dalla vittoria contro il Sudafrica a Firenze.

All’ultimo mondiale, grazie al cambiamento delle regole sull’eleggibilità, si sono presentati con una squadra fatta di molti nomi importanti del rugby internazionale, fra cui quelli di diversi ex All Blacks ed ex Wallabies che hanno deciso di riabbracciare la propria discendenza isolana. La rinnovata competitività portata in dote non è stata sufficiente, però, per andare oltre la singola vittoria nell’edizione 2023, dov’erano inseriti in un girone durissimo con Scozia, Irlanda e Sudafrica.

Dopo la Rugby World Cup ha avuto termine il mandato da capo allenatore di Toutai Kefu, che per 7 anni ha guidato la nazionale. Al suo posto è arrivato Tevita Tu’ifua, ex giocatore della selezione e in passato anche allenatore della difesa.

Tu’ifua ha dato il via al nuovo ciclo delle Ikale Tahi convocando un gruppo con tantissimi nomi nuovi ed esordienti, ma anche con qualche veterano di lungo corso e notevole talento, come Ben Tameifuna, Adam Coleman, Malakai Fekitoa.

Saranno principalmente questi i giocatori da cui dovrà guardarsi l’Italia.

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L’identikit della formazione di Tonga

Il XV scelto per la prima gara da capo allenatore di Tonga di Tevita Tu’ifua è composto da tutti giocatori che giocano all’estero, dividendosi equamente tra coloro che militano comunque tra Nuova Zelanda e Australia e coloro che invece sono riusciti a fare un ulteriore salto, giocando in Europa o negli Stati Uniti.

L’estremo esordiente Taniela Filimone, ad esempio,  ha avuto un’ottima stagione con NOLA Gold nella Major League Rugby, anche se ha giocato sempre come ala. Uno degli altri esordienti, Isikeli Fukofuka, ha giocato negli USA con i Kansas City Blues, una squadra delle serie minori.

Militano invece in Europa ovviamente il centro delle Zebre Fetuli Paea e quello del Benetton Malakai Fekitoa, ha militato nelle Zebre per qualche mese in questa stagione il flanker Siosaia “Josh” Kaifa, il pilone Ben Tameifuna e la seconda linea Adam Coleman (compagni di squadra al Bordeaux), e il terza linea Fotu Lokotui, che milita in ProD2 con Agen.

L’ala Hosea Saumaki, dopo due stagioni non felicissime ai Leicester Tigers dove ha giocato pochissimo, è tornato in Giappone, dove invece erano iniziate le sue fortune con la maglia dei defunti Sunwolves.

Due i giocatori dei Moana Pasifika: l’ala 26enne Fine Inisi, 9 presenze e 4 mete nel Super Rugby 2024, e il mediano di mischia Aisea Halo, 7 presenze in stagione di cui solo 2 da titolare. Gli altri, compresa la vecchia conoscenza del Petrarca James Faiva, giocano nei campionati minori di Nuova Zelanda e Australia.

Fekitoa, Coleman, Taofifenua: da chi guardarsi

Malakai Fekitoa è un giocatore che il pubblico italiano ha ormai imparato a conoscere. Già All Black e star in Europa con le maglie di Wasps e Munster, il suo arrivo al Benetton ha fatto sì che tutti gli appassionati vi entrassero in contatto.

Fekitoa, che ha 32 anni ma soprattutto un notevole chilometraggio dopo tanti anni di rugby ai massimi livelli, ha perso un po’ di smalto dal punto di vista dell’esplosività e della rapidità, ma ha compensato con una crescita fisica che lo rendono oggi un giocatore assai imponente e difficile da fermare se gli si dà l’occasione di mettersi in moto. In più l’esperienza gli ha consentito di affinare il suo arsenale tecnico. Sarà la vera e propria roccia su cui poggerà la linea dei trequarti tongana.

Adam Coleman ha un anno in più del compagno di squadra e in carriera a rappresentato a lungo l’Australia, prima di cambiare casacca internazionale prima della Rugby World Cup 2023. È una seconda linea tosta fisicamente, dura al placcaggio e che in rimessa laterale dice assolutamente la sua grazie ai 204 centimetri di altezza. La touche azzurra dovrà cercare di stare lontano dalle sue telescopiche braccia.

Ben Tameifuna è il capitano della squadra. Classe 1991, è stato il miglior giocatore di Tonga allo scorso mondiale. Un pilone colossale, che sfiora i 150 chili, ma che oltre a saper fare bene il proprio lavoro in mischia ordinata è anche un gran giocatore di rugby a tutto tondo: un ball carrier difficile da fermare, insospettabilmente mobile e con una tecnica individuale sopraffina.

Al talento e all’esperienza di questi tre profili proverà ad ancorarsi la prestazione di una nazionale tongana che vuole fare bene perché la partita contro l’Italia rappresenta un appuntamento storico: da quando è stata creata la definizione di Tier 1, nel 2008, gli Azzurri sono i primi avversari di prima fascia che si recano a Nuku’alofa per sfidare le Ikale Tahi.

Lorenzo Calamai

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