Inghilterra: bufera sulla Federazione che difende Eddie Jones

Anche in Scozia e soprattutto in Galles le acque sono molto agitate dopo un Torneo al di sotto delle aspettative

Inghilterra: bufera sulla Federazione che difende Eddie Jones. PH Sebastiano Pessina

Inghilterra: bufera sulla Federazione che difende Eddie Jones. PH Sebastiano Pessina

Si è scatenata una vera e propria bufera in Inghilterra dopo il secondo Sei Nazioni a dir poco deludente giocato dalla squadra di Eddie Jones che, dopo il quinto posto dell’edizione 2021 ha chiuso quella 2022 al terzo mettendo insieme però due sole vittorie (come l’anno prima). A scatenare il tutto, più che i risultati della squadra, è stato un commento della Federazione inglese (la RFU) che al termine del match contro la Francia ha ribadito il suo pieno supporto all’allenatore.

Un portavoce della RFU ha detto come “Eddie Jones sta costruendo una squadra nuova con una chiara strategia, si vedono dei solidi progressi. Com’è normale che sia dopo ogni Sei Nazioni andiamo a fare un bilancio di quanto successo, ma siamo fiduciosi nei confronti dell’intero staff tecnico che sta lavorando bene per il futuro”. A proposito del futuro è stato aggiungo come, oltre alla delusione per i risultati, ci sia da mettere in conto anche il tempo necessario per cambiare e costruire una nuova squadra in casa inglese.

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Da qui si è scatenata la polemica, partendo dalle durissime parole dell’ex Nazionale Ugo Monye che alla BBC ha dichiarato: “Voglio sapere chi nella RFU pensi davvero che ci siano dei progressi nell’Inghilterra, e sia al contempo felice di quanto fatto dalla squadra. Parlare così vuol dire essere disonesti, perché di miglioramenti non ce ne sono”.

Non è stato più morbido l’ex capitano del Galles e dei Lions Sam Warburton, secondo cui “E’ irrispettoso giustificare i risultati del Sei Nazioni pensando solo a lavorare per la prossima Coppa del Mondo. Questo vuol dire mancare di rispetto al Torneo, non mi piace un discorso del genere perché sembra solo una scusa per prendere tempo”.

A proposito di grandi ex terze linee, ha scelto la via frontale Lawrence Dallaglio: “La Federazione inglese vive sulle nuvole se non vede che ci sono gravi problemi nella squadra. Anche chi ha sostenuto l’allenatore si nasconde dietro l’anonimato, invece per crescere davvero serve una strategia chiara a tutti i livelli” ha detto parlando nel suo podcast. Ha sparato una bordata anche Francis Baron, ex amministratore delegato RFU, secondo cui l’Inghilterra deve stare molto attenta perché rischia di perdere degli sponsor se continuerà a lasciare il Sei Nazioni in secondo piano puntando solo sulla Coppa del Mondo.

Se Atene piange però Sparta non ride, visto che anche il Galles è messo sotto il fuoco delle critiche dopo la sconfitta con l’Italia subita sabato a Cardiff. Tra coloro che si sono espressi c’è l’ex presidente federale e numero 10 Gareth Davies: “Penso che sia Wayne Pivac che la squadra abbiano sbagliato tutto. Si è pensato prima di tutto a celebrare Dan Biggar e Alun Wyn Jones, perdendo il focus sul vero obiettivo che era invece quello di vincere la partita”. Anche Warburton non ha mancato di dire la sua sulla squadra che conosce bene: “Credo che bisognerà fare delle valutazioni molto serie sul Galles perché questo Sei Nazioni è andato proprio male. Per me non è accettabile venire battuti a Cardiff dall’Italia, assolutamente”.

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C’è maretta infine anche in Scozia, dove non è andato giù il modo nel quale la squadra ha perso in Irlanda, cioè senza praticamente mai essere davvero in corsa per la vittoria. Nelle domande con la stampa dopo il match dell’Aviva Stadium tanti giornalisti, oltre a chiedere del match, sono tornati anche sull’episodio accaduto dopo la sfida di Roma con gli azzurri, quando sei giocatori (compreso il capitano Hogg) hanno infranto il regolamento interno della squadra lasciando l’albergo per andare da soli a bere in un bar. Oltre il Vallo di Adriano sembra insomma che i crediti per Townsend siano finiti, anche perché la squadra ha vinto due match al termine di un Sei Nazioni che l’allenatore si aspettava di poter vincere.

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