Tonga: il dramma dello tsunami raccontato dai giocatori che militano in Italia

I ragazzi originari del Pacifico che militano tra Top10 e Serie A raccontano in prima persona quello che hanno vissuto in una settimana difficilissima

Tonga: il dramma dello tsunami raccontato dai giocatori che militano in Italia ph. Sebastiano Pessina

Tonga: il dramma dello tsunami raccontato dai giocatori che militano in Italia ph. Sebastiano Pessina

Il mondo del rugby sta vivendo ore di ansia per la situazione di Tonga, uno dei tre paesi del Pacifico che da sempre offrono linfa vitale a questo sport, travolta nell’ultima settimana da uno tsunami in seguito all’eruzione di un vulcano sottomarino. Nelle ultime ore, dopo giorni di blackout totale a causa del crollo delle comunicazioni, stanno arrivando le prime informazioni dalle isole tongane e si parla di una situazione estremamente difficile con un intero popolo in difficoltà.

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Tra Top10 e Serie A ci sono diversi ragazzi di origine tongana che militano nel nostro paese, e che hanno raccontato a varie testate la situazione vista da loro punto di vista. Partiamo con Viliami Vaki, 45enne ex del Valurgby che fa parte dello staff tecnico della squadra reggiana: “A Tonga ho i genitori, tre sorelle e i loro figli – racconta alla Gazzetta di Reggio – Per quattro giorni non ho saputo nulla, poi un’altra sorella che vive in Australia mi ha detto che è riuscita a parlare con loro. Sono riusciti a scappare 10 minuti prima che lo tsunami distruggesse la casa. Sono sopravvissuti ma la devastazione è totale. La cenere ha coperto qualsiasi cosa, l’acqua è inquinata, le coltivazioni distrutte. Spero che il mondo aiuti il mio paese” chiude il 45enne seconda linea.

Per un ex-giocatore a un protagonista del Top10, cioè James Faiva del Petrarca: “Dopo tanta ansia ho saputo che i miei parenti, che vivono quasi tutti a Tonga, si sono messi in salvo – dice al Mattino – Il mio villaggio è a un chilometro dal mare ed è stato distrutto quasi del tutto. La gente ha perso tutto, è un disastro. L’arcipelago di Tonga è composto da piccole isole il cui terreno raggiunge pochi metri di altitudine, quindi per lo tsunami è stato “facile” spazzare via tutto. Speriamo che la ricostruzione parta presto, siamo un popolo amichevole e umile”.

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Chiudiamo il “giro d’Italia” con il 18enne Vaingalo Fine, terza linea dell’Alghero di Serie A: “Sono rimasto attaccato al telefono per ore – spiega alla Nuova Sardegna – cercando notizie da chiunque potesse aiutarmi, poi per fortuna i miei genitori sono riusciti a scrivermi sui social che sono vivi e stanno bene. Sono contento che uno dei tongani più famosi del mondo (Malakai Fekitoa) si sia attivato per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione, la situazione a Tonga è molto grave”.

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