Rugby Europe Championship: domani parte la corsa alla Coppa del Mondo 2023

Georgia ancora favorita, ma dietro iberiche e antiche potenze dell’est scalpitano

Rugby Europe Championship 2021

Rugby Europe Championship 2021 (ph. Sebastiano Pessina)

Nel secondo fine settimana di stop del Sei Nazioni 2021, ad un mese tondo dall’inedita chiusura dell’edizione 2020, vinta per la terza volta di seguito dalla Georgia – il cui finale è slittato di un anno in seguito alla nota situazione sanitaria -, il Rugby Europe Championship torna in campo, per la prima giornata – monca (solo più avanti si scoprirà la sesta partecipante, che uscirà dal playoff tra Belgio e Paesi Bassi) – della competizione, per quanto concerne l’anno 2021.

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Il programma della prima giornata

sabato 6 marzo – live streaming su RugbyEurope TV

ore 13, Russia-Romania
ore 16, Portogallo-Georgia

In palio, come di consueto, il prestigioso trofeo continentale, ma anche una bella fetta di qualificazione mondiale (le prime due squadre per somma di punti tra edizione 2021 e 2022 accederanno direttamente alla Rugby World Cup 2023, la terza andrà al torneo di ripescaggio). Al via, le suddette quattro compagini che scenderanno in campo domani – con la Georgia ancora grande favorita, sebbene in leggero declino rispetto al recentissimo passato, ma con iberiche che spingono ed antiche potenze dell’est desiderose di risalire la china -, la vincitrice del playoff e la Spagna, ferma per questo weekend, in attesa del debutto nel prossimo fine settimana.

L’approccio degli head coach

Il torneo si aprirà poco dopo pranzo, in quel di Sochi – sede Olimpica 2014, sul Mar Nero -, dove la Russia riceve la Romania (lo scorso anno vinsero i russi 32-25), in una sfida tra due ‘nobili decadute’ della manifestazione che a partire da questa annata agonistica assegnerà la “Kiseleff Cup”, in onore di un governatore russo a Bucarest – ormai di un paio di secoli or sono -.

“La Romania si trova in una situazione simile alla nostra. Ha mancato alcune possibilità di crescita mentre le altre squadre europee hanno fatto grandi progressi. Detto ciò, tuttavia, restano una squadra pericolosa, con ottimi giocatori, diversi dei quali militano nei tornei transalpini. Il che conferisce immediatamente un tono di alto livello alle loro prestazioni”, ha commentato Lyn Jones, allenatore gallese della Russia, alla vigilia della sfida.

Il dirimpettaio Andy Robinson, invece, inglese alla guida del team rumeno, non vede l’ora di tornare in campo, dopo quasi un anno – la sfida contro il Belgio in chiusura di torneo 2020 non si è mai giocata -, sul proscenio internazionale. “Abbiamo pieno rispetto per la squadra russa, ma non vediamo l’ora di giocare in uno stadio così speciale, come quello di Sochi. I giocatori si sono preparati bene, e sanno cosa ci aspettiamo da loro sabato. Il rugby internazionale è sempre molto impegnativo e per la Romania si tratterà di iniziare bene, aumentare la pressione e trasformarla in punti. Dovremo essere molto disciplinati durante gli 80′. Come allenatore voglio vedere quanto lavoriamo duramente come una squadra”, ha spiegato Robinson, pronto alla rivincita della sfida di Krasnodar, persa di sole sette lunghezze lo scorso 7 marzo.

Alle 16, poi, a Lisbona, spazio al confronto tra Portogallo e Georgia (arbitra il bresciano Gnecchi). Lo scorso anno, sempre in casa, i lusitani – che possono vantare in squadra giovani talenti come Rodrigo Marta, Jeronimo Portela e Raffaele Storti, o l’estremo Manuel Cardoso Pinto – tennero gli ex sovietici sulla corda per 70′, cedendo solamente nel finale 24-39.

Il desiderio, per i portoghesi guidati dall’ex ala della Francia anni ’80 Patrice Lagisquet, reduci da due successi sul Brasile nell finestra di novembre, è quello di ripetere la performance di 12 mesi fa, proseguendo nel lavoro di allargare la base dei giocatori in grado di affrontare sfide di alto livello. “Abbiamo un gruppo di 40-45 atleti che possono giocare in questa squadra nazionale, senza contare alcuni giovani giocatori che avranno la possibilità di cimentarsi per la prima volta su questi standard”, ha dichiarato il coach transalpino, prima di entrare più nel dettaglio su qualità del team e sulla prima sfida. “Uno dei nostri punti di forza è che abbiamo giocatori veloci, con molta mobilità. È molto positivo, per noi, iniziare questa competizione contro la Georgia, una squadra incredibile con grandi giocatori, così possiamo subito testare il nostro livello prestazionale”.

Di fronte, appunto, si troveranno la Georgia, la grande favorita del torneo – reduce dall’apparizione in Autumn Nations Cup -, nel bel mezzo di un ricambio generazionale, tra alti e bassi, ma sempre punto di riferimento del continente al di fuori del Sei Nazioni. “In termini di atteggiamento, non c’è differenza tra il REC di quest’anno e quello del 2020. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra novità, freschezza e sguardo al futuro, con la necessità di vincere ed ottenere il pass mondiale”, ha spiegato alla vigilia della sfida Maisashvili. Un punto d’incontro non banale, che, tuttavia, in tempi recenti è sempre stato trovato, garantendo ai Lelos una leadership quasi indiscutibile, che anche per questa stagione non sembrerebbe a repentaglio.

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