Sei Nazioni 2021: Irlanda, sarai tu la vera sorpresa?

Dopo due terzi posti, i verdi partono in seconda linea per la vittoria finale. Talento e qualità però non mancano, così come le partite decisive a Dublino…

Sei Nazioni, l'Irlanda vuole tornare al successo nel Championship (Ph. Sebastiano Pessina)

Sei Nazioni, l’Irlanda vuole tornare al successo nel Championship (Ph. Sebastiano Pessina)

Il 2020 è stato un anno difficile da valutare per l’Irlanda, che delle nove partite in programma ne ha vinte sei e perse tre, con un record immacolato tra le mura amiche ma senza successi in trasferta. Il primo anno sotto la guida di Andy Farrell non ha dunque lasciato segnali chiari, per una squadra che ha vinto le partite da vincere e perso quelle dove non partiva favorita: le due sconfitte contro l’Inghilterra (tra Sei Nazioni e ANC) e contro la Francia nell’ultimo match del Championship hanno lasciato l’amaro in bocca, ma il fatto di essersi imposta contro le altre formazioni sottolinea comunque come sia stato raggiunto uno standard molto alto da parte dei “verdi”.

Sei Nazioni 2021: l’Irlanda, i convocati

Al momento di snocciolare i 36 convocati Farrell non ha certo lanciato delle rivoluzioni, puntando su un gruppo consolidato e facendo solo poche aggiunte, che però strada facendo sono aumentate. I due debuttanti inizialmente chiamati sono O’Toole e Casey, pilone e mediano di mischia passati dall’under 20 nelle ultime stagioni, mentre pesa come un macigno il rientro in squadra di Furlong, reduce da tanti problemi fisici ma ora ristabilito. A proposito di guai fisici, come tutte le altre squadre anche quella irlandese deve fare a meno di giocatori importanti: Stockdale non è stato inserito nei 36 per problemi fisici non specificati, mentre Doris e Roux sono ai box e verranno rimpiazzati da altri due debuttanti, cioè Coombes e Baird. Per il resto, con Sexton che sarà ancora capitano della squadra, spazio ai giocatori visti nelle ultime tranche di partite: tra questi ci sarà curiosità per vedere le prestazioni di Keenan, che è l’elemento con più minuti giocati nell’autunno 2020, e ha davanti la possibilità per esplodere definitivamente a livello internazionale. Questo in una linea di trequarti che recupera Larmour, punta sull’esplosività “neozelandese” di Aki e Lowe, e sul talento di centri come Earls ed Henshaw.

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Sei Nazioni 2021: l’Irlanda, il momento

Come detto non è semplicissimo da declinare il momento dell’Irlanda, che ha fallito gli esami autunnali contro Francia e Inghilterra. Con un dettaglio da non trascurare però, cioè il fatto di avere giocato in trasferta. Sicuramente sarà importante per Farrell continuare l’inserimento di volti nuovi nei 23 del foglio partita, per dare continuità a un gruppo che ha trovato tante soddisfazioni nell’ultimo decennio, ma è reduce da due terzi posti di fila. Vero che le formazioni dell’Isola di Smerlando stanno spadroneggiando nel Pro14 (ingiudicabile il cammino in Champions per via dei noti problemi), ora è arrivato il momento di alzare ancora di più le tacche delle prestazioni offerte.

Sei Nazioni 2021: l’Irlanda, le aspettative

Prima di tutto il calendario: le partite contro Francia (2a giornata) e Inghilterra (5a giornata) si giocheranno a Dublino. Vero, non ci sarà il pubblico di fede irlandese a spingere sulle tribune di Lansdowne Road, ma tra le mura amiche la nazionale di Farrell ha una chance pesantissima per trovare punti chiave per la vittoria finale nel Torneo. Le tre trasferte a Cardiff, Roma ed Edimburgo sono sicuramente pericolose, ma il gruppo dei “verdi” ha fatto vedere nelle ultime stagioni di avere degli standard molto elevati per superare squadre sulla carta di livello inferiore. Sulla carta la gran parte della stampa specializzata considera Inghilterra e Francia in pole per la vittoria finale, ma le sorprese nel Sei Nazioni non mancano mai, e scommettere a prescindere contro l’Irlanda è un errore da ormai tanti anni a questa parte.

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Sei Nazioni 2021: l’Irlanda, l’ultima edizione del torneo

Le due vittorie in apertura a febbraio 2020 contro Scozia e Galles avevano fatto vedere la “solita” Irlanda, spietata e concreta, capace di portare sempre a casa il risultato. È arrivata poi la sconfitta di Londra, contro un’Inghilterra in versione “carroarmato” a far abbassare le pretese, prima della sospensione per via della pandemia. Nelle ultime due uscite poi i verdi hanno demolito l’Italia 50-17 in una gara dominata, ma poi perso partita e torneo in Francia al termine di una spettacolare sfida coi Bleus terminata 35 a 27.

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