Sergio Parisse: “Mi sento rigenerato. Sono felice a Tolone, proveremo a vincere un titolo”

Il numero 8 azzurro ha poi parlato del suo futuro ipotizzano anche un impiego ovale nel post carriera

Ph. Sebastiano Pessina

“Questo stop ha dato molto più senso alla vita di gruppo”, parola di Sergio Parisse che da Tolone ha parlato a Le Figarò del suo futuro prossimo e a medio lungo termine.

Il numero 8 azzurro non vede l’ora di ripartire, anche perchè durante questo periodo ne ha approfittato per prendersi cura del proprio corpo, “finalmente” a riposo dopo anni di continue battaglie ovali: “Mi sono rigenerato mentalmente, ma soprattutto fisicamente – ammette – ho quasi 37 anni e in vent’anni di carriera non mi era mai capitata un’interruzione così lunga. Non giocare, non avere sessioni di contatto mi ha fatto bene. Ho colto l’occasione per fare allenamenti meno intensi, dal punto di vista della forza e della velocità, per concentrarmi sullo stretching”.

Sulla carriera poi afferma: “Allungare il contratto di una stagione con Tolone mi ha reso molto felice, è stata una bella notizia. Interrompere la mia carriera in quel modo sarebbe stato frustrante. Non nascondo di essermi innamorato di questo club e della passione dei suoi tifosi. Quando ho lasciato lo Stade Francais avevo altre possibili destinazioni, ma la mia scelta è stata semplice considerando la storia di questa squadra”.

Sergio Parisse: una straordinaria carriera raccontata in un quiz

Sul gruppo di compagni: “Sono stato positivamente colpito dall’ambiente, sia rispetto ai miei compagni sia intorno al club. A Parigi, essendo una città grande, non c’è lo stesso seguito e la stessa passione. E’ stata una piacevole scoperta, anche alla mia età.
Sin da subito ho trovato il mio posto nel gruppo: non ho cambiato il mio modo di fare, mi sono messo a disposizione della squadra, con il desiderio di aiutarla, e tutto è andato bene sin dall’inizio.

La voglia di vincere: “Abbiamo una squadra per provare a vincere un titolo e ci proveremo, poi ovviamente non è solo Tolone che lo vuole fare. Prima dello stop eravamo lanciati: sappiamo che ora tutto si resetterà e che i valori potrebbero mutare. Ciò che conta è lo stato d’animo con cui ci avvicineremo alla prossima stagione”.

Infine sul futuro conclude: “Cosa farò quando smetterò di giocare? Ci sto pensando da due o tre anni. Mi piacerebbe rimanere nel mondo del rugby: questo è ciò che amo. Ho diversi piani per il post-carriera. Sto aspettando di vedere quali posizioni potranno aprirsi nei prossimi mesi, sia come tecnico sia come dirigente: vedremo in base alle opportunità, ma spero di poter continuare a vivere nel cuore della mia passione”.

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