Nigel Owens si dice a favore del cartellino arancione

Fa discutere una delle novità proposte da World Rugby, che aiuterebbe gli arbitri in caso di placcaggi alti

ph. Sebastiano Pessina

La proposta di World Rugby di introdurre il cartellino arancione fa già discutere il mondo del rugby. Inserito nelle proposte per ridisegnare il gioco nel prossimo futuro, “l’arancione” sarebbe riservato a chi commette placcaggi alti e lo spedirebbe fuori dal campo per 15 minuti, cinque in più del canonico giallo. Non si fermano qui le novità, perché ci sarebbe un’automatica citazione (come succede con il rosso) e le immagini del fallo possono essere riviste per consigliare un “upgrade” della sanzione che passi da 15 minuti a un’espulsione definitiva.

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Una novità importantissima per una situazione di gioco che si sta rivelando sempre più decisiva nell’ipetrofico rugby odierno, e che potrebbe portare un po’ di ordine dopo che diverse partite sono state condizionate da espulsioni in seguito a placcaggi alti. Si diceva che se ne sta discutendo? Nigel Owens non ha perso tempo e ha detto la sua dalle colonne del Daily Mail: “Penso che sia qualcosa che valga la pena di provare, potrebbe funzionare. Questo cartellino arancione ha il suo spazio all’interno del rugby, soprattutto nelle decisioni 50 e 50”. Il gallese continua poi ricordando come “Quella che prima era un’espulsione al primo minuto di una partita continuerà ad esserlo, non cambia l’atteggiamento sulle decisioni certe. Bisognerà poi pensare ai casi di upgrade, perché non è pensabile non passare dall’arbitro per comunicare (ad esempio) che un cartellino arancione si trasformi in un rosso senza coinvolgerlo”.

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A favore della novità si è espresso anche Bernard Jackman, internazionale irlandese e allenatore nel recente passato di Grenoble e dei Dragons: “Sappiamo che è impossibile che ogni decisione dell’arbitro sia sempre perfetta, ma con questo sistema c’è meno margine di errore. Anche i giocatori con cui ho parlato sono d’accordo, meglio la soluzione dell’”arancione” che bloccare una partita per tre-quattro minuti nei quali l’arbitro consulta il TMO prima di prendere la sua decisione”.

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