Veronica Madia è pronta al rientro e vede il Sei Nazioni 2020

Dopo tre mesi di stop per un problema alla caviglia, l’apertura di Colorno dovrebbe tornare in campo domenica a Ferrara

Veronica Madia (ph. Sebastiano Pessina)

Tre mesi dopo l’infortunio alla caviglia (rottura del malleolo, ndr) patito a Torino, nel corso della prima giornata stagionale di Serie A femminile, Veronica Madia, capitano del Colorno ed elemento chiave della Nazionale azzurra, ha completato il percorso di recupero ed è pronta a scendere in campo, già dal prossimo weekend.

“Mi sento bene e spero di rientrare già domenica con la maglia di Colorno, nella trasferta sul campo del Fedia. Verosimilmente dalla panchina, sia perché sarà la prima volta con tono agonistico dopo l’infortunio, sia perché non mi spetta il posto da titolare solo per il fatto di essere il capitano del club. Anche perché nel mio ruolo ci sono tante ragazze che si stanno allenando molto bene da diverso tempo. In ogni caso, se dovessi esplicitare numericamente il mio stato di forma, direi che sono al 90% del mio potenziale. Conto di essere al massimo per la prima sfida del Sei Nazioni, ad inizio febbraio”, ha spiegato la 24enne emiliana, reduce dal raduno azzurro alla Cittadella del Rugby parmense (in qualità di invitata, ndr), raggiunta da OnRugby.

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“A Parma ho svolto in modo integrale praticamente tutte le sessioni di allenamento proposte, tranne una parte di contatto, ma esclusivamente per evitare rischi inutili. Ho fatto tre giorni di allenamento veramente intensi e sono contenta di come ho superato questo banco di prova. Sono conscia di poter finalmente ripartire, con grande carica, già dalle sfide di campionato in programma a gennaio (le Furie Rosse affronteranno Fedia e Capitolina, prima della pausa, ndr)”, ha proseguito Madia, prima di tornare sui mesi iniziali della stagione di Colorno.

“Non vedo l’ora di dare una mano alle Furie Rosse. Mi rendo conto che la mia assenza, in una stagione del genere, con tante ragazze giovani in rosa, sia stata pesante sia sotto il piano tecnico, ma anche per quanto concerne l’aspetto mentale: avrei voluto aiutare il team nel prendere le scelte giuste sul campo, ma soprattutto mi dispiace non aver potuto trasmettere fiducia e serenità, da capitano, nei momenti più duri. Tuttavia, le mie compagne se la sono cavata veramente bene. Sono stata sorpresa, molto positivamente, nel vedere come alcune ragazze, solitamente molto timide, siano riuscite a prendere in mano la situazione. Analizzando le otto sfide andate in archivio, c’è persino del rammarico, perché si sono perse delle partite che si potevano vincere, ma faremo in modo di recuperare in questa seconda parte della stagione, con un girone di ritorno ancora migliore rispetto ad un’andata comunque positiva”, ha commentato la numero 10 azzurra, riflettendo, poi, anche sulla sfida pareggiata dall’Italia contro il Giappone, a novembre.

“Sapevo che quello con le nipponiche si sarebbe rivelato un incontro complesso. Loro erano in tour da tempo, le ragazze invece si sono ritrovate pochi giorni prima della gara e la cosa si è notata. Sono venuti meno il ritmo e anche il coraggio di azzardare alcune giocate che sappiamo essere nelle nostre corde, che hanno caratterizzato il nostro cammino nel Sei Nazioni 2019. Senza dimenticare il peso di un’assenza come quella di Manuela (Furlan, ndr), la capitana della squadra”, ha proseguito Madia, oltremodo motivata in vista del Sei Nazioni 2020, sin dal debutto contro il Galles, squadra contro la quale, lo scorso anno, è arrivato un risultato ancora oggi indigesto al gruppo azzurro.

“Il 3-3 a Lecce non ci è proprio piaciuto, sia come punteggio in sé che per come è maturato. Quella prestazione deludente ci fornisce extra motivazioni importanti per la sfida dell’Arms Park, così come il fatto di sapere che vincendola saliremmo al quinto posto della classifica mondiale. Peraltro, abbiamo anche già vinto a Cardiff in passato, dimostrando come non ci spaventi il fatto di giocare in trasferta.

Dal primo giorno di raduno, però, dovremo lavorare durissimo, affrontando al meglio ogni singolo aspetto in nostro controllo. Ognuna di noi, peraltro, dovrà dare il massimo, individualmente, già nelle settimane precedenti al ritiro, con i club, sia in campo che in palestra. Se non c’è la possibilità di lavorare assieme, dovremo fare in modo di presentarci comunque al top a fine gennaio”.

Per vivere ancora una volta un Sei Nazioni da protagoniste, nonostante un Calendario decisamente più complesso rispetto allo scorso anno (con le trasferte in Galles, Francia ed Irlanda). “L’obiettivo è quello di fare benissimo il Sei Nazioni, per presentarci nel modo migliore possibile al torneo di qualificazione mondiale di settembre, sia in termini di autostima che di ranking, per avere un tabellone più abbordabile“, ha concluso Veronica Madia, ormai prossima al tanto atteso ritorno in campo.

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