Il meglio della quarta giornata di Champions Cup

Risse, grandine, grandi rimonte e grandi giocatori: tutto quello che è successo nel weekend europeo

champions cup rugby 2019 2020

ph. Action Images via Reuters/Paul Childs

Il Leinster è l’unica squadra già qualificata aritmeticamente dopo la 4^ giornata di Champions Cup. Anche altre squadre sono ormai vicine al traguardo: nella Pool 3 l’Ulster e il Clermont sono già sicuri dei primi due posti, ma dovranno giocarsi la vetta e uno dei posti come miglior seconda (che non sembra in discussione); nelle Pool 2 e 5 i Chiefs e il Tolosa potrebbero anche perdere le due partite rimanenti e qualificarsi ugualmente come primi.

È ancora piuttosto aperto il discorso nella Pool 3: il Racing ha sei punti di vantaggio sul Munster e sette sui Saracens e sembra in dirittura d’arrivo, mentre una tra Red Army e campioni in carica presumibilmente dovrà salutare la competizione prima del tempo. In caso di arrivo a pari punti, la vittoria degli inglesi nella sfida di sabato a Londra potrebbe rivelarsi dunque decisiva (contano gli scontri diretti e i sarries sono in vantaggio).

Più in generale, l’ultimo è stato un weekend con alcune sorprese e quattro partite (compresa quella del Benetton) equilibrate, affiancate ad altre in cui c’è stata molta meno storia e una sola squadra in campo: ripercorriamo le storie e le curiosità più interessanti della giornata.

Dominante – Gli Harlequins forse non hanno fatto davvero sul serio, vista la situazione di classifica già precaria, ma l’Ulster è passato come un rullo compressore sui londinesi allo Stoop. Guidati dal solito immenso John Cooney, autore di due mete (una davvero spettacolare) e 19 punti totali, i nordirlandesi si sono confermati una delle miglior squadre del torneo e ora si lanceranno a caccia del primo posto nel girone. Dovranno passare per Clermont, ma per questa squadra a volte non sembrano esserci limiti.

11 – I punti che separavano Connacht e Gloucester al minuto 76, con gli inglesi in vantaggio 13-24. È finita con lo Sportsground in festa e il Connacht capace di completare una rimonta quasi impossibile, prima segnando con Delahunt al minuto 76 e poi marcando la meta decisiva a cronometro già rosso con Copeland, mandando in estasi Galway. Forse non basterà per rimettersi in corsa per la qualificazione, ma resterà una partita memorabile per i tifosi locali.

276 – L’irreale numero di placcaggi che il Gloucester è stato costretto a effettuare contro il Connacht, che ha avuto il possesso per il 65% del tempo. I cherry&white ne hanno sbagliati 28, per un totale di interventi tentati pari a 304. Il più impegnato è stato Alex Craig con 28 placcaggi, seguito da Gerbrandt Grobler con 25 e Lewis Ludlow con 23. In sei hanno effettuato più di 20 placcaggi.

Incubo – Il Leinster ha rifilato 93 punti in due partite al Northampton, che è riuscito a tenere testa agli irlandesi di fatto solo per i primi 40 minuti della gara di andata. Poi il blocco monolitico irlandese è avanzato senza sosta, intoccabile e imperforabile: 22 break creati, 39 difensori battuti e 7 mete segnate è il riassunto del totale dominio di Ringrose (altra tripletta per lui) e compagni, al momento i più forti in Europa.

Incubo (2) – Jordan Larmour sta attraversando quel confine che lo porterà presto da “giovane di grande talento” a “fuoriclasse assoluto”. Schierato da estremo contro i Saints, il classe ’97 ha devastato la difesa inglese: ha toccato il pallone 14 volte e ha battuto 11 difensori, creando 3 break e correndo per 124 metri.

Thriller – All’ultima azione della partita, sotto per 7-12, i Glasgow Warriors trovano un varco nella difesa di La Rochelle per segnare la meta del pareggio grazie a Scott Cummings. Mancherebbe solo la conversione di Adam Hastings per definire il risultato e se per gli scozzesi sarà pari o vittoria. Qualche istante dopo, però, viene annullato tutto: dalla meta della possibile vittoria, al rosso per Matt Fagerson a causa di una gomitata in faccia a Dany Priso nel portare il pallone in avanti in una fase precedente dell’azione.

Royal Rumble – Durante il secondo tempo della sfida tra Saracens e Munster, a un certo punto è scattata una rissa generale in cui sono stati coinvolti quasi tutti i 30 giocatori in campo (tranne Mako Vunipola, che beveva tranquillo). Più di una semplice azzuffata, come si è visto dalle immagini. Secondo le dichiarazioni dei protagonisti nel post partita, tutto è partito da un insulto del medico del Munster (il dottor Kearns) nei confronti di Jamie George, che ha innescato la miccia per la rissa. Nel post partita Kearns si è scusato con George, ma l’EPCR ha aperto un’indagine sulla questione.

Vunipolas – Mako e Billy, come al solito, hanno lavorato per quattro nella fondamentale vittoria dei Saracens. Il pilone ha messo insieme i consueti numeri da iron man: 20 cariche, 25 metri guadagnati, 15 placcaggi, una meta e 71 minuti giocati. Billy ha servito un grande assist a Sean Maitland per la prima meta inglese, e ha portato avanti il pallone 23 volte, battendo 6 difensori e servendo 4 offload. Due giocatori semplicemente inossidabili.

19 – i punti conquistati da Tolosa e Exeter dopo quattro partite: se per i francesi non è una sorpresa, considerando il pedigree europeo e il girone piuttosto abbordabile, meno scontato era il rendimento degli uomini di Rob Baxter, che quest’anno sembrano aver ingranato anche in Europa. Contro gli Sharks c’è stato un dominio netto e inequivocabile, con 23 punti su 35 segnati dai fratelli Simmonds (sugli scudi soprattutto Sam, autore di una doppietta).

Grandine – La partita di Exeter, però, è stata segnata anche da un altro episodio molto curioso. Nel secondo tempo, l’arbitro Pierre Brousset ha infatti sospeso la gara per qualche minuto a causa di un’intensa grandinata, facendo rientrare i giocatori negli spogliatoi. Dopo essersi accertato che il peggio fosse ormai passato, la partita è ripresa senza problemi.

Daniele Pansardi

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