Le Zebre che vincono, un anno dopo

“Una bella liberazione per noi e per tutto lo staff”, ci ha detto Giulio Bisegni, capitano della squadra che ha dominato a Newport sabato

ph. Luca Sighinolfi

Le Zebre hanno finalmente sfruttato l’occasione buona. Lo hanno fatto prima che diventasse troppo tardi, raccogliendo i frutti di un lavoro che troppo spesso non era stato concretizzato negli ultimi mesi. Il successo contro i Dragons è forse arrivato nel momento più delicato, dopo la sconfitta di misura contro lo Stade Francais in casa che avrebbe potuto avere un effetto collaterale davvero negativo. “Sapevamo che questa partita poteva essere uno spartiacque – ha detto Giulio Bisegni a On Rugby – Anche perché era tra le più abbordabili tra quelle che sarebbero venute”.

– Leggi anche: la cronaca di Dragons-Zebre

“Dopo la partita siamo usciti tutti insieme. È stato un bel momento, una bella liberazione per noi e per tutto lo staff”. Trecentocinquanta giorni dopo l’ultima vittoria, oltre un anno dopo l’ultimo successo in Pro14, i ducali sono tornati a festeggiare con una prestazione solida e senza troppi fronzoli in casa dei Dragons (a cui mancavano diversi giocatori importanti), disputando in particolare un secondo tempo quasi perfetto.

Come nelle sconfitte, anche questa vittoria ha confermato l’evoluzione che sta cercando di compiere questa squadra, passando da quello spirito puramente garibaldino della prima fase della gestione Bradley a un maggiore equilibrio in campo. Il secondo tempo giocato a Newport è stato innanzitutto ben gestito tatticamente dalle Zebre, capaci di restare nel campo dei Dragons per l’82% del tempo e di mantenere il 73% di possesso palla. Fasi statiche solide, conquista efficace, gioco al piede e pressione: le Zebre hanno ripassato al meglio l’abc del rugby per tornare a gioire.

“Logicamente con il passare del tempo siamo diventati un po’ più pragmatici nel gioco. Stiamo cercando il giusto equilibrio – ha detto il capitano delle Zebre, alla seconda partita da leader della squadra – Per questa partita contro i Dragons, ci eravamo detti di restare il più ordinati possibile. Abbiamo iniziato male, perdendo troppi palloni e facendo brutti passaggi, ma poi abbiamo gestito bene il possesso e l’occupazione territoriale. Alla fine siamo venuti fuori”.

L’utilizzo del gioco al piede peraltro è stato quanto mai incisivo per schiacciare i gallesi nella propria metà campo. “Sapevamo di dover alternare di più il nostro gioco, visto che l’avversario ormai ci aspettava sempre con 14 uomini sulla linea. Siamo riusciti a farlo bene, abbiamo lavorato bene in questo senso. Abbiamo fatto autocritica sotto quest’aspetto”.

Soprattutto dopo la terza segnata da Boni, le Zebre hanno comunque ritrovato in parte anche quella confidenza nel compiere gesti tecnici un po’ più complessi e audaci. “Nel primo tempo siamo rimasti forse troppo nei binari della partita che avevamo preparato, mentre nel secondo in effetti è cresciuta la confidenza e siamo riusciti anche a fare una bella partita”.

“Siamo ancora in evoluzione – ha continuato il secondo centro – Se avessimo vinto contro Leinster o Stade Francais non avremmo rubato niente. In certe partite abbiamo avuto più possesso, fatto più clean break e commesso meno falli, ma poi perdevamo sempre. Ci eravamo detti di migliorare qualche dettaglio”.

Sabato prossimo, a Parma, ci sarà la possibilità di tornare alla vittoria anche davanti al proprio pubblico. Sul prato del Lanfranchi, che Bisegni spera sia migliore rispetto alle ultime uscite, arriveranno i francesi del Brive, capaci di battere proprio lo Stade Francais nell’ultima giornata del Top 14. “Certamente punteremo a vincere. Le squadre francesi non sempre vengono con le migliori formazioni, lo sappiamo, anche se lo Stade aveva diversi internazionali due settimane fa”.

Daniele Pansardi

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