Super Rugby: arriva il derby neozelandese che vale la finale

Si gioca Crusaders-Hurricanes: sembra quasi una finale anticipata

ph. Reuters

Vincere a Christchurch, al di là del nome della città, è un vero e proprio miracolo. Gli Hurricanes sono chiamati ad essere la prima squadra a battere i padroni di casa, e campioni in carica del Super Rugby, dei Crusaders fra le mura amiche nei playoff.

Delle 35 partite di playoff disputate, infatti, i Crusaders ne hanno vinte 25, ma nessuna delle dieci sconfitte ha avuto luogo in quel di Christchurch, dove i rossoneri detengono un record di 19 vittorie ai playoff.

Anche questa volta potrebbe non essere il più semplice dei compiti: i Crusaders si sono disfatti dell’opposizione degli Sharks ai quarti con imbarazzante superiorità (40 a 10 il finale), e sono in una striscia positiva di 13 vittorie consecutive, avendo dominato in lungo e in largo la stagione regolare.

Altre tre statistiche fondamentali: i Crusaders sono primi nel Super Rugby per media mete per partita (4,8), minor numero di placcaggi sbagliati per partita (20), mantenimento del possesso in ruck (97%). E’ anche per questo che Chris Boyd, head coach degli Hurricanes dice: “Sono bravi nelle fasi ordinate e nel breakdown, hanno un buon gioco al piede e giocano bene in attacco e in difesa. Non giocano contro nessuno dei vincitori della fase di conference e questo per nessun altra ragione se non per il fatto che sono una squadra maledettamente forte.”

La squadra di Kieran Read, insomma, sembra non temere rivali, e tutti gli addetti ai lavori le assegnano già metà del trofeo tra le mani. Se c’è però una squadra che può sperare nel colpaccio, quelli sono gli Hurricanes.

Una linea arretrata come quella della squadra di Wellington è un lusso che quasi nessun altro, fra le pur micidiali squadre del Super Rugby, è arrivato a potersi permettere. Una backline rapida, fisica, fantasiosa e incendiaria, che al fianco di Beauden e Jordie Barrett dispone dell’impatto di Ngani Laumape e Julian Savea, dell’estro di TJ Perenara, del rugby tip-tap di Nehe Milner-Skudder e del metaman della competizione Ben Lam. Un assortimento esplosivo che nella giusta giornata può far vedere i sorci verdi a chiunque.

Certo, dall’altra parte non si scherza, perché al fianco degli internazionali Crotty e Goodhue, c’è ad esempio un George Bridge che nelle ultime apparizioni è stato semplicemente incontenibile con la maglia numero 11. Importante il recupero per i Crusaders, nel pacchetto di mischia, del pilone sinistro Moody, che ancorerà una piattaforma stabile. Nei primi otto uomini, dovrebbero avere un lieve vantaggio i padroni di casa, specie nelle fasi statiche.

In questo 2018 gli Hurricanes hanno vinto in casa e perso a Christchurch i due incontri con i Crusaders, ma hanno avuto ragione due delle ultime tre volte, e sei delle ultime nove. Ciò nonostante, è da quattro partite ad eliminazione diretta che i crociati proseguono, mentre gli uomini di Wellington concludono la stagione. Anche per questo i netti favoriti della semifinale sono i padroni di casa.

Si gioca alle 9:35 italiane di sabato, agli ordini del fischietto sudafricano Jaco Peyper. Diretta televisiva assicurata su Sky Sport Arena, canale 203.

 

Crusaders: 15 David Havili, 14 Seta Tamanivalu, 13 Jack Goodhue, 12 Ryan Crotty, 11 George Bridge, 10 Richie Mo’unga, 9 Bryn Hall, 8 Kieran Read, 7 Matt Todd, 6 Jordan Taufua, 5 Sam Whitelock (c), 4 Scott Barrett, 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
A disposizione: 16 Andrew Makalio, 17 Tim Perry, 18 Michael Alaalatoa, 19 Luke Romano, 20 Pete Samu, 21 Mitchell Drummond, 22 Mitchell Hunt, 23 Braydon Ennor

Hurricanes: 15 Nehe Milner-Skudder, 14 Julian Savea, 13 Jordie Barrett, 12 Ngani Laumape, 11 Ben Lam, 10 Beauden Barrett, 9 TJ Perenara, 8 Blade Thomson, 7 Gareth Evans, 6 Brad Shields (c), 5 Sam Lousi, 4 Michael Fatialofa, 3 Jeff To’omaga-Allen, 2 Ricky Riccitelli, 1 Toby Smith
A disposizione: 16 James O’Reilly, 17 Chris Eves, 18 Ben May, 19 Vaea Fifita, 20 Ardie Savea/Reed Prinsep, 21 Jamie Booth, 22 Ihaia West, 23 Wes Goosen

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