Benetton Treviso: luci e ombre del tempo presente

Eguagliato il record stagionale di dieci vittorie, ma quanta (troppa) fatica per battere Dragons e Kings

ph. Ettore Griffoni

“Edimburgo ha perso l’unica partita che avrebbe dovuto vincere” ha detto Tito Tebaldi, con un sorriso, nel post-partita di Benetton-Dragons. Una ironica verità, quella del mediano di mischia nocetano: dopo il doppio derby italiano e scozzese di Pro14 nel periodo natalizio, con il nuovo anno Edimburgo, che occupava il quarto posto ed era nel mirino del Benetton che inseguiva, ha infilato una serie positiva di sei vittorie consecutive: una striscia che gli ha permesso di seminare gli inseguitori e candidarsi ad un posto ai playoff di campionato.

La striscia positiva della squadra della capitale scozzese si è però interrotta lo scorso fine settimana, quando ha ceduto in casa proprio contro Ulster. Un risultato piuttosto inaspettato alla vigilia, visto che i nordirlandesi hanno vinto solamente due partite quest’anno in trasferta, a Monigo a settembre e a Port Elizabeth a novembre.

La vittoria di Ulster su Edimburgo ha permesso loro di mantenere la quarta posizione con una partita in meno, e di lasciare l’ambizione del Benetton Treviso di raggiungere il quarto posto appesa ad un esile filo. I Leoni sono attesi sabato ad una durissima trasferta a Dublino, contro il Leinster, e chiuderanno poi la propria stagione il 28 aprile con il terzo derby d’Italia contro le Zebre. Per sperare, Treviso dovrebbe vincere entrambe le partite e confidare in due sconfitte degli irlandesi nelle ultime tre partite (Ospreys e Glasgow in casa, Munster in trasferta).

Cinque anni dopo

Con la vittoria di sabato sera, il Benetton Treviso ha eguagliato il record di dieci vittorie stagionali precedentemente ottenuto cinque anni fa, nella miglior stagione di una squadra italiana nel campionato celtico. Nella stagione 2012/2013 il Benetton di Franco Smith, capitanato dall’attuale DS biancoverde Antonio Pavanello, arrivò infatti al settimo posto.

La partita dei record, nel 2013, con la voce degli highlights che si concede un “Bravissimo!” alla meta di Luca Morisi.

Quest’anno la squadra di Crowley ha la possibilità, con un risultato positivo in una delle ultime due partite, di migliorare il precedente risultato, anche se in questo momento occupa l’ottava posizione in un’ipotetica classifica aggregata fra le quattordici squadre che da quest’anno compongono il campionato.

Per contro, questa potrebbe essere la prima stagione che i veneti concludono con un record vittorie-sconfitte positivo (attualmente dieci vittorie, nove sconfitte), traguardo mai tagliato neanche in quel 2013, che vide dieci vittorie, due pareggi e dieci sconfitte. Nel gioco di parallelismi fra il Benetton Treviso di ieri e quello di oggi cade anche il risultato che vedeva fra i migliori marcatori del torneo 2012/2013 Robert Barbieri, dove oggi c’è Monty Ioane.

La differenza fondamentale, però, è che il Treviso di Smith arrivava alla stagione del record nel momento più alto di un ciclo che si sarebbe di lì a poco esaurito, e dalle cui ceneri ci sono voluti tutti questi anni per rialzarsi e ritrovare un percorso di crescita che oggi sfocia nell’attuale squadra, che può considerare questa stagione come un punto di partenza dalla quale proseguire migliorando.

Il momento del Benetton

La rincorsa al quarto posto si è fatta assai complessa, ed è ormai ridotta a poco più di una speranza la possibilità che Treviso possa giocarsi l’accesso alla Champions Cup del prossimo anno, traguardo importante e che metterebbe a tacere qualche voce: nel primo anno in cui l’accesso alla coppa regina deve essere conquistato per merito, la presenza di una squadra italiana sarebbe un segnale fantastico.

Per tenere viva quella speranza, i Leoni hanno centrato l’obiettivo di ottenere dieci punti in classifica dalle ultime due partite, disputate contro le due squadre più deboli della lega celtica: Kings e Dragons. Lo scontro decisivo, come in un videogame da sala giochi, arriva contro il mostro conclusivo: il Leinster di questi tempi, che domina dall’alto la Conference B e ha concesso solo quattro vittorie alle proprie rivali in campionato.

Nonostante gli ultimi due successi, il Benetton Treviso non arriva al momento clou della stagione nel modo migliore possibile. Le ultime prestazioni hanno infatti visto la squadra di Crowley offrire prestazioni a corrente alternata che hanno fatto più preoccupare che ben sperare.

Le partite contro Kings e Dragons hanno infatti mostrato tutti i limiti che Treviso deve ancora superare per crescere: due partite che potevano essere vinte in tutta tranquillità, anche imponendo per una volta parziali pesanti agli avversari (come ha sottolineato lo stesso Tebaldi), che per poco non si sono trasformate nelle sconfitte che avrebbero definitivamente segnato l’anticipata conclusione della stagione dei biancoverdi.

Contro i Kings, Treviso parte di gran carriera e segna quattro mete nel giro di ventotto minuti. La quinta meta di Steyn nella ripresa sembra chiudere definitivamente i conti per una squadra che già da qualche minuto aveva tirato i remi in barca. I padroni di casa invece non si arrendono e con due mete negli ultimi venti minuti arrivano a minacciare il risultato, fino a portarsi sotto di un punto e giocarsi tutto con l’ultimo pallone.

Nell’ultimo scontro con i Dragons il copione è praticamente lo stesso: Treviso è nettamente la migliore delle due squadre e domina per cinquanta minuti. Segna quattro mete nella prima frazione e sembrerebbe chiudere i conti nei primi minuti della ripresa, ma la quinta marcatura viene annullata dal TMO. Convinti di avere la partita ormai in cascina, i Leoni lasciano però campo agli ospiti, che rimontano fino a passare in vantaggio nei minuti finali. Solo il piede di Tebaldi dalla piazzola salva la situazione a tempo ormai scaduto.

La lettura di queste due partite racconta di un Benetton Treviso che ancora non è abbastanza forte per potersi permettere di accendere e spegnere l’interruttore a proprio piacimento. Quando la squadra sente di aver raggiunto il risultato, spesso anzitempo, sembra perdere la voglia di combattere e questo, per una squadra che sull’agonismo fisico punta molto, risulta subito in un abbassamento generale del livello che non è per niente facile contrastare una volta avviato.

Questa scarsa presenza mentale denuncia anche una diffusa mancanza di esperienza e di leadership: i giocatori più giovani mancano ancora di quel carisma necessario a trascinare la squadra, mentre i più anziani hanno un’esperienza limitata a livello di gestione del risultato positivo o mancano della leadership tecnica necessaria per essere d’esempio in certi momenti.

Da non dimenticare, in questo senso, le diverse assenze pesanti che Treviso accusa in questo momento delicato: giocatori come Dean Budd, Edoardo Gori, Ian McKinley avrebbero potuto essere d’aiuto in questi momenti, ma anche quel Robert Barbieri che si è fermato proprio pochi minuti prima della partita contro i Dragons.

Nonostante questo, però, la tendenza a farsi sfuggire di mano partite che con una maggiore tenuta psicologica sarebbero forse state portate a casa è il motivo per cui il Benetton arriva con qualche rimpianto di troppo a questo punto della stagione. Sarebbe stato forse meno cruciale dover passare per una vittoria a Dublino portando a casa le ancora brucianti sconfitte contro Connacht e Cardiff Blues, peraltro le uniche due sconfitte da gennaio a questa parte, oppure la trasferta di Ulster a novembre.

Verso Dublino

Il lato positivo viene dai momenti in cui Treviso, nelle ultime partite, ha dovuto conquistarsi i punti e le mete per vincere la partita, evidenziando un gioco fatto di penetrazioni e allargamenti, con un’intensità notevole e un’efficacia ancora maggiore. Questo fa ben sperare per la dura partita di sabato a Dublino, dove il Benetton può smettere le scarpe scomode della squadra favorita e indossare gli stivali da lavoro che invece calzano tanto bene a una squadra che reagisce meglio quando le occasioni sono importanti.

Sarà necessario rimettere a posto una difesa che era il marchio di fabbrica della squadra nella prima parte di stagione, ma che a partire da gennaio è stata più volte messa in difficoltà anche da attacchi non proprio irresistibili. Non sono automatismi che si inventano dall’oggi al domani, e ritrovare le certezze perdute nel corso del tempo a livello collettivo non è affatto facile, ma proprio l’importanza e il fascino della sfida potrebbero dare quell’impulso psicologico necessario a fare il salto di qualità se non dal punto di vista dell’organizzazione e della struttura, almeno da quello della volontà fisica di andare a prendere l’avversario e mettere il proprio corpo a disposizione della squadra.

Comunque vada alla RDS, la stagione del Benetton Treviso è stata importante e positiva. Una stagione che ha restituito legittimità e senso alla presenza delle franchigie italiane in Pro14. Sarebbe un risultato fantastico poterla chiudere in bellezza, ma ancora più importante è che diventi un gradino dal quale continuare soltanto a salire.

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