Pro12: Benetton e Zebre, il punto dopo il sabato celtico

Il tecnico dei ducali Guidi chiede a suoi confidenza, Ugo Gori vuole invece una reazione

zebre rugby scarlets

ph. Luca Sighinolfi

Si è giocata nel weekend la decima giornata del Guinness Pro12, che ha fatto registrate per le franchigie azzurre due sconfitte: pesante quella della Benetton, battuta 47-8 da Connacht a Galway, combattuta quelle delle Zebre, che al Lanfranchi hanno strappato agli Scarlets un punto di bonus.

 

Qui Benetton, Gori: basta brutte figure

Dalle pagine de Il Gazzettino, è l’esperto mediano di mischia Edoardo Gori a parlare del match irlandese e, in generale, del difficilissimo avvio di stagione dei Leoni, peggior difesa del torneo con 34 punti subiti in media.”Abbiamo difeso anche discretamente bene, purtroppo sono stati commessi degli errori, 4-5 sbagli che sono costati caro e a questi livelli gli errori ti portano a subire dei passivi pesanti come poi in effetti è accaduto”, ha detto il numero nove azzurro. Una cosa però è certa, “non possiamo continuare a fare queste brutte figure, dobbiamo trovare il modo di venirne fuori, prima possibile“. Ora sotto con il doppio impegno in Challenge Cup contro Bayonne: “Giocheremo comunque al massimo, anche perché queste due partite contro i francesi del Bayonne dovranno servire per il nostro percorso di crescita”.

 

Qui Zebre, coach Guidi: serenità e fiducia

Nella conferenza stampa post Scarlets, coach Guidi analizza gli 80 minuti del Lanfranchi. “Quando perdiamo confidenza dopo momenti negativi usciamo dal campo. Dobbiamo cercare di tornare invece subito in partita ripartendo dalle cose semplice. Quando la squadra ha confidenza gioca bene e arrivano i benefici per tutti come nel finale […] quando giochiamo, riusciamo a competere contro una squadra in forma come gli Scarlets”. Per il tecnico livornese, serve “serenità” per affrontare le gare con la giusta fiducia: “La nostra sfida è sulla serenità, giocare sulle cose preparate in settimana per competere in campo. Dobbiamo trovare fiducia per giocare 80 minuti capendo che ora la differenza tra noi e gli altri è solo questa: gli avversari vengono qui sfruttando i nostri errori”.

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