RFU e le porte chiuse per chi gioca all’estero: non si cambia per 8 anni

Niente nazionale per chi sceglie di andare a giocare per club lontani dall’Inghilterra. Lo dice Midi Olympique

COMMENTI DEI LETTORI
  1. gsp 20 Ottobre 2015, 13:16

    mah. se SAF ed AUS non possono permettersi questa politica, non puo’ permettersela nemmeno l’ING.

    • gsp 20 Ottobre 2015, 13:16

      permettersi dal punto di vista tecnico.

      • Alberto da Giussano 20 Ottobre 2015, 13:52

        E’ talmente scontato e ovvio quanto dici che non si capisce se appartiene ad una concezione ormai superata di superiority complex o all’idea di rafforzare il proprio campionato. ( o a che altro)

  2. Shane McDriscoll 20 Ottobre 2015, 13:29

    Giusto così! Tanto con tutto quello che vincono…
    Scherzi a parte non so quanto sarebbe cambiata la situazione anche se con Aus e Wal han giocato con due squadre che hanno avuto due 7 in campo o dal fischio d’inizio o nel secondo tempo mentre Eng ne aveva solo mezzo e secondo me questo un po ha influito. Poi col Galles han perso proprio do poco e secondo me S. Armitage è uno che in campo fa la differenza mentre Robshaw è un ottimo giocatore ma non un fuoriclasse.

    • And 20 Ottobre 2015, 14:12

      Robshaw è un onesto giocatore..ma prendi Lobbe: un’altra categoria.

      • San Isidro 21 Ottobre 2015, 02:04

        Robshaw è molto più che un “onesto giocatore”…Lobbe comunque è davvero in forma smagliante dopo che per oltre un anno era stato opaco con i Pumas, peccato che dopo la RWC lasci la nazionale…

  3. gasport 20 Ottobre 2015, 14:01

    Se vuoi cercare di mantenere “alto” il livello del tuo campionato nazionale non vedo alternativa a questa policy.

    Se non puoi rendere appetibile dalla parte economica, lo devi fare dalla parte tecnica (offrendo un campionato di livello), dalla parte benefit (mantenere lo “stesso livello” di stipendio giocando meno partite ad esempio con Sexton alle stesse latitudini ha funzionato) e a un certo punto “forzando” un pò la mano chiudendo le porte della nazionale.
    Chi ha ancora dei valori e crede nella maglia ci pensa un attimo…

    Se poi pensate che aprire l’ovile e lasciare andare tutti in Francia sia la soluzione migliore…Mah..

    • Alberto da Giussano 20 Ottobre 2015, 14:10

      Io non credo molto alle cose imposte . Detto questo il problema è fare una nazionale forte e non fare giocare Armitage perché gioca in Francia non mi sembra che sia funzionale al progetto .

      • gasport 20 Ottobre 2015, 15:14

        Gli Armitage hanno scelto entrambi la Francia perchè i ponti erano più d’oro di quelli gli hanno fatto in Inghilterra..

        Hanno fatto una scelta e di tornare in Inghilterra non ci pensano nemmeno..

        Credo che della maglia della rosa gliene freghi uguale..
        Abendanon qualche volte almeno si è espresso in merito e il suo pensiero lo conosciamo..

        Se la federazione ci tenesse così tanto non li avrebbe mai lasciati andare…Wilkinson se n’è andato a Tolone quando non era più indispensabile (secondo la RFU eh)…L’avrebbero mai lasciato andare prima?

        • Alberto da Giussano 20 Ottobre 2015, 15:35

          Vincere o perdere a livello internazionale è questione di dettagli, a volte basta una sostituzione sbagliata o un giocatore non all’altezza. Rinunciare a priori a qualcuno dei più forti mi sembra deleterio. Ma io non sono inglese nè ,spesso, riesco a capirli.

        • gsp 20 Ottobre 2015, 15:45

          Gasport devi valutare quanto hai perso, rimanendo fuori dai quarti.

          adesso e’ difficile da dire, e dubito che Abendanon avrebbe fatto la differenza, pero’ Armitage grosso si, l’avrebbe fatta secondo me.

          cambiare regole in corsa darebbe problemi al gruppo (ma non penso con l’AUS sia stato un grosso problema) e quindi meglio mettere le cose in chiaro oggi.

          E’ una misura presa per aiutare i club, non necessariamente, o solo indirettamente, per la nazionale.

          per i giocatori, la francia puo’ essere una attrazione per i soldi, pero’ non funziona per tutti. molti sono andati via dalla Francia proprio perche’ non e’ un campionato che va bene a tutti. penso alle dichiarazioni di Hamilton, ma non solo.

  4. And 20 Ottobre 2015, 14:11

    ma quel Mark McCafferty sarà mica italiano??

  5. Mr Ian 20 Ottobre 2015, 14:32

    Io sono d accordo sul tenere i giocatori in Inghilterra. Ovvio che non si possono fare parellelismi con l Italia, ma se fino a ieri i club di premiership chiedevano più coinvolgimento, di contro devono mettersi le mani in tasca per trattenere i propri giocatori, non dico svenarsi ma quantomeno pareggiare le offerte ed evitare di comprare gente all estero, tanto la storiella dei salary cup mi sa che non ci crede più nessuno

  6. Giovanni 20 Ottobre 2015, 15:41

    Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

  7. Katmandu 20 Ottobre 2015, 18:01

    …. E allora si meritano di uscire al primo turno per le prossime due edizioni….

  8. Jager 20 Ottobre 2015, 18:19

    Linea che condivido in pieno . Penso che è una politica che RFU può portare avanti senza ripercussioni , poi si può sempre derogare a fronte di casi particolari ( essere più cattolici del papa non paga mai ) . Non credo che la débâcle mondiale sia dovuta all’ assenza degli “espatriati” . Ogni giocatore può scegliere : se scegli Tolone o Parigi buon per te ‘, bye bye

  9. erfuria 20 Ottobre 2015, 19:37

    La scelta secondo me favorisce anche il livello generale del movimento inglese. Potendo contare sui nazionali e su tutti quelli che ambiscono a diventarlo, hanno un livello tecnico molto buono con costi accettabili. Lasciando andarli fuori per elevare il livello dovrebbero prendere molti stranieri che probabilmente alla fine farebbero scendere il livello tecnico inglese (vedi Francia): e secondo kecanche per i giovani sarebbe meno appetibile cecare di arrivare all’alto livello e se ne perderebbero molti. Non dimentichiamo che l’Inghilterra è motomoegata alle tradizioni.

  10. RigolettoMSC 20 Ottobre 2015, 20:51

    Boh, non so quanto paghi la nazionale inglese… Questi ragazzi sono dei professionisti che praticano uno sport dove non é difficile infortunarsi gravemente e chiudere la carriera in anticipo (v. il Bergamasco biondo, tanto per rimanere in Italia, o quanto ha rischiato Morisi) e, al di là della facile retorica della bandiera, quando decidono di andare dove possono sistemarsi credo facciano bene. E non penso che il fatto di non poter giocare in nazionale possa frenare più di tanto un giocatore forte e affermato, magari uno giovane sì, ma fino a quando?

    • malpensante 20 Ottobre 2015, 22:01

      Intanto tieni quelli. Chi se lo può permettere. Ne guadagna il campionato e i club più di quanto ci perda la nazionale, e comunque si saranno fatti i conti di costi e benefici per gli uni e per gli altri.

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