Irlanda-Inghilterra, umori diversi in conferenza stampa

Paul O’Connell parla del suo futuro, Schmidt riposa 24 ore, Lancaster spera ancora…

Volti scuri per Lancaster e Robshaw nelle conferenze stampa di fine gara

Volti scuri per Lancaster e Robshaw nella conferenza stampa di fine gara

DUBLINO L’Irlanda esulta per la vittoria sull’Inghilterra e il primo posto solitario nel 6 Nazioni ma è in ansia per Johnny Sexton. Durante la conferenza stampa post partita il coach degli irlandesi Joe Schmidt non ha rassicurato media e tifosi sulla salute del numero 10, facendo crescere la preoccupazione. “Johnny ha sentito una fitta al tendine del ginocchio mentre calciava dall’angolo la trasformazione della meta di Henshaw. Il giocatore non è stato visitato, quindi non posso commentare in merito alla gravità – ha raccontato il coach irlandese, che si è rifiutato di dire se Sexton è in dubbio per la trasferta in Galles del 14 marzo -“. Ovvio che le speranze irlandesi di vincere il torneo si ridurrebbero molto se i verdi fossero costretti ad affrontare Galles e Scozia lontano da casa senza il loro numero 10 titolare.

“Adesso per una volta mi prenderò 24 ore per godermi queso momento – aggiunge Schmidt -. Poi avremo un camp a Belfast nel quale inizieremo a preparare la partita di Cardiff. Penso che oggi abbiamo mostrato carattere quando sono venuti nel nostro territorio nell’ultimo quarto di gara. Sui singoli voglio citare O’Donnell che ha fatto una super partita, e con lui Murphy. È anche importante che abbiamo una differenza punti migliore di quella inglese di 15 punti (40 l’Irlanda, 25 l’Inghilterra, ndr) perché loro hanno adesso due partite in casa e potrebbero metterci pressione se dovessimo perdere una delle due partite”.

Inevitabile la domanda sul Grande Slam. “Aspetto il tweet di O’Driscoll per avere un po’ di pressione addosso – ha scherzato Schmidt -. In ogni caso è difficile, al Millenium sarà dura perché loro adesso sono rientrati in pieno nella lotta per il titolo. L’ultima volta che hanno vinto il torneo hanno perso la prima in casa e poi hanno vinto le altre quattro, una cosa che sicuramente vorranno ripetere”.

Al capitano Paul O’Connell è stato chiesto se questa è stata la sua ultima partita del 6 Nazioni a Dublino. “Forse, o forse no – dice -. Non ho deciso, mi diverto a giocare e vedrò se e quanto posso continuare. Adesso penso solo a questo torneo e ai mondiali. Poi vedremo come mi sentirò e quali saranno le mie motivazioni”.

Umore ben diverso fra gli inglesi. Siamo stati in partita per tutto il primo tempo – dice coach Lancaster -. L’Irlanda ha avuto il merito di vincere le sfide nei momenti chiave, per esempio quelle due rimesse laterali consecutive nel primo tempo quando eravamo vicini alla loro linea di meta. La disciplina è stata decisiva e ha permesso all’Irlanda di costruire il 9-3 del primo tempo con le penalità che non avremmo dovuto concedere. Poi l’Irlanda ha anche avuto fortuna in alcuni episodi. La meta, ad esempio. Quando hanno segnato eravamo 12-3, la partita era ancora aperta. L’arbitro aveva fischiato una punizione per loro e Murray ha calciato nell’area di meta senza grande convinzione, come si fa in quei casi; e invece si sono ritrovati 19-3. In generale avevamo difeso bene sulla loro tattica di calci, contenendo Bowe, Zebo e Kearney. Purtroppo, come ho detto abbiamo perso quello chiave che ha portato alla loro meta e deciso il match”.

Sulle prospettive del torneo, il coach è ancora ottimista. “Avevamo il momentum dopo la prima partita e sapevamo che qui sarebbe stato difficile. Credo che possiamo ancora vincere. Noi adesso abbiamo due partite in casa mentre l’Irlanda ne ha due fuori e in Galles sarà molto difficile per loro perché adesso sono tornati in corsa per la vittoria e saranno molto determinati. La storia di questo torneo dice che ci sono poche squadre in grado di fare il Grande Slam, non dobbiamo abbatterci e continuare a lavorare con convinzione. Certo, dopo la vittoria in Galles avevamo l’inerzia dalla nostra e adesso invece siamo dietro l’Irlanda. L’importante è adesso continuare a crederci”.

di Damiano Vezzosi

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