Per l’Australia facile vittoria a Dublino: 32-15

I canguri non fanno niente di eccezionale ma sbagliano meno dei padroni di casa, che chiudono senza mete

Toner lascia passare Cummins che va a segnare la prima meta aussie ph. Craig Brough/Action Images

DUBLINO – Un’Australia non bella e spesso sporca vince senza faticare troppo contro una Irlanda che sbaglia troppo e non concretizza le occasioni che crea. I verdi commettono errori clamorosi in difesa in più fasi del match e l’Australia, senza strafare ma con grande solidità, porta dalla propria parte una partita che probabilmente pensava più difficile. Gli irlandesi pagano una brutta serata di molti prim’attori e, soprattutto, sbagliano troppi controlli di palla in attacco chiudendo senza mete, nonostante oltre 15 minuti di superiorità numerica.

L’atmosfera in città era elettrica, niente di paragonabile rispetto a sette giorni prima. L’aria da tutto esaurito e big match si respirava già di prima mattina, salendo su un mezzo pubblico in una qualsiasi zona della città. Sotto felpe e giubbotti ovunque spuntano maglie verdi. Già due ore prima della gara le strade intorno allo stadio erano affollate. I bagarini vendevano biglietti a 300 euro. Molti trascorrono l’attesa nei pub e nei gazebo guardando Inghilterra-All Blacks, anche… certo, anche: non sarà mica necessario scrivere l’altra cosa che viene fatta? Questo è uno di quei giorni in cui inevitabilmente ci si dice: “Prima o poi apro un pub”.  La notizia della possibile assenza di Dan Carter domenica 24 viene accolta con sincero dispiacere.

Schmidt ha scelto una formazione con 11/15 della squadre che batté l’Australia 15-6 ai mondiali 2011, nell’ultimo confronto diretto. Quella sconfitta mandò i canguri nella parte del tabellone dove era la Nuova Zelanda, che li battè in semifinale.

L’inizio è una sagra di errori da entrambi i lati. La prima perla è di Cooper che apre il campo con un calcio che non diventa una meta solo perché la palla esce in fallo laterale 3 metri prima della linea di meta, con Ashley-Cooper pronto a raccoglierla. Il primo fallo irlandese al 9′ scalda lo stesso Cooper (0-3). Sexton pareggia al 13′ da 25 metri su azione innescata da un clamoroso carretto irlandese. Partita nervosa, Cooper sbaglia il secondo calcio al 16′ da facile posizione. Un errore di placcaggio di Toner favorisce la meta di Nick Cummins al 18′, su una veloce azione alla mano partita dai 40 metri (3-10). Sexton fallisce una punizione non impossibile dalla linea dei 22. Dopo poco più di un quarto è 10-3 per l’Australia, la squadra che ha sbagliato meno. Il lato destro della difesa irlandese sbaglia ancora al 25′, concedendo una facile meta a Hooper, Cooper non trasforma (3-15 al 25′).

La reazione dei verdi è feroce ma non lucidissima, una meta viene gettata da un paio di errori di controllo e alla fine i punti sono solo 3. I però hanno trovato continuità: poco dopo su iniziativa di McFadden costringono al fallo da giallo Michael Hooper, Sexton segna subito, 9-15. Poco dopo ancora una punizione e si va 12-15. Col finire del tempo la difesa aussie fa più fatica a contenere le iniziative dei verdi, ma proprio sull’ultima azione Sexton si infortuna a una coscia ed esce dal campo scuotendo il viso.

Al rientro come previsto Sexton non c’è, e la sensazione è che l’infortunio sia serio. Al suo posto Madigan che inizia nel modo peggiore senza neppure tentare di placcare Cooper sui 5 metri, mandandolo in meta: 12-22, che poco dopo diventano 25. Va meglio al piede: il primo calcio al 56′ lo mette fra i pali.

L’ultima fiammata irlandese viene lanciata da un’iniziativa di O’Driscoll e Madigan, ma non porta risultati. L’Australia a quel punto torna in avanti e chiude la gara con una mischia in movimento schiacciata da Hooper. Cooper trasforma il 32-15 ed esce.

Tevita Kuridrani macchia l’immagine della vittoria australiana con un fallo pericolosissimo su O’Mahony (lo alza e lo ribalta facedogli battere la testa) punito col rosso. Il fallo scatena l’orgoglio irlandese: due quasi mete (una segnata ma annullata dal tmo, una persa in avanti) ma in entrambi i casi l’Australia se la cava e chiude sul 32-15.

 

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Brian O’Driscoll, 12 Luke Marshall, 11 Fergus McFadden, 10 Jonathan Sexton (22 Ian Madigan), 9 Eoin Reddan (21 Conor Murray), 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Paul O’Connell, 4 Devin Toner, 3 Mike Ross (18 Stephen Archer), 2 Rory Best (16 Sean Cronin), 1 Cian Healy. Sostituti: 17 Jack McGrath, 19 Mike McCarthy, 20 Kevin McLaughlin, 23 Robbie Henshaw.

Mete:  73′

Trasformazioni: 

Punizioni: 12′, 29′, 34′, 40′, Sexton, 56′ Madigan

Australia: 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper (23 Joe Tomane), 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Toomua, 11 Nick Cummins, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia (19 Sitaleki Timani), 8 Ben Mowen (capt), 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 James Horwill, 4 Rob Simmons, 3 Sekope Kepu (18 Paddy Ryan), 2 Stephen Moore (16 Tatafu Polota-Nau), 1 James Slipper. Sostituiti: 17 Benn Robinson, 20 Liam Gill.

Mete: 18′ Cummins, 25′  e 67′ Hooper, 47′ Cooper,

Trasformazioni: 19′, 48′ e 68′ Cooper,

Punizioni: 8′, 50, Cooper,

Arbitro: Chris Pollock (New Zealand), assistenti: Romain Poite (France), Stuart Berry (South Africa). TMO: Geoff Warren (England). Assessor: Tappe Henning (South Africa)

di Damiano Vezzosi

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