Test Match, come escono le squadre dopo gli incontri del weekend

Solamente gli Azzurri e i Pumas non sorridono. E sabato prossimo sfida di fuoco a Twickenham tra Inghilterra e Nuova Zelanda

ph. Christian Hartmann/Action Images

Messa in archivio la prima settimana completa di Test Match è il momento di fare un breve punto. Il quadro, purtroppo, è abbastanza sconfortante. Le magnifiche sei europee sorridono tutte, tranne l’Italia. Le sconfitte di Galles e Francia hanno messo in mostra il carattere e l’organizzazione di dragoni e galletti, mentre Inghilterra, Irlanda e Scozia hanno vinto e convinto. A Sud va male solo ai Pumas, ancora alla ricerca di un punto da cui ripartire.

 

Galles: i vincitori delle ultime due edizioni del Sei nazioni hanno incontrato la squadra più forte della terra (i marziani con la casacca nera almeno per adesso stanno più su). Dimostrando che è possibile giocarsela alla pari solo se si accettano ottanta minuti di intensità altissima, senza distrazioni e senza rinunciare al singolo centimetro in più, in attacco quanto in difesa. La partita per i dragoni ha preso una brutta piega quando Bismark du Plessis ha marcato la seconda meta sudafricana nel giro di pochi minuti. Gli Springboks sano quando affondare il colpo, e il merito di Warburton e compagni è quello di non essere crollati, ma anzi quello aver saputo colmare passo dopo passo, calcio dopo calcio, il gap.

 

Francia: l’altra sconfitta esce a testa più che alta. Pochi avrebbero pensato ad una simile prova di orgoglio da parte dei galletti, che nonostante qualche problema di formazione hanno portato gli All Blacks al riposo sul 9-9. Certo, avere a disposizione Parra è stato importante se non fondamentale, ma tutto il gruppo ha dimostrato solidità e consistenza. Le mete di Piutau e Read hanno spaccato ma non ammazzato il match, i padroni di casa hanno avuto il grande merito di rispondere subito, evidenziando con un’azione veloce un malposizionamento della difesa All Blacks a cui non siamo abituati, tanto più se a ridosso della meta. I prossimi Test contro Tonga ma soprattutto Sudafrica diranno molto su questa Francia, e vedremo se saprà trovare continuità e confidenza.

 

Scozia e Irlanda: bene, ma le aspettiamo al varco. L’Irlanda ha convinto l’ambiente, Joe Schmidt è partito col piede giusto, il suo gruppo sembra un bel mix affiatato e competitivo. Ora però si inizia a fare sul serio. Non che Samoa non fosse un avversario di rispetto, ma le partite con Australia e Nuova Zelanda saranno certamente diverse. E diranno che ruolo vogliono giocare i verdi, adesso ma soprattutto a Febbraio. Le sensazioni, comunque, sono positive, e se il buon giorno si vede dal mattino..E intanto, a Dublino si godono Paddy Jackson e David Kearney. Stesso discorso per la Scozia, che ha forse fatto più fatica del necessario per prendere in mano l’inerzia del match contro il Giappone. Le partite contro Sudafrica e Australia ci daranno più informazioni sullo stato di forma.

 

Inghilterra: i meriti del quindici di Lancaster sono in parte da condividere con i demeriti dell’Argentina, incapace di mettere veramente in difficoltà i padroni di casa di Londra per tutto il primo tempo. Rispetto alla partita con l’Australia, vinta senza convincere più di tanto, l’intensità è stata maggiore, e in attacco sono state esplorate più opzioni, alimentate tra gli altri anche da un Mike Brown in gran forma.

 

Argentina:  messi sotto anche dall’Inghilterra, i Pumas stano cercando una vittoria come punto di partenza da cui costruire il proprio futuro. Difficile però che possa arrivare dalla sfida di Cardiff contro un Galles combattivo e deciso a trasformare in vittoria la buona prestazione contro gli Springboks.

 

Australia: contro l’Italia la squadra di McKenzie ha confermato il buon momento. Quade Cooper sta tornando ai livelli più alti, l’alchimia tra gli avanti e i tre quarti comincia a farsi vedere, e le fasi statiche iniziano ad essere un problema anche per gli avversari. Certo, la difesa italiana ci ha messo del suo, ma i Wallabies hanno messo in chiaro che affrontarli a viso aperto comporta dei rischi. La prossima partita contro la Scozia potrebbe confermare il trand positivo.

 

Nuova Zelanda: contro la bestia nera Francia è sempre difficile. Certo, la splendida azione che ha portata Cory Jane vicino alla meta dopo appena due minuti ha fatto presagire un match meno difficile per gli All Blacks, che hanno trovato nella corsa e nelle mani di Piutau un alleato decisivo. Sabato si torna a Twickenham, per centrare il record di sole vittorie nel 2012. E laggiù di record interrotti ne sanno qualcosa…Inutile diro, partita da non perdere.

 

Sudafrica: beh, niente da dire. Hanno dimostrato che un motivo ci dovrà pur essere se dopo gli All Blacks.  Anche senza Steyn (ma le aperture si possono anche infortunare, chiedete a Graham Henry) la squadra è girata, e Lambie ha avuto il merito di tenere alta la linea difensiva, guidando bene le aggressive salite dei suoi.  Le Roux nel triangolo profondo ha dato fiducia e non si è fatto trovare in difficoltà. Per gli uomini di Meyer tocca alla Scozia, avversario che sembrerebbe essere alla portata.

 

Di Roberto Avesani @robyavesani

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