L’orgoglio azzurro fa tremare l’Inghilterra ma non basta: finisce 18 a 11

La migliore partita di sempre degli azzurri a Twickenham. Banda Brunel battuta ma gli applausi sono solo per noi

ph. Henry Browne/Action Images

Lo schema fin dal primo minuto è: Inghilterra che schiaccia il pedale dell’acceleratore, che fa pesare il gap tecnico e i chili ma che fa molta fatica ad andare a punti. Alla fine del primo tempo i padroni di casa sono avanti 12 a 3 grazie ai calci di Flood ma il dominio inglese si rivela piuttosto sterile, con le folate dentro i nostri 22 che dopo 40 minuti si contano sulle dita di una mano e di mete non se ne vedono.
E l’Italia? Soffre parecchio nei primi 10-15 minuti, poi cresce. Fa fatica a creare ma riesce comunque a mettere in difficoltà gli inglesi in diverse parti del campo. Un’Italia che bada soprattutto a contenere, ma in maniera molto intelligente. Chiedere di più era possibile? Forse, ma l’Italia del secondo tempo mette in campo una grinta, una cattiveria e una voglia di giocare che spaventa gli inglesi.
Menzioni speciali: Garcia, Masi, McLean, Cittadini. Un post-scriptum che non ci fa piacere scrivere, ma a volte le cose vanno dette: se gli arbitri ci tenessero un po’ più in considerazione non sarebbe poi così brutto.

 

Prima mischia ordinata, l’Inghilterra la stravince passando tutta dal lato sinistro, fallo per Flood che non sbaglia: al terzo minuto è 3 a 0 per i padroni di casa. Due minuti più tardi Venditti fa una cosa bella e una orribile: riesce a tenere in campo una punizione calciata male da Flood ma sul suo calcio di rilancio viene intercettato da Brown che non riesce a tenere la palla nell’area di meta per un nulla.
E’ l’Inghilterra che fa la partita, imponendo ritmi alti ma non forsennati, cercando di far pesare il suo strapotere fisico. La difesa azzurra regge, pur commettendo diversi errori , ma anche l’Inghilterra perde diversi palloni.  E nonostante la pressione non entra quasi mai nei nostri 22 metri.
Al 15′ Flood porta a 6 i punti dell’Inghilterra con una punizione calciata da una posizione centrale. Due minuti più tardi è invece Orquera a smuovere il tabellone azzurro sempre da fermo con una punizione ottenuta nella nostra prima vera azione d’attacco.
E col passare dei minuti l’Italia cresce in convinzione: al 20′ bellissima azione lungo l’out destro con Parisse che lancia Zanni con uno splendido sottomano, azione che poi si spegna nei 22 inglesi per un in avanti che in realtà non sembra esserci.
Al 24′ prima azione inglese che arriva in profondità ma Orquera, Masi e Gori riescono a tenere alto un pallone nelle mani di Flood: i padroni di casa si mangiano una meta che sembrava fatta. Al 28′ esce Castro per un problema alla coscia destra, dentro Cittadini. Due minuti dopo Gori si prende un giallo sacrosanto per un fallo di frustrazione, Italia in 14 per gli ultimi dieci minuto del primo tempo. Al 37′ Flood va ancora per i pali e porta il risultato sul 9 a 3, poi al 41′ nuovo fallo: si va al riposo sul 12 a 3.

 

Al 43′ gli inglesi vanno a quota 15 con l’ennesimo piazzato di Flood. La Banda Brunel però non molla, la nostra mischia non si fa mettere i piedi in testa – anzi – e Cittadini non fa rimpiangere Castrogiovanni. Al 49′ Orquera si trasforma in Maradona e con un pallonetto lancia in meta McLean, la nostra apertura poi non trasforma da posizione angolatiossima: e il tabellone dice 15-11, gara riaperta.
L’Italia è trasformata, una furia. Al 54′ Orquera sbaglia un piazzato. Poi è battaglia metro per metro con errori da entrambe le parti. Al 61′ Flood riporta a più sette gli inglesi (18-11).
L’ultimo quarto di partita la iniziamo senza che i padroni di casa abbiano segnato una meta, sotto il break  e con una prima linea che dice Giazzon-De Marchi-Cittadini. L’Italia schiaccia l’Inghilterra nei suoi 22 metri ma non riesce a sfondare e perde una rimessa laterale fondamentale e tre minuti dal termine. La gara finisce qui, con la sensazione di aver perso una grande occasione. Azzurri bravissimi.

 

Inghilterra: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Manu Tuilagi, 12 Brad Barritt, 11 Mike Brown, 10 Toby Flood, 9 Danny Care, 8 Tom Wood, 7 Chris Robshaw (c), 6 James Haskell, 5 Geoff Parling, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Tom Youngs, 1 Mako Vunipola.
Riserve: 16 Dylan Hartley, 17 David Wilson, 18 Joe Marler, 19 Courtney Lawes, 20 Tom Croft, 21 Ben Youngs, 22 Freddie Burns, 23 Billy Twelvetrees.

 

Italia: 15 Andrea Masi, 14 Giovambattista Venditti, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Luke McLean, 10 Luciano Orquera, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Alessandro Zanni, 5 Joshua Furno, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Alberto De Marchi.
Riserve: 16 Davide Giazzon, 17 Andrea Lo Cicero, 18 Lorenzo Cittadini, 19 Antonio Pavanello, 20 Francesco Minto, 21 Simone Favaro, 22 Tobias Botes, 23Tommaso Benvenuti.

 

Marcatori per l’Inghilterra
Mete:
Conversioni:
Punizioni: Flood (3, 15, 37, 40, 43, 61)

 

Marcatori per l’Italia
Mete: McLean (49)
Conversioni:
Punizioni: Orquera (17, 47)

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