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	<title>Mauro Bergamasco Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Mauro Bergamasco riparte dalla Serie C: sarà direttore tecnico delle Tigri Bari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 07:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A – B – C]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siglato un accordo triennale con la società, che vuole portare in alto il rugby nel capoluogo pugliese</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/03/30/mauro-bergamasco-riparte-dalla-serie-c-sara-direttore-tecnico-delle-tigri-bari/">Mauro Bergamasco riparte dalla Serie C: sarà direttore tecnico delle Tigri Bari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rugby in Italia è diffuso a macchia di leopardo. Specie al sud, dove singole realtà come Catania e Benevento, per fare due esempi, sono roccaforti della palla ovale. Adesso l&#8217;ambizione di diventare grandi ce l&#8217;hanno anche le Tigri Bari, società del capoluogo pugliese che ha appena messo sotto contratto l&#8217;ex Azzurro Mauro Bergamasco in qualità di direttore tecnico.</p>
<p>Un accordo ambizioso, della durata di tre anni, per far diventare grande una squadra che attualmente si sta giocando le proprie carte per ottenere la promozione dalla Serie C alla Serie B.</p>
<p>Domenica scorsa, Bergamasco era presente alla vittoria casalinga delle Tigri sul Palermo, per assistere ad una gara chiave in vista playoff per la squadra.</p>
<p><em>Leggi anche: <a title="Clicca per leggere" href="https://www.onrugby.it/2022/03/27/top10-a-che-punto-siamo-con-la-volata-playoff/" rel="bookmark">Top10: a che punto siamo con la volata playoff?</a></em></p>
<p>In qualità di direttore tecnico, l&#8217;ex flanker dell&#8217;Italia coadiuverà e supporterà tutto lo staff tecnico della squadra barese.</p>
<p>&#8220;L&#8217;accordo con Mauro rappresenta per noi un grandissimo sforzo &#8211; racconta Gennaro Totaro, Presidente del Bari &#8211; ma spiega chiaramente quali sono le nostre ambizioni, un personaggio della caratura internazionale come l&#8217;ex Nazionale ci porterà esperienza e capacità di coaching, ci aiuterà a dare quell&#8217; imprinting necessario per portare e fare il grande rugby a Bari, farci crescere, rendendoci un polo di attrazione rugbistico importante per il sud Italia&#8221;.</p>
<p>Mauro Bergamasco ha 42 anni, ha vinto due scudetti in Italia con il Benetton e due in Francia con lo Stade Français. È stato 106 volte azzurro fra il 1998 e il 2015 ed ha partecipato a ben 5 edizioni della Rugby World Cup.</p>
<p><em>Leggi anche: <a title="Clicca per leggere" href="https://www.onrugby.it/2022/03/27/serie-b-i-risultati-della-14esima-giornata/" rel="bookmark">Serie B: i risultati della 14esima giornata</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/03/30/mauro-bergamasco-riparte-dalla-serie-c-sara-direttore-tecnico-delle-tigri-bari/">Mauro Bergamasco riparte dalla Serie C: sarà direttore tecnico delle Tigri Bari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Le difficoltà dell&#8217;Italia? Provano a spiegarle Jacques Brunel e Mauro Bergamasco</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/12/10/le-difficolta-dellitalia-provano-a-spiegarle-jacques-brunel-e-mauro-bergamasco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 12:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex allenatore azzurro e il grande terza linea parlano all'Equipe del periodo difficile che sta vivendo la Nazionale italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/12/10/le-difficolta-dellitalia-provano-a-spiegarle-jacques-brunel-e-mauro-bergamasco/">Le difficoltà dell&#8217;Italia? Provano a spiegarle Jacques Brunel e Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Perchè l’Italia non ci riesce a rugby?” è il titolo di un articolo pubblicato sull’Equipe nel quale si prova a spiegare con numeri e parole la situazione della Nazionale italiana. Rapidi i collegamenti con i risultati deludenti nel Sei Nazioni, la cui ultima vittoria casalinga è del 2013 (proprio contro la Francia) e assoluta del 2015, prima poi della grande carestia di risultati e soddisfazioni che dura ormai da sei anni. Il quotidiano francese sottolinea anche le differenze tra i momenti in cui gioca la Nazionale e le partite di club, con numeri di spettatori che passano dai 50/60mila a poche migliaia.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/12/07/italia-u20-26-convocati-per-il-test-con-lirlanda/" target="_blank" rel="noopener">Under20, i convocati per la sfida con l&#8217;Irlanda a dicembre</a></strong></p>
<p>Tutti dati che gli appassionati italiani comunque conoscono, ma <a href="https://www.lequipe.fr/Rugby/Actualites/Veni-vidi-perdi-pourquoi-l-italie-n-y-arrive-pas-en-rugby/1303784" target="_blank" rel="noopener">L’Equipe</a> per provare ad approfondire la questione ha parlato con due persone che ben conoscono il rugby italiano: Jacques Brunel e Mauro Bergamasco. Per il primo, allenatore azzurro tra il 2011 e il 2016, “L<span lang="it-IT">&#8216;attuale generazione non ha saputo essere all&#8217;altezza de</span><span lang="it-IT">lle</span><span lang="it-IT"> precedenti </span><span lang="it-IT">che potevano contare su giocatori eccezionali: dai</span><span lang="it-IT"> fratelli Mauro e Mirco Bergamasco </span><span lang="it-IT">a</span><span lang="it-IT"> Martin Castrogiovanni, </span><span lang="it-IT">da </span><span lang="it-IT">Marco Bortolami </span><span lang="it-IT">ad</span><span lang="it-IT"> Andrea Lo Cicero” </span><span lang="it-IT">(non viene citato Parisse, che è tutto tranne che un giocatore del passato). </span></p>
<p><span lang="it-IT">Mauro Bergamasco aggiunge: </span><span lang="it-IT">“La nostra fortuna è quella di essere cresciuti a stretto contatto con i migliori all&#8217;estero. La Federazione Italiana solo di recente ha permesso ai suoi </span><span lang="it-IT">migliori </span><span lang="it-IT">giovani di andare oltre i suoi confini, </span><span lang="it-IT">è stato</span><span lang="it-IT"> perso molto tempo”</span></p>
<p align="left"><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/24/sei-nazioni-2022-il-calendario-partite-luoghi-date-ed-orari-del-torneo/" target="_blank" rel="noopener">Il calendario completo del Sei Nazioni 2022</a></strong></p>
<p><span lang="it-IT">Impegnato con il Valorugby come consulente, Brunel </span><span lang="it-IT">aggiunge</span><span lang="it-IT">: “</span><span lang="it-IT">La </span><span lang="it-IT">Federazione</span><span lang="it-IT"> aiuta finanziariamente le sue franchigie, </span><span lang="it-IT">e</span><span lang="it-IT"> il sistema c</span><span lang="it-IT">he porta i migliori a giocare nello United Rugby Championship è buono. Il problema è come riuscire a rendere più efficaci Benetton e Zebre facendo giocare e dando spazio ai giocatori della Nazionale”. Per lui comunque ci sono motivi per sperare: “Il rugby italiano è ancora capace di creare ottimi giocatori. Paolo Garbisi a 21 anni ha le chiavi di una grande squadra come Montpellier, ma reputo anche Minozzi un giocatore di livello”.</span></p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/06/10/il-sei-nazioni-maschile-femminile-e-under-20-sara-trasmesso-da-sky-sport/" target="_blank" rel="noopener">Il 6 Nations Maschile, Femminile e Under 20 sarà trasmesso da Sky Sport</a></strong></p>
<p><span lang="it-IT">Mauro Bergamasco sottolinea anche: “La presenza di Federico Mori a Bordeaux e di Riccioni ai Saracens non possono che farli crescere. Penso comunque che il problema principale sia a livello mentale: il nuovo head coach Kieran Crowley dovrà rilanciare l’abitudine a vincere”.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/12/10/le-difficolta-dellitalia-provano-a-spiegarle-jacques-brunel-e-mauro-bergamasco/">Le difficoltà dell&#8217;Italia? Provano a spiegarle Jacques Brunel e Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Mauro Bergamasco, tra addii, post carriera e ricordi azzurri</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/06/23/mauro-bergamasco-tra-addii-post-carriera-e-ricordi-azzurri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 06:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[post carriera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo parlato di diversi temi interessanti con l'ex flanker di Stade Francais e Zebre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/23/mauro-bergamasco-tra-addii-post-carriera-e-ricordi-azzurri/">Mauro Bergamasco, tra addii, post carriera e ricordi azzurri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo graduale dell&#8217;estate, abituale spartiacque tra una stagione sportiva e l&#8217;altra, anche in questo finale sui generis di giugno, molti atleti, chiusa &#8211; si fa per dire &#8211; l&#8217;annata agonistica, stanno annunciando alla spicciolata il loro ritiro dalle scene, chi da qualsiasi evento ovale, chi solamente da quelle internazionali.</p>
<p>Un momento, quello dell&#8217;addio al palcoscenico rugbistico, spesso tra i più difficili da gestire &#8211; sia a livello emozionale che di praticità &#8211; nella vita di un atleta, anche se lo hai preparato al meglio &#8211; o forse pensavi di averlo fatto -, per diversi anni.</p>
<p><em>L&#8217;esperienza di Mauro Bergamasco</em></p>
<p>&#8220;Verso fine 2013, più o meno quando poi lo annunciai effettivamente alla stampa, capii che stava arrivando il momento in cui smettere. Fu una battuta in spogliatoio dell&#8217;amico Michele Visentin a costringermi a pensare per la prima volta al ritiro&#8221;, esordisce Mauro Bergamasco, uno che dopo i successi in campo, ha saputo reinventarsi anche lontano dal rettangolo verde.</p>
<p>&#8220;Che mal di schiena!&#8221; dissi chinandomi per allacciare gli scarpini &#8220;E&#8217; la  vecchiaia Mauro&#8221; mi rispose Michele. Quattro parole che mi aprirono gli occhi&#8221;.</p>
<p>&#8220;In breve tempo metabolizzai la cosa. Il mio fisico necessitava di tempi di recupero sempre più lunghi necessari per permettermi di allenarmi agli standard prestazionali che mi prefissavo. Giocare tanto per giocare non è mai stato uno stimolo per me. Sentivo il bisogno di performare a certi standard&#8221;, spiega l&#8217;ex Stade Francais, rimembrando in modo nitido gli ultimi due anni in spogliatoio con il club multicolor.</p>
<p><em>Fissare un obiettivo, l&#8217;ultimo</em></p>
<p>&#8220;Così, come sempre accaduto in carriera, fissai un obiettivo a breve termine su cui lavorare: l&#8217;ultima stagione alle Zebre e la Coppa del Mondo (2015). Ero conscio, però, che sarebbe stato anche l&#8217;ultimo.&#8221;</p>
<p>&#8220;Gli ultimi giorni prima della gara d&#8217;addio, che nel mio caso, peraltro, non andò nemmeno in scena, vivi in uno strano limbo. Da un lato sei elettrizzato, eccitato in attesa di vivere quell&#8217;ultima grande esperienza sul campo, dall&#8217;altro non vedi l&#8217;ora di provare il dopo&#8221;, prosegue il flanker patavino, sottolineando poi come i primi giorni di distacco siano i più complessi da gestire.</p>
<p><em>Cosa succede là fuori?</em></p>
<p>&#8220;I primi giorni post gara confermarono la sensazione di straniamento. Avevo preparato tutto quello che mi aspettava dopo l&#8217;ultimo fischio finale dell&#8217;arbitro, ma non avevo preparato me stesso al dopo. Per quanto tu possa progettare materialmente cosa andrai a fare, non sarai mai pronto, come persona, sin da subito ad uno switch del genere. Ho dovuto ricominciare nuovamente da zero, lavorando su me stesso: testa bassa, grande lavoro ed anche la scelta delle persone giuste al tuo fianco&#8221;</p>
<p>&#8220;Già da tempo avevo m2m, azienda in compagnia di mio fratello, con la quale curavamo immagine e brand. L&#8217;idea era quella di sviluppare l&#8217;azienda, sin da subito attraverso un coaching individuale, sempre seguendo quella che era stata la &#8220;mia personale linea guida&#8221; che ho tenuto nel corso della vita: osservare ed analizzare il mio vissuto, facendo al contempo grande attenzione alle persone, ed al loro modo di vivere. Da sempre mi ha contraddistinto la volontà di raggiungere la grande performance, in campo e fuori, non solo attraverso il mero allenamento fisico, ma sviluppando anche altre aree della mia personalità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Pian piano, passando inevitabilmente attraverso fasi di alti e di bassi, il business si è evoluto positivamente e mi ha portato dove sono oggi. Faccio principalmente attività di public speaking: speech con aziende e/o squadre sportive durante meeting e convention, con inoltre anche la definizione di protocolli di formazione esperienziale per i clienti. Sviluppiamo un vero e proprio team building a livello di spirito, mentre entrando negli aspetti tecnici per quanto concerne anche il rugby, portiamo avanti un&#8217;attività di allineamento del board, entrando poi anche in dettagli tecnici, di gestione del team&#8221;.</p>
<p><em>Non solo motivatore e DAZN, ma anche i campus e una nuova app</em></p>
<p>Al fianco dei discorsi in pubblico, e delle telecronache su Dazn, nel quotidiano di Mauro Bergamasco ci sono altre attività importanti, a partire dallo sviluppo dei <a href="https://educationandsport.eu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Campus Educational And Sport</a>. &#8220;Con questi campus siamo giunti al decimo anno di attività. Avremmo dovuto avere il doppio delle settimane e doppio degli sport in questo 2020. Un programma educativo, all&#8217;interno del contesto sportivo, piuttosto composito. Confermati il rugby ed volley, avremmo lanciato anche camp di tennis e basket&#8221;.</p>
<p>&#8220;Invece, l&#8217;emergenza sanitaria ha modificato forzatamente i nostri piani. Stiamo lavorando alacremente per mandare in scena comunque due settimane classiche, a fine luglio, più una a Ragusa, la prima di settembre. Privilegeremo le età più grandi, anche perché più facilmente gestibili, alla luce di quelli che sono gli attuali protocolli&#8221;, chiarisce, facendo trasparire un desiderio costante di crescita personale ed innovazione in tutti i progetti in cui è coinvolto.</p>
<p><em>Voglia di innovare</em></p>
<p>Anche e forse soprattutto, in quello tecnologico, applicato allo sport, dove è impegnato con l&#8217;app Sport In Cloud. &#8220;Il progetto nasce ormai 4 anni fa, quando Davide Sovrano, programmatore e mio socio, ha creato una app per la gestione del torneo Bottacin, importante competizione giovanile organizzata dal Petrarca. L&#8217;idea è quella di eliminare, o comunque minimizzare tutti i documenti cartacei che regolano la burocrazia di una manifestazione del genere. Vogliamo capovolgere le esigenze dei tornei rugbistici, e sportivi in generale, permettendo la gestione direttamente su cloud. Dopo 3 anni di esperienza al Bottacin, ed un grande lavoro tra marzo e settembre 2019, abbiamo stabilizzato la app, oggi disponibile su tutti i dispositivi mobile&#8221;. (ndr &#8211; trovate tutte le info sul sito di <a href="https://sportincloud.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sport In Cloud</a>.)</p>
<p><em>Come funziona?</em></p>
<p>&#8220;Il torneo viene schedulato (definiti orario, campo e arbitro) direttamente dal nostro software. Tutte le società possono accedere al portale e creare una versione beta del torneo, per avere più chiare le idee sul funzionamento. Poi, ogni team può accedere a diversi pacchetti, ognuno con un costo differente a seconda di qualità e quantità del servizio richiesto. Una volta acquistato un determinato prodotto per un torneo, il tutto, nel corso della giornata di gara, verrà gestito tramite un link applicativo inviato ai vari referenti in giro per i campi, che segneranno live time mete e punteggio, vidimando il finale con le firme, sul pad, dei due allenatori. Nel frattempo, tutti i partecipanti al torneo, ma anche tutti i possessori della app, potranno seguire l&#8217;andamento della competizione, costantemente aggiornata, direttamente dal loro dispositivo mobile&#8221;, prosegue Bergamasco, svelando anche un&#8217;ulteriore novità legata alla app, in vista delle prossime settimane, oltremodo complesse causa Covid.</p>
<p>&#8220;Caricheremo sull&#8217;applicazione, proprio in questi giorni, a titolo gratuito, un software dedicato alla gestione delle entrate e delle uscite di persone, che siano ragazzini, allenatori o genitori non fa differenza, in un centro sportivo. Un qualcosa di quantomai utile vista la situazione attuale e che sarà reso <a href="https://sportincloud.com/allenamenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disponibile gratuitamente</a>&#8220;.</p>
<p><em>Addio senza saperlo</em></p>
<p>Una situazione di stallo totale, che ha costretto gran parte della popolazione mondiale a rallentare i ritmi abituali. A fermarsi un attimo a riflettere sulla propria vita, sui grandi traguardi raggiunti e sulle delusioni cocenti. E&#8217; successo anche allo stesso Mauro Bergamasco, che a distanza ormai di anni, tornando con la mente all&#8217;esclusione abbastanza clamorosa dai 23 dell&#8217;ultima partita azzurra nel mondiale del 2015, contro la Romania, che avrebbe dovuto rappresentare l&#8217;apparizione finale sul palcoscenico ovale del fuoriclasse di Padova, ha messo in ordine, con grande serenità, i fatti e le sue emozioni consequenziali, rispetto alla sorprendente scelta di Brunel.</p>
<p>&#8220;Ho avuto tempo e modo per digerire quella delusione. Ormai possiamo dire che l&#8217;episodio fa parte della storia, del mio passato, ed è stato metabolizzato. Partiamo da due presupposti: il primo è che non può esistere, per come intendo il rugby e la vita, che la nazionale italiana vada al Mondiale temendo la Romania. Il secondo è che un allenatore ha il sacrosanto diritto ed al tempo stesso il dovere di fare le sue scelte, assolutamente rispettabili.</p>
<p>Detto ciò, tutti hanno avuto modo di vedere le partite del Mondiale, ognuno ha potuto farsi la sua idea su quello che era lo stato di forma dei vari atleti impegnati nella rassegna inglese. Nella mia testa, io avrei dovuto giocare la partita conclusiva del nostro torneo, non perché meritassi di avere una passerella per il mio addio, bensì perché avevo dimostrato di essere il più il più in forma in quella terza linea.</p>
<p>Nessuno dello staff mi disse nulla nei giorni che precedettero l&#8217;annuncio della formazione. E neanche il giorno stesso in cui fu svelato il XV, che passammo per buona parte in viaggio verso Exeter, ricevetti una spiegazione, un&#8217;indicazione del perché fossi rimasto fuori. Non pretendevo trattamenti di favore, ma da veterano, avrei gradito perlomeno un cenno in tal senso.</p>
<p>Solo dopo la conferenza stampa, in cui diversi giornalisti dissero a Brunel che mi aveva mancato di rispetto per l&#8217;esclusione dai 23, il CT prese coraggio e venne a chiedermi cosa ne pensassi. Risposi che non avevo nessuna voglia di discutere della questione, ma che ero deluso per non aver avuto un posto in campo dopo aver dimostrato di essere il più in forma in terza linea, nel corso del torneo. Ricevetti grande supporto da diversi compagni di squadra, sia prima dell&#8217;incontro &#8211; ricordo di un toto formazione in cui tutti mi vedevano almeno nei 23 -, che poi sul campo, dopo il fischio finale. Più di qualcuno si ricordò del fatto che avrebbe potuto essere la mia ultima uscita: mi celebrarono a modo loro. Ricordo questa cosa con un pizzico di commozione.&#8221;</p>
<p><em>Grazie Ale (Zanni)</em></p>
<p>La stessa che deve aver provato, in questi giorni, Alessandro Zanni, al <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/17/alessandro-zanni-350-ore-in-campo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">passo d&#8217;addio con il Benetton Rugby</a> ed il rugby giocato dopo tre lustri da grande protagonista sul proscenio italico e non solo. Un uomo sia di forma che di sostanza, stimatissimo dentro e fuori dal campo. &#8220;Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandro sin dagli albori della sua carriera. L&#8217;ho visto crescere in nazionale, sia a livello fisico (sorride, ndr), che come persona. Ho letto molte parole sul suo conto in questi giorni, mi sento di sposare quelle scritte da Leonardo Ghiraldini, suo grandissimo amico anche in virtù di innumerevoli esperienze spese assieme. La sua caratteristica fondamentale è la disponibilità declinata in più forme. Da quella relazionale, con gli altri componenti di un gruppo, e quella verso il lavoro, portato avanti sempre con serietà ed entusiasmo, anche al cospetto di carichi durissimi. Inoltre, mi sento di aggiungere un&#8217;altra cosa degna di nota: Alessandro è sempre stato sé stesso. Nel mondo di oggi, forse, questo aspetto non paga subito, ma alla lunga diventa un tratto distintivo straordinario. Un qualcosa che possono vantare veramente in pochi&#8221;.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/23/mauro-bergamasco-tra-addii-post-carriera-e-ricordi-azzurri/">Mauro Bergamasco, tra addii, post carriera e ricordi azzurri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Mauro Bergamasco: i 5 Mondiali e quella meta a Murrayfield</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/05/01/mauro-bergamasco-i-5-mondiali-e-quella-meta-a-murrayfield/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Compie oggi 41 anni la leggendaria terza linea degli azzurri che ha segnato un'epoca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/05/01/mauro-bergamasco-i-5-mondiali-e-quella-meta-a-murrayfield/">Mauro Bergamasco: i 5 Mondiali e quella meta a Murrayfield</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se devi andare a &#8220;fare la guerra&#8221;, sportivamente parlando, uno come Mauro Bergamasco lo vuoi sempre al tuo fianco. Prima di cominciare una partita che tu sia stato il suo allenatore, un suo compagno o sia fra gli spalti a tifare puoi star sicuro che lui darà tutto senza riserve, in maniera leale.</p>
<p>Una terza linea con &#8220;la vita da mediano&#8221;, per dirla alla Ligabue: &#8220;Sempre lì, lì nel mezzo, che finché ce ne hai stai lì, stai lì&#8221;. E Mauro ne aveva di forza, di grinta, di impegno.</p>
<p>Quei <a href="https://www.onrugby.it/2015/08/17/mauro-bergamasco-passato-presente-e-futuro-del-rugby-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">106 caps con la maglia della nazionale</a> &#8211; dal 1998 al 2015 &#8211; andrebbero raccontati uno a uno, intrisi di sudore e di voglia di andare sempre oltre il limite per provare a portare l&#8217;Italia nel salotto buono del rugby internazionale. Una continua battaglia per la causa fatta di Sei Nazioni, Test Match e Mondiali.</p>
<p>Già, proprio quelle avventure iridate che l&#8217;hanno fatto diventare insieme al samoano Brian Lima, venendo poi raggiunto nel 2019 da Sergio Parisse, uno dei pochi rugbysti a disputare cinque Rugby World Cup nell&#8217;arco di una carriera.</p>
<p>Un percorso straordinario a livello internazionale, sviluppatosi parallelamente all&#8217;attività di club: dal Petrarca Padova alle Zebre, passando per Benetton Rugby, Aironi e soprattutto Stade Francais. Con il club transalpino, dal 2003 al 2011, Mauro cresce sotto tutti i punti di vista incastonando nella sua bacheca dei trofei anche gli scudetti vinti nel 2004 e nel 2007, che fanno eco a quelli ottenuti a Treviso nel 2001 e nel 2003.</p>
<p>Rivedere quello che è stato capace di fare non può che regalare emozioni, come quella volta che a Murrayfield &#8211; nel corso del Sei Nazioni 2007 &#8211;  diede il via con una meta d&#8217;intercetto, dopo pochi secondi dall&#8217;inizio della gara contro la Scozia, alla vittoria più bella e larga dell&#8217;Italia nella storia del torneo: un 17-37 in trasferta che ancora resta nella memoria degli appassionati.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/hRJvrmGdt_s" width="853" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><strong>E’ attivo il canale Telegram di OnRugby. <a href="https://t.me/onrugby" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Iscriviti</a> per essere sempre aggiornato sulle nostre news.</strong></p>
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		<title>Italia: Mauro Bergamasco vs Jake Polledri, chi è il più forte?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/04/23/italia-mauro-bergamasco-vs-jake-polledri-chi-e-il-piu-forte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 15:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Polledri]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>World Rugby ha lanciato la sfida sui suoi canali paragonando i due in un video </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/23/italia-mauro-bergamasco-vs-jake-polledri-chi-e-il-piu-forte/">Italia: Mauro Bergamasco vs Jake Polledri, chi è il più forte?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il passato rappresentato da <a href="https://www.onrugby.it/2015/08/17/mauro-bergamasco-passato-presente-e-futuro-del-rugby-italiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mauro Bergamasco</a> o il presente impersonificato da <a href="https://www.onrugby.it/2018/11/08/ritratto-del-rugbista-da-giovane-jake-polledri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jake Polledri</a>: quale scegliere? Una domanda che World Rugby ha lanciato ai fans italiani e non solo sui suoi canali social paragonando i protagonisti del &#8220;sondaggio&#8221; in un video dove vengono riproposte le migliori azioni dei flanker.</p>
<p>Da una parte il totem veneto che ha collezionato 106 caps in azzurro fra il 1998 e il 2015 prendendo parte a 5 Rugby World Cup, in un club ristrettissimo di giocatori di cui fa parte anche il samoano Brian Lima, dall&#8217;altra l&#8217;aitante italo-inglese che ha debuttato nel 2018 contro la Scozia e contro gli stessi Braveheart ha disputato l&#8217;ultimo match in questo 2020, passando per il Mondiale 2019, andando a mettere insieme già 16 caps.</p>
<p>Mete, azioni personali, break travolgenti, passaggi spettacolari e placcaggi duri. Un minuti di emozioni a tinte azzurre: buon divertimento.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fworldrugby%2Fvideos%2F635720133947466%2F&amp;show_text=0&amp;width=476" width="476" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Sei Nazioni, Italia-Galles i precedenti: la vittoria del 2007 firmata da Mauro Bergamasco</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/02/09/sei-nazioni-italia-galles-i-precedenti-la-vittoria-del-2007-firmata-da-mauro-bergamasco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 09:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un successo storico in una partita tiratissima risolta nel finale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/02/09/sei-nazioni-italia-galles-i-precedenti-la-vittoria-del-2007-firmata-da-mauro-bergamasco/">Sei Nazioni, Italia-Galles i precedenti: la vittoria del 2007 firmata da Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il 10 marzo 2007, il sole splende alto su Roma e sullo stadio Flaminio che si prepara ad ospitare la quarta giornata del Sei Nazioni. Nell&#8217;impianto capitolino si sfidano Italia e Galles.<br />
Gli azzurri di Berbizier dopo aver iniziato il torneo con due sconfitte, rispettivamente contro Francia e Inghilterra, hanno espugnato Edimburgo dominando e raccogliendo la prima vittoria esterna della storia; contro la Scozia per 17-37.<br />
La sfida contro i Dragoni però, è diversa:  <strong>Troncon e soci partono ancora forte e grazie ai calci di Pez e alla meta di Robertson vanno al riposo sul 13-7</strong>, ma nella ripresa gli ospiti reagiscono. Rees, il tallonatore di quel Galles, marca subito pesante in apertura di secondo tempo mentre Hook dalla piazzola si conferma il solito &#8220;cecchino in serie&#8221; mandando <strong>i suoi sul 13-20. Sembra finita, eppure gli azzurri non mollano.</strong> Pez riporta l&#8217;Italia in linea di galleggiamento per il 16-20, che infiamma gli ultimi seicento secondi di gara. Il pubblico spinge la selezione del Bel Paese. A tre giri di lancette dal termine è ancora il mediano italo-argentino a rendersi protagonista: <strong>calcetto a scavalcare la linea, attimi di trepidazione, poi l&#8217;arrivo di un esplosivo Mauro Bergamasco che raccoglie l&#8217;ovale, brucia tutti sul tempo, e va in meta. Si va sul 23-20.</strong><br />
Manca pochissimo, ai &#8220;Rossi&#8221; viene concessa una punizione in attacco che varrebbe il pareggio, ma i gallesi rifiutano l&#8217;idea del nuovo equilibrio volendo andare in touche per vincere. Il calcio va verso la rimessa laterale. Ci si prepara alla contesa aerea, quando il direttore di gara però richiamato all&#8217;auricolare decide di decretare la fine, fra l&#8217;incredulità generale e la gioia italiana per la seconda affermazione consecutiva di quell&#8217;edizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/u_Knnp1Id_s?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=34&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ITALIA-GALLES 23-20 (13-7)</b><br />
<b>GALLES:</b> K. Morgan; M. Jones, Shanklin, Hook, S. Williams; S. Jones (28&#8242; p.t. G. Williams, 1&#8242; s.t. S. Jones, 34&#8242; G. Thomas)), Peel; R. Jones (30&#8242; s.t. J. Thomas), M. Williams, Popham; A. Jones, Gough; Horsman (16&#8242; s.t. A. Jones), Rees (37&#8242; s.t. R. Thomas), Gethin Jenkins (21&#8242; s.t. D. Jones). All. Gareth Jenkins.<br />
<b>ITALIA:</b> De Marigny; Robertson, Canale (21&#8242; p.t. Zaffiri), Mirco Bergamasco, Pratichetti; Pez, Troncon; Parisse, Mauro Bergamasco, Zanni (22&#8242; s.t. Bernabò, 29&#8242; Zanni); Bortolami, Dellapè; Nieto (18&#8242; s.t. Staibano), Festuccia, Lo Cicero (18&#8242; s.t. Perugini). All. Berbizier.<br />
<b>MARCATORI:</b> p.t. 12&#8242; e 19&#8242; c.p. Pez, 26&#8242; m. S. Williams tr. S. Jones, 36&#8242; m. Robertson tr. Pez ; s.t. 3&#8242; c.p. Hook, 5&#8242; m. Rees tr. Hook, 14&#8242; c.p. Hook, 32&#8242; c.p. Pez, 37&#8242; m. Mauro Bergamasco tr. Pez,.<br />
<b>ARBITRO:</b> White (Inghilterra).<br />
<b>NOTE:</b> spettatori 25.115. Colpi duri: Horsman, Canale, Peel, S. Jones, Troncon, Gough, R. Jones, Zanni, Parisse, Rees.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/02/09/sei-nazioni-italia-galles-i-precedenti-la-vittoria-del-2007-firmata-da-mauro-bergamasco/">Sei Nazioni, Italia-Galles i precedenti: la vittoria del 2007 firmata da Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sei Nazioni 2019: le opinioni di quattro grandi azzurri del passato</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/01/31/sei-nazioni-2019-le-opinioni-di-quattro-grandi-azzurri-del-passato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 07:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Lo Cicero]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[paul griffen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato Mauro Bergamasco, Andrea Lo Cicero, Andrea Masi e Paul Griffen, per capire cosa ne pensano dell'imminente torneo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/01/31/sei-nazioni-2019-le-opinioni-di-quattro-grandi-azzurri-del-passato/">Sei Nazioni 2019: le opinioni di quattro grandi azzurri del passato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A poche ore dall&#8217;inizio del Sei Nazioni 2019, che segna la ventesima partecipazione dell&#8217;Italia al torneo, abbiamo chiesto il parere di quattro autorevoli esperti in materia, nonché ex bandiere della nazionale italiana nel decennio precedente. Mauro Bergamasco, Andrea Lo Cicero, Andrea Masi (che ospitiamo su OnRugby <a href="https://www.onrugby.it/2019/01/28/la-testa-le-mani-i-piedi-con-andrea-masi-analizziamo-la-costruzione-di-un-giocatore-professionista/" target="_blank" rel="noopener">anche con le sue rubriche</a>) e Paul Griffen ci hanno offerto la loro opinione <a href="https://www.onrugby.it/2019/01/30/sei-nazioni-2019-italia-rugby-cosa-aspettarsi/" target="_blank" rel="noopener">su cosa dovremmo aspettarci dall&#8217;Italia</a> e su come potrebbe evolversi il torneo nel corso delle settimane.</em></p>
<p><strong>Mauro Bergamasco</strong> <strong>(106)</strong></p>
<p>&#8220;[L&#8217;Italia] Non è mai prevedibile, lo abbiamo visto negli anni e anche quando giocavo. Ci ha abituato a prestazioni di livello, mettendo i migliori del mondo in difficoltà, ma anche a prestazioni in cui questo non è successo. Il Sei Nazioni prima della Coppa del Mondo, inoltre, è sempre particolare rispetto gli altri tornei, dove c&#8217;è più continuità nelle politiche della Federazione, mentre questo non è legato alle solite dinamiche.</p>
<p>Ci sono nazioni che lo usano come banco di prova, altro come torneo a sé. C&#8217;è una commistione di obiettivi: tutti vogliono vincere il trofeo, ma il pensiero è inevitabilmente rivolto alla Coppa del Mondo, con giocatori e idee nuove da provare. Non credo che l&#8217;Italia possa approfittare di qualche &#8220;distrazione&#8221; avversaria, perché anche se ci dovessero essere giocatori in prova questi darebbero sempre il massimo.</p>
<p>I punti di forza dell&#8217;Italia? Contro le squadre internazionali abbiamo dimostrato di essere pronti e preparati nelle fasi di conquista e di avere una strategia comune offensiva e difensiva. L&#8217;impatto delle franchigie? Il Benetton è una squadra che funziona e che sta rispondendo bene alla programmazione societaria, ma il &#8220;salto&#8221; in azzurro non sarà immediato. Ci vorrà tempo, ma qualcosa di importante si potrebbe vedere in termini di sintonia e coesione.</p>
<p>Guardando al Sei Nazioni nel suo complesso, l&#8217;Irlanda è quella che ha dimostrato di più in evoluzione e programmazione. L&#8217;Inghilterra vorrà vincere per prepararsi alla RWC e lanciare un segnale. La Scozia? Può fare la differenza. Non credo che vincerà il Sei Nazioni, ma può essere una squadra contro cui si può decidere la vittoria o meno del torneo.</p>
<p>Un giocatore che potrebbe sorprenderci? Non l&#8217;ha convocato (ride, e proprio non ha voluto dircelo, ndr). Rispetto a qualche anno fa c&#8217;è una gamma di giocatori più ampia. Ho visto una squadra convinta di fare cose importanti, ma solo il tempo potrà essere una medicina fondamentale&#8221;.</p>
<p><strong>Andrea Lo Cicero (103 cap)</strong></p>
<p>&#8220;Non ho visto un&#8217;Italia con un grande gioco, o molte azioni fatte bene. Vedo un gioco un po&#8217; individuale e disordinato. Non è una cosa positiva, anche perché sono tre anni che sta lavorando questo staff. Se manca la voglia di lottare per il bene comune? Sarebbe una follia, la voglia di lottare per il tricolore c&#8217;è sempre. I punti di forza? Si gioca meglio con i trequarti. Vedo una mischia che va a sprazzi, una touche che non va, né in difesa né in attacco. In generale non vedo un gioco interessante: vedo potenzialità individuali ma non un gioco collettivo.</p>
<p>Mi aspetto qualcosa da tutti. Ora ci sono diversi giovani che devono dimostrare di avere il potere in campo e il testimone in mano. Mi auguro che anche la Federazione riesca ad avere una visione per il futuro, ma dubito. Vedo sempre meno interesse a livello generale. Contro gli All Blacks, che affollano gli stadi ovunque, l&#8217;Olimpico non era pieno. Ed è un problema. La politica federale fa acqua da tutte le parti. Mi auguro comunque che sia un Sei Nazioni ricco di spettatori.</p>
<p>Chi vincerà il Sei Nazioni? L&#8217;Irlanda può farlo sicuramente. La Scozia potrebbe essere una buona sorpresa, mentre vedo un&#8217;Inghiterra in fase di costruzione. Il Galles è ancora un po&#8217; distante ma hanno la ricetta per battere tutti. La Francia fa un campionato intenso, potrebbe risentirne. Se l&#8217;Italia ha chance contro i transalpini? L&#8217;Italia deve giocare per vincere, non tanto per giocare, o nella speranza di trovare lo zoppo. Dobbiamo giocare per alzare livello, portando realmente portare a casa risultati. Non mi piace l&#8217;elemosina&#8221;.</p>
<p><strong>Andrea Masi (95 cap)</strong></p>
<p>&#8220;Credo che per l’Italia sarà un Sei Nazioni molto difficile. Forse uno dei più difficili che la nostra Nazionale abbia dovuto affrontare. La qualità delle squadre che partecipano al torneo e che andremo a incontrare si è ulteriormente alzata. Tutte le compagini sono cresciute davvero tanto. Fino a qualche anno fa c’erano due che spiccavano nei <span class="text_exposed_show">confronti delle altre nazionali, mentre adesso si è creata una situazione di equilibrio al rialzo. Inoltre, peserà molto la mancanza di tre pedine chiave come Polledri, Minozzi e Bellini.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Ovviamente i nostri azzurri prepareranno ogni partita nel miglior modo possibile e sempre con l’intenzione di scendere in campo per vincere, ma se dovessi scegliere una partita da mettere in particolar modo nel mirino, indicherei l’ultimo incontro del torneo, in casa contro la Francia.</p>
<p>Irlanda-Inghilterra, la partita cruciale del primo turno, sarà subito decisiva. Qui a Londra c’è molto entusiasmo per i colori di casa, esaltati anche da un Eddie Jones che ha deciso di far iniziare la pretattica <a href="https://www.onrugby.it/2019/01/21/inghilterra-johnny-sexton-ha-il-batsegnale-per-gli-arbitri-dice-eddie-jones/" target="_blank" rel="noopener">a suon di dichiarazioni</a> già da due settimane. Però gli inglesi sono anche coscienti che a Dublino sarà una partita molto difficile, contro un’Irlanda che in tempi recenti è stata davvero ingiocabile. Lo ha dimostrato sia nei test di novembre, ma anche attraverso le sue franchigie negli ultimi turni delle coppe europee, raccogliendo otto vittorie su otto partite e qualificandosi tutte per i rispettivi quarti di finale&#8221;.</p>
</div>
<p><b>Paul Griffen (41 cap)</b></p>
<p>&#8220;Dall&#8217;Italia mi aspetto una crescita che consenta di proseguire sul percorso fatto negli ultimi dodici mesi. Le franchigie stanno facendo un buon lavoro, con Treviso che in questo momento sta raccogliendo evidentemente più soddisfazioni delle Zebre. Credo che si possano conquistare delle vittorie nel torneo. La cosa che vorrei vedere e che mi auguro si possa vedere è maggiore consapevolezza: dobbiamo fare un bel torneo, anche perché siamo nell&#8217;anno dei Mondiali.</p>
<p>Tra i punti di forza, sicuramente va sottolineata l&#8217;energia che possono portare in azzurro i ragazzi del Benetton. Mi aspetto un pack di avanti competitivo, e che in seconda linea il lavoro fatto per aumentare le percentuali di conquista in touche dia i suoi frutti. Fra i trequarti, mi aspetto un sicuro rendimento dalla coppia in mediana Tebaldi-Allan e da quella dei centri che io farei giocare con Castello e Campagnaro, perché entrambi hanno grande qualità da sfruttare. In generale sono dispiaciuto per gli infortuni di Polledri, Bellini e Minozzi, ma chissà che questa cosa non possa tramutarsi in una possibilità per altri giocatori. Vedo comunque un gruppo omogeneo. <b><br />
</b></p>
<p>Sul Sei Nazioni in generale, la mia opinione è che l&#8217;Italia possa arrivare a vincere due partite: quella con il Galles e quella con la Francia. In generale invece penso che l&#8217;Irlanda sia la favorita, come hanno dimostrato gli ultimi risultati a tutti i livelli. Ma potrebbero anche giocare un po&#8217; a nascondino in vista della World Cup.</p>
<p>Dietro di loro vedo Inghilterra e Galles: Eddie Jones ha una squadra che fisicamente può competere con tutti,  molto Farrell-dipendente; gli uomini di Gatland invece arrivano da nove vittorie di fila e potranno dire la loro. Sulla Scozia c&#8217;è curiosità, ma sembrano avere una squadra vicina come non mai al tanto atteso salto di qualità. Se dovessero riuscire a battere gli azzurri in maniera convincente potrebbero riuscire a prendere slancio per un torneo da protagonisti. Infine la Francia: secondo me riusciranno a battere il Galles, ma hanno un calendario poco felice e mi sembrano una squadra troppo umorale. Per gli azzurri potrebbe essere l&#8217;ideale l&#8217;appuntamento contro i nostri rivali nell&#8217;ultima sfida del 16 marzo.</p>
<p>Chi potrebbe sorprenderci? Da Jayden Hayward e Braam Steyn mi aspetto qualcosa in più: il primo potrà essere il giocatore adatto per gestire gli spazi arretrati, lavorare sui contrattacchi e trovare dei varchi offensivi sia per se che per i compagni del triangolo allargato, mentre il secondo dopo essere stato a mio parere il migliore nei Test Match di novembre sarà fondamentale per il reparto e penso che dopo il Sei Nazioni in tanti parleranno di lui&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/01/31/sei-nazioni-2019-le-opinioni-di-quattro-grandi-azzurri-del-passato/">Sei Nazioni 2019: le opinioni di quattro grandi azzurri del passato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Magari qualcuno di loro, tra 10 o 15 anni, sarà di qua&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2018/11/14/cerimonia-consegna-maglie-italia-mauro-bergamasco/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2018/11/14/cerimonia-consegna-maglie-italia-mauro-bergamasco/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 13:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Foto e video]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima della sfida contro la Georgia, ventitré ragazzi dei club toscani hanno consegnato la maglia agli azzurri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2018/11/14/cerimonia-consegna-maglie-italia-mauro-bergamasco/">&#8220;Magari qualcuno di loro, tra 10 o 15 anni, sarà di qua&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della sfida contro la Georgia, ventitré giovani ragazzi di vari club toscani hanno consegnato la maglia da gioco ai 23 azzurri impegnati sabato all&#8217;Artemio Franchi di Firenze. A presentare la cerimonia c&#8217;era Mauro Bergamasco, 106 volte azzurro nella sua carriera, che ha introdotto i bambini prima della consegna delle divise a Ghiraldini e compagni.</p>
<p><strong>Il video della cerimonia</strong></p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/tpt7r5zbQ5M" width="729" height="410" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>6 Sedie, a Roma l&#8217;iniziativa per promuovere il rugby in carrozzina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 15:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Toniolatti]]></category>
		<category><![CDATA[marco bortolami]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio zaffiri]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[michela tondinelli]]></category>
		<category><![CDATA[rugby in carrozzina]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Bernabò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Atleti dei club paralimpici italiani sfideranno nell'evento sette ex nazionali azzurri </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="textBody">
<div id="attachment_154989" style="width: 860px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-154989" class="size-full wp-image-154989" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2018/01/27708061_10155304745045886_308357729_o-e1517410433606.jpg?x79206" alt="" width="850" height="483" /><p id="caption-attachment-154989" class="wp-caption-text">&#8211;</p></div>
<p>Per assistere all&#8217;esordio dell&#8217;Italia di Conor O&#8217;Shea nel Sei Nazioni bisognerà attendere domenica, ma nel frattempo Roma sarà teatro anche di un altro evento a forti tinte ovali, seppur giocato con una palla perfettamente tonda. Il giorno prima, sabato 3 febbraio (ore 15), al PalaLuiss della Capitale andrà in scena un incontro dimostrativo di rugby in carrozzina (specialità presente ai Giochi Paralimpici), in cui si sfideranno giocatori provenienti da sette club italiani e una squadra di ex nazionali italiani di rugby union.</p>
<p>L&#8217;iniziativa prende il nome di<strong> &#8216;6 Sedie&#8217;</strong> e nasce da una collaborazione tra la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), la società Romanes Wheelchair Rugby e la Federazione Italiana Rugby, unite per cercare di diffondere il più possibile questa disciplina paralimpica e sottolinearne il suo aspetto inclusivo, che consente a atleti tetraplegici o con disabilità affini di praticare uno sport di squadra.</p>
<p>Il team di wheechair rugby sarà composto da giocatori dei seguenti club: Padova Rugby (<a href="https://www.onrugby.it/2017/12/20/rugby-in-carrozzina-allasd-padova-il-primo-campionato-italiano-paralimpico/" target="_blank" rel="noopener">campioni d&#8217;Italia del primo campionato di specialità a dicembre</a>), Polisportiva Milanese, Mastini Cangrandi Verona, Catania Wheelchair Rugby, Ares Centurioni Wheelchair Rugby, Four Cats Vicenza e per l&#8217;appunto Romanes Wheelchair Rugby, tra i promotori dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>A sfidarli ci saranno nomi illustri della palla ovale italiana: <strong>Mauro Bergamasco</strong>,<strong> Maurizio Zaffiri, Marco Bortolami</strong>, <strong>Giulio Toniolatti</strong>,<strong> Valerio Bernabò e Michela Tondinelli</strong>, detentrice del record di presenze in nazionale femminile con 86 cap, che giocheranno in carrozzina e a wheelchair rugby per la prima volta.</p>
<p>Oltre alla partita dimostrativa delle 15, alle 16:30 il direttore tecnico della nazionale italiana di wheelchair rugby selezionerà due squadre miste per un&#8217;altra partita, mentre ad arricchire la scena ci sarà anche la presenza di Chef Rubio.</p>
<p>Il giorno successivo, in occasione della sfida tra Italia e Inghilterra all&#8217;Olimpico, i ragazzi del rugby in carrozzina anticiperanno l&#8217;ingresso delle due squadre entrando sul terreno di gioco nel pre partita.</p>
</div>
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		<title>La Skypata della settimana: quattro chiacchiere con Mauro Bergamasco</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/02/16/la-skypata-della-settimana-quattro-chiacchiere-con-mauro-bergamasco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 15:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[skypata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l'ex flanker azzurro parliamo di Sei Nazioni, programmazione e alibi </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/16/la-skypata-della-settimana-quattro-chiacchiere-con-mauro-bergamasco/">La Skypata della settimana: quattro chiacchiere con Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-135328" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/02/Skyppata1.jpg?x79206" alt="Skyppata mauro bergamasco" width="850" height="567" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/02/Skyppata1.jpg 850w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/02/Skyppata1-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/02/Skyppata1-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/02/Skyppata1-400x267.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Ospite della nuova Skypata settimanale è Mauro Bergamasco, 106 caps in Azzurro dal 1998 al 2005 e da due anni ospite fisso del Rugby Social Club di DMAX in occasione del Sei Nazioni. Assieme a Mauro, che di sfide nel torneo più antico ne ha giocate 43, abbiamo parlato delle prime due partite dell&#8217;Italia e di come reagire dopo la sconfitta dell&#8217;Irlanda. Ma anche di programmazione, abitudine a vincere e di una squadra che lo ha particolarmente colpito&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/iBbacoTxGSQ?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Skypate precedenti: <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/08/la-skypata-della-settimana-quattro-chiacchiere-con-daniele-piervincenzi/" target="_blank">Daniele Piervincenzi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/02/16/la-skypata-della-settimana-quattro-chiacchiere-con-mauro-bergamasco/">La Skypata della settimana: quattro chiacchiere con Mauro Bergamasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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